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Location insolite per eventi: metti una cena in galera

Location insolite per eventi: metti una cena in galera

In redazione è arrivato un invito alquanto insolito: Antonella Fabris dell’agenzia Joint & Venture e Lorena Minuzzo di Excellence ci invitavano a cena – insieme a un nutrito gruppo di incentive house – al ristorante aperto all’interno del carcere di Bollate, InGalera.
Un ristorante all’interno di una prigione? Mah, chissà come sarà… non ci restava che andare a provarlo!

In Galera per davvero

Wow, il ristorante è davvero all’interno del carcere: dobbiamo passare dalla guardiola come se fossimo i parenti di detenuti in visita e veniamo rigorosamente scortati da due “steward” fino al locale. Arredi semplici ma raffinati, alle pareti – colorate – le locandine dei film più famosi ambientati in prigione (“Fuga per la Vittoria”, chi non l’ha visto?!), luci calde e un’atmosfera particolare nell’aria.

Iniziano a servire la cena, camerieri impeccabili e gentilissimi: i piatti appagano la vista prima ancora che il gusto, con abbinamenti colorati, decori degni di chef stellati – non a caso, il claim del ristorante è proprio 'il ristorante del carcere più stellato d’Italia' – e accostamenti di gusto originali e sfiziosi; la proposta enologica non è da meno, con un rosso corposo e intenso.

Il “progetto Bollate”

A metà serata prende la parola Silvia Polleri, responsabile della coperativa Abc Catering, che racconta: «Quando nel 2004 mi hanno chiesto di metterei n piedi un ristorante in carcere, non ci dormivo la notte, mi sembrava un’impresa impossibile. Poi mi svegliavo alla mattina e riprendevo fiducia nel progetto». Ed è così che è nato InGalera, primo e unico caso di ristorante in una casa di reclusione aperto al pubblico, sia a pranzo sia a cena, dove i detenuti lavorano, servendo in sala e aiutando in cucina – seguiti da uno chef e da un maitre professionisti.

"Volevamo offrire ai reclusi, che vengono regolarmente assunti, la possibilità di riappropriarsi o apprendere la cultura del lavoro, un percorso di formazione professionale e responsabilizzazione, mettendoli in rapporto con il mercato, il mondo del lavoro e la società civile"  prosegue Polleri, dando anche qualche dato, assolutamente significativo, relativo alla realtà sperimentale di Bollate: "Ogni giorno dal carcere di Bollate escono a lavorare circa 250 detenuti; nel resto d’Italia, i reclusi che escono per lavoro sono... 250... Inoltre, la recidiva, che nel resto della Penisola è superiore al settanta per cento, qui a Bollate è inferiore al venti. Noi, con la nostra cooperativa che, oltre al ristorante gestisce anche un catering, abbiamo aiutato circa cinquanta detenuti arrivati a fine pena a reinserirsi nel mondo reale".

Il catering, infatti, ha all’attivo più di cinquecento eventi, tra convention aziendali, matrimoni, cene private mentre il ristorante, con circa cinquanta posti a sedere, ha ospitato cene di gala, business lunch, team building e serate a tema.

L’esperienza (umana) oltre la cena

Se la cena è stata sublime e merita davvero “una recidiva” per dirla in termini carcerari – indimenticabili i gnocchetti multicolor con guanciale e fiori di zucca, ma anche la cheese cake al passion fruit –, è lo scambio umano di quella serata che ha sicuramente mosso (tutti) gli animi: durante la pausa tra una portata e l’altra, ci ritroviamo infatti a chiacchierare, del più e del meno, con i camerieri. E qualcuno inizia spontaneamente a raccontare: "Sono albanese - ci racconta uno degli addetti alla sala - ho già scontato cinque anni e soprattutto i primi due sono stati utilissimi per capire il mio errore. Quando esco, voglio affittare una casa qui vicino e continuare a lavorare qui". E così, a fine serata usciamo dal carcere arricchiti di un bagaglio di emozioni e di pregiudizi abbattuti. E con un nuovo indirizzo prezioso da aggiungere alla nostra agenda, quello di InGalera.