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Lo scatto perfetto di una location: i segreti del fotografo

Lo scatto perfetto di una location: i segreti del fotografo

Qual è il vostro primo approccio a una location quando ne cercate una per organizzare un evento? Pensate subito che dovete ritagliarvi del tempo per andarla assolutamente a visitare? Certo la site inspection rimane il metodo più efficace per scegliere la sede di un evento, ma anche la più dispendiosa da molti punti di vista e quindi non sempre praticabile.
Risultano per questo molto utili tutte le informazioni che riusciamo a raccogliere a distanza, per esempio attraverso il web, con strumenti specifici come il nostro venue finder.
 
In ogni caso, la nostra attenzione sarà sicuramente attirata dalle immagini. Pensate infatti di guardare un sito Internet di una location per eventi e di non trovare nemmeno un'immagine. Praticamente impensabile!
 
Le immagini parlano”, ed è per questo che il linguaggio che utilizzano è molto importante. Una fotografia sbagliata corrisponde a un discorso fatto in una lingua che il nostro interlocutore non conosce, è inutile. O peggio, è come se il nostro interlocutore interpretasse le nostre parole in maniera errata.
 
Ma come fare a capire” le fotografie di una location? Cosa guardare perché le immagini ci parlino dell'hotel che ci interessa? Come riconoscere una fotografia fatta in maniera professionale e quindi affidabile” per la nostre esigenze di meeting planner?

Abbiamo chiesto a Janos Grapow di Hotel Photography di svelarci qualche segreto per interpretare le fotografie nella giusta maniera, domandandogli innanzitutto che cosa un servizio fotografico ben fatto ci dice” della location stessa. Un albergo che si preoccupa di comunicare attraverso fotografie curate e professionali è senza dubbio un hotel che conosce molto bene il significato di servizio”. Ispira affidabilità e un'attenzione al cliente che sicuramente è apprezzabile da chi sta valutando un albergo per organizzarvi un evento” spiega Grapow.
 
Le fotografie sono dunque un vero e proprio strumento di marketing per gli alberghi stessi. In un'ottica marketing-oriented le fotografie sono uno strumento utilissimo sia online – pensiamo alle foto di un sito Internet – sia offline. Anche durante una site inspection infatti l'albergatore, per ovvi motivi, non ha la possibilità di mostrare tutte le configurazioni e gli allestimenti possibili. Poterli vedere su un tablet aiuta molto a farsi un'idea più completa della location e delle sue possibilità”.

Il servizio fotografico perfetto di un hotel congressuale

Janos Grapow ci ha illustrato quali sono gli accorgimenti professionali per ottenere un servizio fotografico perfetto di un hotel e/o di una location per eventi.  

Ecco il vademecum della fotografia perfetta, utile anche ai meeting planner per interpretarr al meglio gli scatti quando valutano una sede congressuale.
 
#1 Spazi congressuali
Per quanto riguarda la sala plenaria la cosa importante è dare il senso dell'ampiezza degli spazi, per dare l'dea della sua capienza. Per le altre sale invece è importante soprattutto l’aspetto estetico, non quello tecnico-descrittivo: meglio avere foto“visual”, accattivanti, mostrare ad esempio una bella inquadratura, una bella luce, un allestimento particolarmente adatto per quegli spazi.
Altri accorgimenti riguardano il taglio: tagliando infatti la parte alta della fotografia lo spazio prende più ampiezza. Inoltre, applicando una panoramica risulta una presentazione di maggiore impatto ed eleganza. 
 
#2 I dettagli
 Per dare un'idea esaustiva degli spazi e soprattutto dei servizi congressuali annessi è bene che le sale congressuali siano fotografate con allestimenti diversi. Se la location ha ospitato eventi importanti un suggerimento è anche quello di pubblicarne qualche foto: aiuta a trasmettere un messaggio di prestigio.
 
La fotografia fornisce una descrizione tecnica degli ambienti. Per fare ciò una soluzione potrebbe essere quella di collocare la macchina fotografica in un punto fisso della sala e fare una foto di ogni allestimento. Se ci sono pareti modulabili, gli scatti devono documentare le configurazioni possibili, se la sala è dotata di un passo carrabile è bene fare una foto, per esempio, con un'automobile. Oppure, se ci sono pareti modulabili, gli scatti devono documentare le configurazioni possibili. Se la sala è dotata di luce naturale, una foto potrà essere con tende tirate e con tende aperte. 
 
#3 Le emozioni
Oltre all'aspetto tecnico-descrittivo, altrettanto importante è naturalmente quello emozionale legato alla fotografia. Questo va sempre tenuto in mente sia per quanto riguarda il modo di fotografare sia per come le foto vengono presentate. Per esempio collocando le foto sul web applicando una dissolvenza tra l'una e l'altra la presentazione risulta di maggiore impatto. 
Inoltre, secondo il concetto di visual storytelling, le fotografie sono molto utili a "raccontare" l'hotel, non solo per quanto riguarda strettamente gli spazi congressuali. In tale senso si possono scattare fotografie emozionali: un addetto che spinge una colonna di sedie in fase di allestimento o un dettaglio della mise en place, per esempio. 
 
#4 Non solo sale meeting
Nel caso di un hotel congressuale è naturalmente utile avere fotografie di tutte le aree, soprattutto di quelle che potrebbero essere utilizzate per ospitare cocktail, feste, cene di gala e così via. Senza naturalmente dimenticare la banchettistica. 
 
#5 Gli errori da evitare
Una sala congressi rischia sempre di risultare vuota” (I fotografi tendono a escludere la presenza di persone, perché quasi sempre risulterebbero dei difetti che peggiorerebbero l'immagine, a meno di utilizzare modelli, che però richiedono budget a parte). A volte questo avviene perché non si tengono a mente piccoli accorgimenti, come evitare di fotografare la sala con poche sedie oppure includendo nella foto 4 o 5 metri di pavimento prima della prima fila di sedie (che vanno sempre fotografate da dietro). Da evitare assolutamente sono inoltre tutti quegli elementi che invecchiano” la sala, come il classico” panno verde sui tavoli o le glacette in primo piano.
(testo di Alessandra Boiardi)