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Emozioni da meeting planner: quali sentimenti prova durante l'evento?

Emozioni da meeting planner: quali sentimenti prova durante l'evento?

Le emozioni sono tutto nella vita. Quando batte il cuore ci si sente vivi e intensamente coinvolti da quello che si sta facendo. Chi ha la fortuna di fare un lavoro che ama lo prova probabilmente un po' più di altri: non c'è fatica che regga il confronto con l'emozione di un successo.
 
Ecco perché ancora esistono al mondo persone che scelgono con convinzione lavori anche se sono faticosi, anche se lasciano poco tempo libero e anche se può capitare che mettano in difficoltà il proprio equilibrio personale. Ma quando ci sente portati per un mestiere e si crede di avere le caratteristiche giuste per svolgerlo al meglio, emozionarsi per quello che si fa ripaga di ogni sforzo.
 
Immaginiamo che tanti meeting planner e organizzatori di eventi si siano riconosciuti in questa descrizione, perché è indubbio che organizzare eventi possa dimostrarsi un lavoro molto stressante, ma anche di grande soddisfazione.
 
Un lavoro insomma che fa emozionare.
 
Ecco allora che, un po' per divertimento, ci siano chiesti: quali sono le emozioni che provano i meeting planner durante lo svolgimento di un loro evento? Quali sono quelle sensazioni, positive e negative, che si alternano in loro nella fase più delicata del loro lavoro, quando i loro sforzi e la loro professionalità prende forma?
 

Emozioni da meeting planner: cosa provano gli organizzatori durante l'evento

Ansia. Spiace partire negativi ma nel momento in cui i giochi sono fatti (si fa per dire), nei momenti insomma che precedono l'inizio di un evento, il meeting planner si sente un po' come un attore alla prima di uno spettacolo. Si riguarda la check list per essere certi di avere tutto sotto controllo, si ripercorre mentalmente quello che è stato fatto e quello che c'è da fare. Insomma, modalità ansiosa on.
 
Fiducia. Può sembrare una contraddizione in termini, ma accanto all'ansia non può mancare un sentimento positivo come la fiducia nelle proprie capacità e in quelle del proprio staff. La fiducia è il sentimento che dà la giusta energia per vedere tutto in maniera positiva, per convincersi che tutto andrà bene.
 
Stress. Avere tutto sotto controllo è molto faticoso. Quanto l'attenzione è alle stelle lo stress è al massimo, ma c'è anche chi dice che 'sotto stress' lavora meglio. Questo probabilmente è vero un po' per tutti, ma quasi certamente non vi sentirete davvero stressati se non nella fase 'calante' dell'evento, ovvero quando inizierete a rilassarvi.
 
Attesa. Anche se non ci sarà nemmeno un momento di calma durante tutto lo svolgimento dell'evento, probabilmente nemmeno per pensare, nella mente dell'organizzatore troverà sempre posto la fatidica domanda 'come sta andando?'. E si vorrebbe che tutto finisse al più presto per darsi una risposta, ovviamente positiva.
 
Allegria. A meno che le cose vadano, purtroppo, male per qualche imprevisto, vedere che il frutto del proprio lavoro prende forma non può che rendere allegri! Perché non bisogna mai perdere la positività!
 
Soddisfazione. Scoprirsi con un sorriso (di soddisfazione) sulle labbra sarà una bella emozione, quando tutto sta andando per il verso giusto e si riesce a captare la soddisfazione dei partecipanti.
 
Adrenalina. Il meeting planner è al suo 100% durante un evento perché sa che deve dare tutto. L'adrelanina è quasi come un antidolorifico che non fa sentire la fatica, dà tanta energia, anche quella che si pensava di non avere.
 
Sollievo. L'evento è giunto al termine, tutto è andato bene, che liberazione. Anche se il lavoro non è di certo finito, e il post-evento terrà occupati nei giorni successivi, almeno nel momento in cui la sala si svuota c'è un po' di riposo anche per il meeting planner.
 
Stanchezza. Questa sensazione l'abbiamo provata un po' tutti: fin che siamo in movimento o molti concentrati si ha la sensazione che si potrebbe proseguire nella nostra attività per moltissimo tempo. Poi, appena ci si ferma un attimo, ci si rilassa e si piomba in uno stato di stanchezza infinita. Quello è il momento di dirci che è giunta l'ora di riposarsi e di recuperare qualche energia.