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Oice 2015: gli eventi crescono a doppia cifra, presenze oltre i 35 milioni

Oice 2015: gli eventi crescono a doppia cifra, presenze oltre i 35 milioni

Quasi quattrocentomila eventi realizzati per circa 26 milioni di partecipanti, che portano le presenze ben oltre i 35 milioni. Crescono tutti, rispetto alla precedente edizione, i dati presentati oggi a Roma, a conferma di un mercato congressuale in buona salute e con ancora ampie opportunità di crescita.

A rilevare lo scenario del 2015 è l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OIce, il progetto di ricerca giunto alla seconda edizione promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-Aseri con il coordinamento del professor Roberto Nelli.

Un settore che incide sull'economia nazionale
«La seconda edizione dello studio voluto dall’associazione per monitorare costantemente l’industria italiana dei congressi e degli eventi evidenzia come il nostro sia un settore in crescita costante, capace quindi di incidere in maniera significativa sull’economia del Paese», ha spiegato Mario Buscema, presidente Federcongressi&eventi. «A contribuire al trend positivo non sono solo le migliori condizioni globali del mercato ma anche l’impegno in prima persona della meeting industry. La recente nascita del convention bureau nazionale, la fondazione negli ultimi mesi di strategici bureau locali e gli investimenti compiuti dalle sedi di eventi indicano quanto il comparto sia sempre più strutturato per essere ancora più competitivo».

Dalla ricerca, che ha visto contattate 5.704 sedi sul territorio nazionale, è emerso dunque che nel 2015 in Italia sono stati complessivamente realizzati 392.658 eventi con un minimo di 10 partecipanti ciascuno (+11,5% rispetto al 2014), per un totale di 25.997.260 partecipanti (+7,3%) – mediamente 66 persone per evento con una lieve flessione rispetto al 2014 (-3,8%) – e 35.155.453 presenze (+15,0%).

La durata media degli eventi è pari a 1,35 giorni (1,23 nel 2014), senza differenze significative per area geografica. Gli eventi della durata superiore a un giorno sono stati circa un terzo del totale e hanno registrato circa 11.800.000 partecipanti, mediamente 92 persone per evento, e circa 25.000.000 presenze sul territorio.

Le aree geografiche: al Nord sempre la parte del leone
Il 56,1% degli eventi si è svolto al Nord (+13,7% rispetto al 2014), il 27,4% al Centro (+8,7%) e il 16,5% nel Sud e nelle Isole (+8,9%). Con riferimento ai 25.997.260 partecipanti, il Nord con il 59,1% registra la percentuale maggiore (+5,7% rispetto al 2014), seguito dal Centro (29,3% dei partecipanti totali, +9,4%), mentre il Sud e le Isole hanno ospitato l’11,6% dei partecipanti totali (+10,2%).

La durata complessiva degli eventi è stata su tutto il territorio nazionale di 531.426 giornate, di cui il 54,6% nel Nord (+24,2% rispetto al 2014), il 27,7% nel Centro (+17,8%) e il 17,7% nel Sud e nelle Isole (+27,1%).
Le 35.155.453 presenze rilevate in Italia sono distribuite per il 57,8% nel Nord (+13,4% rispetto al 2014), per il 29,7% nel Centro (+14,7%) e per il 12,5% nel Sud e nelle Isole (+23,9%).

Riguardo alla distribuzione delle sedi sul territorio nazionale, la metà delle sedi è dislocata al Nord (il 52,8%), il 25,9% al Centro, il 13,2% al Sud e l’8,1% nelle Isole.

Le sedi: perferiti gli alberghi
Gli alberghi congressuali, il 70,9% di tutte le sedi analizzate, concentrano nel loro insieme la maggior parte degli eventi (il 79,8% del totale), pur realizzando una percentuale non altrettanto elevata di partecipanti (il 58,6%) e di presenze (58,9%).
I centri congressi, che rappresentano l’1,5% delle sedi analizzate, hanno realizzato il più elevato numero medio di eventi per sede (144), rappresentando rispetto al totale a livello nazionale il 3,2% del numero di eventi, il 9,6% dei partecipanti e il 9,8% delle presenze totali.
Le sedi fieristico congressuali, che rappresentano lo 0,8% delle sedi analizzate, hanno ospitato lo 0,4% degli eventi totali e, grazie a un valore particolarmente elevato di partecipanti medi per evento (677), il 4,3% dei partecipanti e il 4,2% delle presenze totali. La provenienza dei partecipanti ospitati dalle sedi fieristico congressuali risulta di tipo nazionale nel 32% dei casi ed estera nel 27,4% dei casi.

Le dimore storiche non alberghiere hanno ospitato il 3,2% degli eventi, il 3,3% dei partecipanti e delle presenze totali, le altre sedi (sedi istituzionali, spazi non convenzionali, arene e centri sportivi, teatri, cinema e auditori) il 13,4% degli eventi, il 24,2% dei partecipanti e il 23,8% delle presenze, gli spazi non convenzionali (sedi aziendali, parchi divertimenti, centri commerciali, stabilimenti termali, luoghi di enti religiosi, tenute agricole, ecc.), che rappresentano il 6,7% delle sedi considerate, hanno realizzato il 5,3% degli eventi e il 7,4% dei partecipanti, le arene e i centri sportivi, che rappresentano lo 0,7% delle sedi analizzate, hanno ospitato lo 0,3% degli eventi e il 3,4% dei partecipanti totali, grazie a un valore dei partecipanti medi per evento (843) che risulta essere il più elevato tra le diverse tipologie di sedi considerate, i teatri, cinema e auditori, che rappresentano il 2,8% delle sedi analizzate hanno ospitato l’1,4% degli eventi, il 3,7% dei partecipanti e il 4,2% delle presenze totali.

«La capillare diffusione di sedi per eventi sul territorio, pur nella sua frammentazione, costituisce una grande opportunità per l’Italia – ha osservato Roberto Nelli, responsabile scientifico della ricerca –, non solo per la considerevole produzione di valore economico, ma anche per la potenziale diffusione di valore culturale e sociale, realizzabile attraverso la condivisione di conoscenze e di esperienze e la formazione di nuove relazioni tra le persone: è sulla sedimentazione sui territori anche di questi valori che occorre investire con sempre maggiore consapevolezza».

Mediamente il 27,2% degli eventi è stato contrattualizzato da un'agenzia e le sedi hanno utilizzato una media 2,6 addetti dedicati.

Ottimismo sulle previsioni
La maggior parte delle sedi rispondenti (ben il 77,1%) ha dichiarato di non aver modificato nel 2016 le proprie tariffe rispetto al 2015. Pur non esistendo differenze statisticamente significative in base alla tipologia di sede si può rilevare come gli alberghi che hanno partecipato alla ricerca, così come le sedi fieristico congressuali, abbiano aumentato le proprie tariffe nel 20% dei casi, mentre i centri congressi le hanno mantenute invariate nel 90,6% dei casi.
Con riferimento al fatturato previsto per il 2016, le sedi rispondenti hanno espresso in quasi la metà dei casi (44,7%) ottimismo circa una probabile crescita, mentre il 42,8% ritiene che rimarrà invariato.