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Meeting, tecnologia al servizio della creatività

Meeting, tecnologia al servizio della creatività

Investire in contenuti emozionali straordinari oppure badare solo al budget, cercando di contrarre – sempre e comunque – le spese al massimo? Difficile dare una risposta univoca, c’è caso e caso. Ma difficilmente i “tagli lineari” portano al successo.

Certamente il rispetto del budget è fondamentale così come cercare di evidenziare aree di saving, ma badate che questo approccio non sia, a priori, l’alibi per mutuare i soliti format senza passare attraverso la componente “umana” della creatività. La tecnologia aiuta molto, mettendo a disposizione degli organizzatori un amplissimo ventaglio di opportunità in grado di incidere favorevolmente sul bilancio di un evento. Consente di avvicinare luoghi e situazioni attraverso la realtà virtuale, mettendo a confronto faccia a faccia delegati e convenuti da più sedi contemporaneamente, e molto altro.

Ma ogni medaglia ha due facce. Nell’abuso di soluzioni high-tech ci si può dimenticare quella componente emozionale che rappresenta l'anima stessa della comunicazione.
Se questo accade, si cammina su un crinale pericoloso che può portare all’ipertrofia tecnologica. Il rischio? Un futuro un po’ piatto e superficiale di conference call – per quanto raffinatissime – e di strapotere della banda larga.

Bisogna essere consapevoli del rischio e, su questa scorta, interrogarsi sul rapporto tra le intenzioni del committente e la percezione del delegato e sugli obiettivi.

La responsabilità per chi organizza è difendere il valore e il messaggio dell'incontro. Ideare un formato, scegliere una destinazione, concretizzare un progetto, trasferire e consolidare i messaggi, gestire la comunicazione non è questione alla portata di tutti: la chiave del successo risiede nell’equilibrio tra tutti questi item.

Non fatevi sedurre da sirene che alle “risorse” umane – non nascondiamoci, queste possono essere più onerose ma il sovrapprezzo è quasi sempre il migliore investimento possibile – sostituiscono tout court palliativi tecnologici. Nella progettazione di un evento, grande o piccolo che sia, guardate oltre. Siate curiosi, non fermatevi a quella superficie delle cose oggi rappresentata dallo stato dell’arte.

Spazio ai professionisti che non abdicano in favore delle “macchine”. La vera sfida è porre l’high-tech al servizio – e non in sostituzione – della creatività e alla cultura. Se queste ultime mancano, non c’è tecnologia che tenga. E i risultati non passeranno inosservati agli occhi dei delegati.