3213

Location
per eventi

14494

Sale
meeting

340

Agenzie
e servizi

11111

Articoli
e recensioni

Meeting industry, come capire chi fa che cosa

Meeting industry, come capire chi fa che cosa

Partiamo subito con il dire che io la risposta, alla domanda intrinseca al titolo, non ce l’ho… e probabilmente nemmeno voi alla fine di queste poche righe ne avrete una convincente. Ma ho sempre sposato la tesi secondo la quale la conoscenza di un problema è il primo passo verso la soluzione.

Siamo alla ricerca del bandolo dell’ingarbugliatissima matassa del “chi fa che cosa” nella meeting industry.
Fino a una decina di anni fa, forse qualcuno in più, la questione era semplicissima (e perdonatemi se sintetizzo un po’):
• l’albergo vendeva camere, sale meeting e servizi ristorativi interni
• il centro congressi vendeva spazi per ospitare meeting & congressi
• il Pco gestiva logistica e contenuti di meeting e congressi
• l’Incentive House era specializzata nell’organizzazione di viaggi incentive sia in Italia sia all’estero
• il Dmc forniva servizi locali per viaggi incentive, eventi, meeting e congressi più a clienti stranieri che italiani
• l’agenzia di eventi organizzava eventi, pubblici o privati che fossero
• l’agenzia di comunicazione promuoveva immagine e attività (qui la collaborazione con la meeting industry) dei clienti corporate.

Ognuno di noi aveva un ruolo, delle competenze, un target di clientela, dei competitor di riferimento… Oggi invece vaghiamo raminghi nel più totale caos, figlio secondo me di diverse mamme.
In primis la necessità di aumentare i margini di profitto che ha portato buona parte di noi a internalizzare qualche servizio che prima offriva in outsourcing per farne fonte diretta di reddito; in secondo luogo la tecnologia ha certamente accorciato le distanze tra domanda e offerta riducendo quindi gli intermediari necessari per la fornitura determinati servizi. E infine credo anche i nostri clienti abbiano giocato un ruolo decisivo, chiedendo ai loro partner uno sforzo in più piuttosto che coinvolgere un ulteriore fornitore.

Ci troviamo quindi oggi con centri congressi che hanno un loro Pco interno, alberghi che regolarmente propongono servizi che erano propri dei Dmc, Pco che hanno sviluppato competenze tipiche delle agenzie di comunicazione, Dmc che fanno dei grandi eventi un core business e agenzie di comunicazione che – di contro – hanno sviluppato la parte logistica per gestire in toto eventi, meeting e congressi.

Allora, ditemi: forse la filiera era prima troppo frammentata e ora si sta riordinando? Oppure sarà una situazione di perenne mutamento e sviluppo?

Io, personalmente, propendo per la seconda ipotesi e ritengo che – una volta salvaguardata l’etica professionale – non ci sia nulla di male a evolvere e sviluppare la propria azienda per rispondere o anticipare un bisogno del mercato. Nel momento in cui ci fermiamo per metabolizzare i cambiamenti avvenuti iniziamo a perdere contatto con quelli che stanno accadendo sotto il nostro naso.

Credo che la nostra maggiore responsabilità oggi sia quella di sviluppare un’infallibile sensibilità nel cogliere i cambiamenti e la nostra abilità più grande quella di tradurli in pratica nel minor tempo possibile.