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Il networking vien mangiando: come organizzare un lunch per fare rete

Il networking vien mangiando: come organizzare un lunch per fare rete

Il termine networking è uno dei più utilizzati, forse abusati, quando si parla di business e anche di organizzazione di eventi. Fare networking è il mantra per chi, nel proprio lavoro, deve coltivare conoscenze e contatti e spesso gli event planner si sentono chiedere proprio questo: creare le condizioni giuste perché le persone si possano incontrare, conoscere e possano avviare, magari nel tempo, collaborazioni di qualsiasi sorta.

Il networking funziona per colleghi di una stessa azienda che non si conoscono, per membri di un’associazione, per i partecipanti a un congresso, e per chi deve fare business in generale, naturalmente.

Ma l’errore che l’event planner non deve fare in questi casi è quello di pensare che basti riunire in una sala le persone. Il networking non si fa da sé, va agevolato e in un certo senso accompagnato, affinché le persone siano realmente messe nelle condizioni di scambiare idee, conoscersi e dialogare.

Per questo, meglio iniziare da qualcosa che piace a tutti: mangiare. Ecco perché per il networking si scelgono spesso momenti conviviali come il pranzo o la cena, e sta prendendo piede anche la colazione, un momento che ha il vantaggio di essere più rapido – la mattina non tutti hanno molto tempo – e quindi se ben organizzato, molto mirato.

Networking lunch: cosa fare per non sbagliare

Quando si tratta di un pranzo organizzato per fare conoscere le persone in ambito business meglio osservare qualche regola fondamentale.

1 – orario: meglio scegliere un orario classico per il pranzo, che può essere attorno alle 13. Questo per assicurarsi che i più riescano a liberarsi dagli impegni e utilizzino la pausa pranzo per partecipare.

2 – durata: d’accordo, si tratta di lavoro, e alcune volte, se non spesso, sono proprio queste occasioni a diventare cruciali per la carriera o per accrescere il proprio business, ma non è il caso di fare durate un networking lunch più di 60 o al massimo 90 minuti.

3 – pranzo in piedi: il business lunch è sinonimo di pranzo in piedi. O viceversa. Ma la sostanza non cambia: per favorire lo scambio serve mobilità.

4 – menu: il menu è fondamentale, ma bastano due caratteristiche di base: buono e adatto a una pranzo in piedi. Ovvio, con materie prime di qualità e in certi casi può essere scelto anche un tema inerente, legato magari alla stagionalità se il business lunch viene ripetuto in due momenti diversi dell’anno.

5 – nome: anche un business lunch in cui le persone arrivano, mangiano, chiacchierano e se ne vanno non può essere lasciato a sé stesso neanche dal punto di vista della comunicazione. Già dall’invito meglio individuare un tema, che è poi lo scopo del pranzo, o ancora meglio dare un nome all’occasione, così che chi è inviato sia più incentivato a partecipare.

6- social: non tutti i networking lunch vogliono essere social, ma nel caso il vostro obiettivo sia anche quello di ingaggiare le persone in modalità digital non può mancare un hashtag, facile da memorizzare (e magari coincidente con il nome dell’evento) e ben visibile anche nella sala e sull’eventuale materiale che consegnate.

7 – la vostra regia: i partecipanti, dicevamo, non vanno lasciati a loro stessi. Quindi anche in un’occasione di networking come un pranzo, se possibile, meglio prevedere un momento – molto breve – di speech. In ogni situazione c’è “un padrone di casa” e basta un breve discorso di benvenuto e magari qualche spunto di riflessione così che i partecipanti abbiano qualche argomento di riscaldamento dal quale partire mentre “fanno conoscenza”.

8 – tutti a casa: quando finisce un networking lunch? Certo, quando tutti sono andati via, ma se l’esigenza è quella di rispettare gli orari (perché dovete liberare la sala o per motivi organizzativi) potreste prevedere un breve saluto da parte di chi ha organizzato il pranzo, così da fare comprendere che il tempo è scaduto. Il monitoraggio del tempo ha anche un effetto positivo sull’efficacia, perché i partecipanti sanno di dovere dare il massimo nei tempi prestabiliti, ed eviteranno, tra l’altro, di arrivare in ritardo.