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Band o brand? Come la musica aumenta la brand awareness

Band o brand? Come la musica aumenta la brand awareness

UN NUOVO TREND ASSOCIA LE AZIENDE AL MONDO MUSICALE: LE PRIME INVESTONO NELLE BAND EMERGENTI, IL SECONDO RIPAGA CON UN'EFFICACE DIFFUSIONE MEDIATICA. E IL B2B PRENDE SPUNTO

Converse, Intel, PepsiCola, Toyota, American Express, Converse… ma la lista delle grandi aziende potrebbe continuare a lungo… Cosa hanno in comune?  Il fatto che tutti questi big player hanno avuto l’intuizione che musica e gruppi musicali sono tra gli argomenti più discussi sui social network e che l’associazione a un brand contribuisce a pubblicizzare l’azienda presso un segmento di pubblico che altrimenti non sarebbe raggiungibile. E la diffusione del brand sui social network può essere più efficace dell’adv tradizionale…

Un esempio anche per il b2b, che può prendere spunto da un certo tipo di utilizzo della musica come mezzo per estendere il brand anche dopo l’evento o in assenza di questo.     Converse per esempio (l’azienda che produce le famose scarpe da ginnastica “All Stars”) ha aperto un proprio studio di registrazione per dare l’opportunità a chiunque di poter suonare in uno studio professionale. Lo spazio viene offerto gratuitamente e non vi sono contratti vincolanti per gli aspiranti artisti.

Coca-Cola insieme a Spotify.com ha organizzato una maratona digitale in cui l’obiettivo era di creare una applicazione  musicale basata su social network. Coca-Cola punta da sempre sulla musica per rimanere “cool” e la maratona digitale (o hackathlon) non è che l’ultima di una serie di partnership con giovani aziende che si occupano di artisti emergenti. Qualcuno forse ricorderà nel "lontano" 2002 il Coke Music and Coke Studios (noto anche come myCoke), una comunità online dove i giovani potevano comunicare, mixare musica e decorare alcuni ambienti virtuali. Per ovviare alla mancanza di visibilità dei suoi prodotti alla massa, Intel sponsorizza The Creator Projects, un appuntamento itinerante dove musicisti (e altri artisti) hanno l’opportunità di esibirsi di fronte a un’audience di massa.   Musica insomma è sinonimo di grandi numeri, soprattutto se si tiene in considerazione la componente social.

I servizi musicali online lanciati sono tutti social oriented: dalle applicazioni, come Spotify.com ai social network per eccellenza come Facebook.

Chitarre per il Mice La musica come mezzo di socializzazione non riguarda solo il target giovanile. Robert Fort, Vice President e Ceo di Guitar Center ha ricordato durante una conferenza sul retailing che Guitar Center ha raggiunto la posizione di leader nel settore della distribuzione di prodotti musicali soprattutto grazie alla vendita di chitarre e amplificatori non a giovanissimi, ma ad adulti cresciuti con i suoni del rock degli Anni 60 e 70 e che ora vogliono diventare essi stessi rockettari.

Questi trend non potevano sfuggire al gruppo Hard Rock Hotels & Casinos, che ha lanciato l’idea di permettere ai delegati di una convention diverse opzioni per portarsi della musica in camera. La più semplice era un codice per il download di una playlist (tra 15 disponibili) curata da professionisti del settore e da artisti. I rockettari invece potevano scegliere l’offerta “Picks”, ovvero gli ospiti potevano richiedere una chitarra modello Fender o Stratocasters o Telecasters e riceverle in camera con una cuffia per suonare a piacimento. Per i principianti invece l’offerta includeva anche un dvd con lezioni di chitarra. In fase di test presso Hard Rock Hotels & Casinos in alcune città, invece, è l’opzione “Mix”. In questa fase non viene consegnata una chitarra, ma una console digitale modello Traktor Kontrol S2 con la quale l’ospite può fare il dj nella propria stanza.