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Eventi: sei consigli per parlare in pubblico

Eventi: sei consigli per parlare in pubblico

Per ottenere un positivo effetto di comunicazione durante un discorso pubblico è importante instaurare fin dai primi momenti un’ideale sintonia con gli ascoltatori. La complicità tra questi e l'oratore è, infatti, il cardine del successo comunicativo, ovvero quella trasmissione di messaggi e informazioni scopo ultimo di qualsiasi evento.

L'oratore ideale sa percepire pensieri e stati d'animo di chi gli sta di fronte, sa interpretarne gli umori sulla scorta di quanto appena detto, e nel caso, aggiustare il tiro. Questo significa sapere anche interrompere il proprio speech per inserire una battuta, una frase a effetto oppure una domanda diretta rivolta alla stessa platea. Certo non tutti i relatori chiamati a tenere un discorso in pubblico si sentono a proprio agio e questa timidezza, per chi compone il panel, può rappresentare una delle “bucce di banana” del processo. In fase organizzativa, infatti, non dimenticate che potreste effettivamente avere individuato l'esperto più autorevole per un determinato argomento, ma se questi non è in grado di proporsi positivamente al pubblico, buona parte dei suoi contenuti andranno sprecati.

Come ovviare a questo problema? Compito degli organizzatori, e dell'ufficio stampa se presente, e anche dare indicazioni all'oratore non precisamente a proprio agio di fronte a un folto pubblico.

Qualche semplice suggerimento
Presentatevi con un sorriso, una frase leggera e un atteggiamento disinvolto (non con le mani in tasca!), ma non cercate necessariamente di catturare la simpatia di tutti. Le forzature balzano all’occhio. Sono fin troppi i casi di chi, pur non essendo spiritoso (non è una critica ma una semplice constatazione), cerca di dimostrarsi tale con battute che alla fine risultano inappropriate.
Cercate di lasciare da parte tutto quanto è autocelebrativo. In linea di massima non interessa ad alcuno e spesso risulta indisponente.
Non presentatevi come l'incarnazione del verbo. Anche questo atteggiamento crea un distacco dalla platea e non è un efficace mezzo di comunicazione.
Siate precisi nella vostra esposizione cercando di utilizzare un linguaggio comune a tutta la platea (questa può essere composta da persone di vari gradi gerarchici e diversa preparazione professionale e culturale) e cercate di farvi capire da tutti. Se percepite che qualcosa non è chiaro oppure che il concetto esposto è troppo articolato, non abbiate timore di inserire una parentesi fuori programma e spiegarlo meglio. Sarà un gesto apprezzato da tutti e che eviterà l’imbarazzo di alcuni.
Focalizzate nella platea alcuni delegati seduti in punti diversi della sala e, mentre parlate, spostate lo sguardo su di loro. Questo vi consentirà di non spaziare a vuoto in tutta la sala e dare al contempo l'idea che state effettivamente guardando tutti negli occhi.
Osservate le reazioni della platea. Se è vero che oggi, durante gli speech, è abituale inviare tweet, post e messaggi inerenti l'evento, un eccesso di delegati visibilmente “disattenti” con smartphone o tablet in mano significa che li state annoiando oppure non sono in grado di seguire l’esposizione e quindi hanno staccato la spina. Essere capaci di fare un passo indietro per ricompattare la platea è un indice di professionalità e di sensibilità, doti preziose per essere sempre efficaci comunicatori.