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Meeting planner, quanto sei resiliente?

Meeting planner, quanto sei resiliente?

Prendo spunto dall'oroscopo dell'Internazionale di questa settimana che, per il mio segno, mi ricorda una massima dell'inventore Richard Buckminster Fuller che diceva. "Non esiste un esperimento fallito, esistono solo esperimenti dai risultati inattesi".

Non voglio certo insinuare che un evento sia per i meeting planner paragonabile ad esperimenti, ma se hai organizzato un evento e non è andato come speravi potremmo considerarlo "un risultato inatteso".

Questo per dire che molto spesso le cose non sono mai "assolute", ma la loro interpretazione dipende molto dall'atteggiamento che adottiamo nei loro confronti.

In questi ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di resilienza, un termine che dall’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di assorbire gli urti, è stato preso in prestito in psicologia per indicare la capacità da parte di una persona di superare un evento traumatico o una difficoltà. In pratica essere resiliente significa affrontare un problema e riorganizzarsi positivamente a partire da questo.

Lasciamo decisamente da parte l’ingegneria, e in un certo senso anche la psicologia (questo non sarà assolutamente un discorso di carattere scientifico) e veniamo a noi: cosa significa per un meeting planner avere un atteggiamento resiliente? Può servire a migliorare la tua vita professionale, la tua performance lavorativa, la tua soddisfazione personale?

Per rispondere a queste domande iniziamo con l’individuare quando un organizzatore di eventi potrebbe mettere in pratica un atteggiamento resiliente.

Event planning e resilienza

Mi riferisco alla tua professione, quindi non stiamo ovviamente parlando di veri e propri traumi come potrebbe essere la perdita di una persona cara, ma di difficoltà lavorative come un evento andato male.

Che per certi versi per un event planner è un vero e proprio dramma.

Con un atteggiamento resiliente si mette in atto una dinamica positiva che porta a trasformare il “problema” dell’evento andato male in risorsa per il prossimo.

Martin Seligman, considerato il fondatore della psicologia positiva, è il creatore del metodo ABCDE che ci può essere utile parlando di resilienza dei meeting planner.

In pratica, Seligman ha individuato cinque abilità cognitive che spostano l’atteggiamento dal pessimismo, cioè chi pensa che l’errore sia accaduto per “colpa” sua, all’ottimismo di chi considera un insuccesso una nuova sfida per cambiare le cose.

 

A-> Adversity – avversità

La condizione che scatena il pessimismo. Per il meeting planner potrebbe essere appunto l’insuccesso di un evento.

B-> Belief 

Le convinzioni, cioè la maniera in cui interpreti l’avversità. “Ho rovinato l’evento” è per esempio un’interpretazione tua di come sono andate le cose.

C-> Consequences

Le conseguenze del tuo atteggiamento. Cosa hai fatto davanti all’insuccesso? Come hai reagito?

D-> Disputation

Discussione: sforzati di mettere in discussione le tue convinzioni.

E-> Energization

Energizzazione: è l’esito del metodo, l’effetto che dovresti ottenere reindirizzando i tuoi pensieri e spostando il tuo punto di vista.

 

5 caratteristiche del meeting planner resiliente

 

Fatte tutte queste premesse è ora di capire che sei un meeting planner resiliente.

Per esserlo, dovresti riconoscerti in alcune (se non tutte) queste caratteristiche. 

  • Sei ottimista

L’ottimismo: sei disposto a cercare sempre (o quasi) il lato positivo di quello che ti accade e a sminuire le difficoltà? 

  • Hai fiducia in te

Se hai fiducia nelle tue capacità nessuna difficoltà ti appare insormontabile. Sai di avere le risorse per superare il momento problematico. 

  • Non temi i cambiamenti

L’evento è andato male? Sai che potresti dovere cambiare approccio, o più “semplicemente” fornitori e collaboratori. Ma lo vivi come un nuovo inizio, non come una “ingiustizia”.

  • Sei flessibile

Avere spirito di adattamento ti aiuta a non subire le situazioni negative, ma a resistere alle difficoltà senza soccombere.

  • Sei un problem solver

Un atteggiamento resiliente spinge a guardare alla soluzione del problema, più che al problema in sé.