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Cinque consigli per parlare in pubblico

Cinque consigli per parlare in pubblico

Ricordate la performance di Matteo Renzi in inglese? Indubbiamente sì, si vede dall’abbozzo di sorriso che vi è spuntato sul volto. E siamo altrettanto sicuri che all’origine di questa ilarità non vi siano i contenuti politici bensì la pronuncia della lingua anglosassone secondo la libera interpretazione del premier fiorentino. Un piccolo autogol “tecnico” dell’uomo politico che però, proprio grazie a questa dizione personalizzata, è diventato virale. E qui potremmo innescare un dibattito infinito se questa conseguenza, in realtà, non abbia addirittura portato a una maggiore popolarità, ma questa è un’altra storia.

Saper parlare in pubblico – di fronte a una platea, a un meeting, in un seminario – è dunque un aspetto cruciale del successo, tanto di dell’evento quanto personale. Ma come riuscire nell’impresa? Tanto per cominciare studiando i più grandi comunicatori della storia. E poi facendo tesoro di cinque consigli chiave:

• Imparare a gestire il proprio corpo
È importante non tradire l’emozione controllando l’uso della voce – un tono convincente e persuasivo, ma non monotono, “addomestica” la platea – e la gestualità. Se non vi tocca proprio un’arringa, evitate di enfatizzare l’intervento con movimenti esagerati. La respirazione gioca un ruolo cruciale: non deve essere affrettata e superficiale ma lenta e profonda. Allenatela.

• Strutturare il messaggio
Chi non ha la propensione naturale all’arte oratoria deve preparare il discorso per tempo, organizzandolo schematicamente e suddividendolo per punti, così da non tralasciare alcun passaggio. Non c’è nulla di male a scorrere degli appunti mentre si parla – meglio ancora, naturalmente, avvalersi del supporto di materiale audiovisivo – comunicando in modo sintetico e facendo ricorso a esempi. Specie se si tratta di argomenti articolati è utile provare il proprio intervento in privato.

• Trasmettere credibilità e sicurezza
Conquistare la fiducia e l’attenzione dei propri ascoltatori è più facile se fin dalle prime parole si è in grado di offrire un’impressione positiva di credibilità e di competenza. Per rompere il ghiaccio concedetevi un esordio smart, cercando di strappare un sorriso agli astanti. Nel corso dell’esposizione, saper rendere facili, e comprensibili, argomenti complessi dà prova di completa padronanza della materia trattata.

• Mantenere il contatto umano
Stabilire una sintonia e sviluppare relazioni interpersonali con chi ascolta genera, da un lato, uno speech più disinvolto e, dall’altro, un successo maggiore in quanto il discorso è veicolato tanto dalla componente razionale quanto da quella emozionale, particolarmente importante nel caso di meeting motivazionali (per esempio con la forza vendita).

• Non avere timore dell’imprevisto
Esercitate la capacità concedere anche un piccolo spazio all’improvvisazione: Paul Ryan, in corsa allora per una poltrona da vicepresidente, aveva invitato Barack Obama a fare discorsi senza l’uso del gobbo elettronico. Alcuni passaggi “a braccio” rendono più umano, e vicino, l’oratore alla platea. Infine, rispondete con calma a domande o osservazioni inaspettate. Importantissimo è, in questo senso, anche il rapporto con i media. I loro feedback, social network compresi, sono spesso l’ago della bilancia del successo.