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Come non farsi dire no da Bob Dylan: creare l'aspettativa di un evento

Come non farsi dire no da Bob Dylan: creare l'aspettativa di un evento

D'accordo, lui è Bob Dylan, può praticamente tutto. Compreso dire no al Premio Nobel per la Letteratura che Stoccolma ha pensato bene di assegnargli.

E dopo un tira e molla che ha permesso di sfornare sui social i commenti ironici più esilaranti di sempre (tra i sostenitori a prescindere del cantautore statunitense e chi invece lo critica per la sua spocchia) la risposta definitiva è arrivata: il 10 dicembre, giorno della cerimonia ufficiale del Nobel, non ritirerà il premio.

"Occupato in precedenti impegni" è stata la “scusa”. Punto e basta, non c'è altro da dire. Perché lui è Bob Dylan. E non c'è Premio Nobel che tenga. Se è no, è no.

E se è successo al premio più rinomato al mondo, può capitare anche a un "modesto" meeting planner di farsi dire no, o magari di vedere arrivare i partecipanti demotivati, con poco entusiasmo e scarse aspettative nei confronti dell'evento. Cosa fare perché questo non accada? C'è un modo, o più di uno, per creare sufficiente suspence e far sì che le persone arrivino "scariche" a un evento aziendale? Proviamo a tracciare insieme la mappa degli step che puoi compiere per motivare i partecipanti prima dell'evento.


#1- usa la tecnologia, dai social più classici come Facebook alle chat più in voga come WhatsApp, per creare coinvolgimento e aspettativa prima dell'evento, a partire dal classico countdown qualche giorno prima a veri e propri lanci che coinvolgano e facciano venire voglia di non mancare. Parola d'ordine: creare un senso di appartenenza ancora prima dell'evento stesso.

#2- fornisci qualche dettaglio, magari tra i più sfiziosi, della location, del programma post congress, della destinazione. Crea suspense e aspettativa, e anche in questo Facebook ti viene incontro: con il suo utilizzo sapiente permetterai ai partecipanti di "vivere" l'atmosfera dell'evento ancora prima che abbia inizio. Parola d'ordine: crea il mood.

#3- insisti sull'esclusività. Sembra banale, ma che si tratti di una convention per dirigenti o di un evento aziendale rivolto a collaboratori e clienti, fai capire che è importante esserci, perché l'invito è qualcosa "per molti ma non per tutti". Parola d'ordine: fare sentire ogni invitato indispensabile.

#4- cura l'invito ufficiale. Il tuo evento è esclusivo? Oppure divertente, altamente formativo, elegante, creativo? Così dovrà essere l'invito, il primo “biglietto da visita” che il partecipante riceverà dell'evento stesso. Certo, se si tratta di una convention di una settimana in una destinazione esotica, ti piace vincere facile, ma anche quelli che sulla carta sono eventi senza effetto wow potranno essere ben presentati. Parola d'ordine: la prima impressione è tutto.

#5- non mentire. Ovviamente creare aspettative e deluderle sarebbe come firmare per la disfatta totale. Se pur “infiocchettati” i dettagli e i contenuti di un evento devono essere corrispondenti al vero. Inutile promettere caviale se puoi offrire pizzette, per essere chiari. Perché in tutti gli ambiti è la qualità che conta, e i venditori di fumo sono presto smentiti. Ecco l'ultima parola d'ordine.  

Foto di Francisco Antunes - Flickr.com