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Quando un event planner può (deve) dire no

Quando un event planner può (deve) dire no

Una parola semplice, che i bambini imparano a dire presto. “No”, una delle espressioni che invece da adulti spesso facciamo fatica a dire: nella vita e molto anche sul lavoro

Eppure si tratta di una parola importantissima, che spesso ci è indispensabile per proteggere noi stessi e salvaguardaci dalle troppe richieste e da troppo stress.

Questo è vero anche se di lavoro organizzi eventi, che come ben sai è uno dei ruoli più stressanti che esistono.

Imparare a dire no diventa indispensabile dunque in diversi casi.

 

Quando dire no

 

1 – Alle modifiche della timeline stabilita

La progettazione è fondamentale per l’event planner e tutto il tuo lavoro si basa su un’organizzazione ferrea. Per questo puoi assolutamente pensare di non accettare richieste di cambiamento in corsa sulla “tabella di marcia”. Soprattutto se ti stai occupando di più di un evento alla volta ogni cambiamento potrebbe nuocere alla loro buona riuscita e la gestione del tempo diventa per questo fondamentale.

 

2 – Alle richieste assurde

Una volta che dici sì a una richiesta assurda non avrai più scusanti. Ma che tu sia un meeting planner d’azienda o un’agenzia ricorda che ne va della tua reputazione. Quindi accontentare il cliente, come già ben saprai, non è sempre un mantra per chi organizza eventi. Dire di no a richieste strane come “fare nevicare ad agosto” e piuttosto offrire delle alternative sensate proteggerà il tuo lavoro e il tuo personal branding.

 

3 – Ai clienti che non vuoi

Soprattutto se sei un freelance, non sei obbligato ad accettare tutti i clienti che ti capitano. Anzi! Una delle libertà della tua scelta sta proprio nel non farlo. Valuta tutto, ma sentiti libero di dire no.

A un cliente difficile, a un incarico che obiettivamente non saprai gestire, a un evento che non è delle tue corde. Dire no a un cliente non è per forza di cose una rinuncia.

 

4 – A chi non rispetta il tuo lavoro

Come sai, l’event planner ha un ruolo ben specifico. Che per esempio non include quello di assistente personale. Chi ti ha commissionato l’organizzazione dell’evento deve saperlo, quindi no a richieste dell’ultimo minuto, a continue interferenze nel tuo lavoro, a smanie di iper-controllo ma anche a chi ti impone lavori che non appartengono alle tue mansioni.

 

5 – Al troppo stress

Banale vero? Ma per molti non è così facile misurare il proprio stress da super-lavoro. E se possiamo fare valutazioni di diverso tipo, per esempio ricordarti l’effetto negativo che lo stress ha sulla tua salute, allo stesso tempo le valutazioni vanno fatte sulla qualità del tuo lavoro. Perché è vero che per alcuni essere sotto stress equivale a dare il meglio, ma alla lunga può portare a commettere errori che potresti pagare nella tua carriera di event planner.