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Come utilizzare i selfie per promuovere un evento

Come utilizzare i selfie per promuovere un evento

La selfie mania non accenna a farsi da parte e anzi impazza più che mai invadendo praticamente tutti i contesti della nostra vita. Di sicuro una tendenza dei tempi moderni, che se si riflette bene esiste in realtà da sempre, o per lo meno da quando è nata la fotografia e con lei l'autoscatto.

In un mondo in cui il digitale fa la parte del leone farsi un selfie è diventata la cosa più facile al mondo, basta avere uno smartphone a portata di mano, ma anche questo non sembra essere un problema visto che per esempio secondo il Rapporto Coop 2015 in Italia nell'ultimo anno sono stati venduti 14 milioni di smartphone.

Inquadrare, sorridere, scattare. Si tratta di un attimo. Ma il bello dei selfie è la condivisione social: appena fatto lo scatto il vero divertimento è condividerlo sui nostri social preferiti e aspettare le reazioni dei nostri contatti.

Così tutti potranno sapere che ci troviamo nel ristorante più chic della città o al party più esclusivo, davanti a un tramonto sul mare da fare invidia a chi ci guarda dalla scrivania dell’ufficio o che siamo in partenza per una meta esotica.

Naturalmente il ‘meccanismo selfie’ e soprattutto le sue potenzialità non sono sfuggiti agli organizzatori di eventi che hanno trovato nella passione per gli ‘autoscatti’ una fedele alleata per promuovere e diffondere i propri eventi.

Questo può valere anche per i corporate events: i più ‘smart’ già includono infatti il selfie come strumento di marketing.

Pare una bella idea quella delle registrazioni all'evento mediante selfie: un momento francamente noioso come quello di mettersi in fila al desk, o semplicemente pragmatico come accreditarsi online lasciando i nostri dati, viene proposto come diversivo divertente. Un esempio: per la registrazione online alla sua conferenza annuale, HubSpot permetteva ai delegati di postare un selfie come conferma della loro partecipazione.

Un altro modo di coinvolgere i partecipanti a un evento ottenendo al contempo un ritorno in visibilità è lanciare una ‘selfie competion’: si può chiedere ai delegati di farsi un selfie e di condividerlo sulla pagina Facebook dell’evento, con piccoli o grandi premi per colui o colei che si scatterà il selfie più bello. Mettendo tra le regole quella di taggare i colleghi o di scrivere un commento si aumenteranno anche gli share del post.

Nel mondo B2C quella della selfie competition è già una pratica rodata, tra le più recenti ha riscosso un enorme successo per esempio la competizione selfie per il lancio del celebre film ‘Minions’ in partnership con la Universal: chi spedisce la migliore faccia da Minion vince un viaggio per Parigi.

Affinché i partecipanti all’evento si sentano realmente coinvolti, si può anche organizzare una piccola ‘task force’ che avrà proprio il compito, durante l’evento, di invitare i delegati a farsi selfie e a condividerli.

Per quegli eventi che lo permettono – magari perché meno formali come un Christmas o un summer party, ma anche un lancio di prodotto o una convention – il selfie permette anche di mostrare il lato ‘più umano’ dei partecipanti, anche se ingessati in completi eleganti. Avete presente il presidente degli Stati Uniti Obama e la sua mania per i selfie? O i selfie di Papa Francesco? Ecco, una cosa del genere potrebbe essere proposta anche ai relatori, per un ‘dietro alle quinte’ inedito.

Infine, creare dei booth brandizzati dove potersi fare un selfie renderà il marchio aziendale molto visibile sia agli altri partecipanti sia in Internet e non guasterà alle operazioni di brand awareness anche nel caso di eventi corporate, oltre a dare valore all'evento in sé come 'the place to be'.

Oltre al brand infatti, queste ‘postazioni’ potrebbero essere allestite con scritte che riportano per esempio l’hashtag dell’evento, per una viralità più efficace.

Insomma, il selfie è uno strumento di event marketing a costo zero o quasi che può risultare molto efficace soprattutto per quegli eventi ad alto tasso di digitalizzazione. Il consiglio è sempre quello di affidarsi a ‘esperti’ anche in un caso come questo che può sembrare di facile gestione ma può nascondere delle insidie se utilizzato in maniera non professionale. 


Nella foto da sinistra il conduttore televisivo Bill Nye, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il divulgatore scientifico Neil deGrasse Tyson alla Casa Bianca