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Sei buoni consigli per il buffet di un evento

Sei buoni consigli per il buffet di un evento

Passaggio obbligato di un evento è, nella stragrande maggioranza dei casi, il buffet. Specialmente nel nostro Paese "mangiare" va ben al di là della mera assunzione di cibo: è la sublimazione della convivialità. Così, anche nel caso di un semplicissimo finger food dopo una conferenza, un pizzico di attenzione non guasta.

I rinfreschi, per prima cosa, devono sempre essere adeguati al numero dei convenuti e da questo dipende l'ambiente necessario per accoglierli al meglio. Una volta chiarito questo punto, spazio all’organizzazione.

• Aspetto cruciale è, innanzitutto, valutare la sede, se si tratta di una sala, un cortile coperto, una veranda oppure di uno spazio outdoor. Da questo dipenderanno diversi fattori quali, per esempio, l’illuminazione – più complessa all’aperto, specie se l’incontro è serale – che non deve mai creare incertezza su che cosa si sta assaggiando, ma nemmeno deve disturbare, e le attrezzature necessarie all’arredo (tavoli, sedie, panche, appoggi eccetera).
Infine, ma non certo ultimi per importanza, i servizi, che devono essere facilmente raggiungibili da tutti. Non si dimentichi di effettuare una verifica su eventuali barriere architettoniche che possono creare disagi a chi è diversamente abile.

• L’ospite deve sentirsi accolto e a proprio agio. Se ai tavoli del self service si creano code eccessive c’è qualcosa che non va. Meglio suddividere i piatti più appetitosi su diverse postazioni, cosicché tutti possano scegliere l’assaggio senza dover difendere la propria posizione in fila con piglio guerresco (si sa, il cibo scatena gli istinti primordiali...).

• Specie in estate il banco del beverage deve essere sempre accogliente, con dei drink analcolici nel rispetto dei gusti e delle scelte, anche religiose, dei nostri invitati. Acqua sempre a disposizione, ambiente e fredda, cestello del ghiaccio, vini a temperatura adeguata alla loro tipologia (ricordando che nei mesi più caldi alcuni sommelier sostengono una moderata refrigerazione di alcuni rossi). In ogni caso, è bene che alcuni camerieri passino tra i convenuti con vassoi; si raccoglieranno i bicchieri vuoti e ne sarà offerto uno nuovamente pieno.

• Sì all'effetto sorpresa, paga sempre. Oggi possono realizzare, con un investimento davvero ininfluente sul totale, coreografie in grado di essere ricordate e donare un’emozione: il cake design ne è prova. I flambeau, per esempio, suscitano sempre una grande ammirazione ma anche le composizioni di frutti e verdura, rami, fiori. Naturalmente da declinare in base alla situazione.

Piatti, bicchieri, posate, tovaglie e tovaglioli possono essere scelti tra quelli monouso ma anche i più ecofriendly sviluppano comunque un volume in termini di rifiuto solido e un peso sulle risorse dell’ambiente. In alcuni casi – sono ottimo esempio alcune mense aziendali – si è tornati alle stoviglie classiche e alla posateria tradizionale, generando anche sensibili saving. Inoltre, sempre perché “siamo italiani”, mangiare su un piatto e con una forchetta “veri” è tutt’altra cosa.

• Un ultimo aspetto. Realizzate il vostro buffet in equilibrio, senza esagerare. Che ci siano Delikatessen per tutti ma che nulla finisca in pattumiera. La ridondanza e gli eccessi – semmai a qualcuno un tempo fossero piaciuti – sono oggi all’indice e lo spreco del cibo è visto, giustamente, come un inaccettabile malpractice.