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Gli eventi dell'employer branding: dalla strategia a quali organizzare

Gli eventi dell'employer branding: dalla strategia a quali organizzare

Con gli eventi un’azienda comunica i suoi valori, la sua mission e la sua identità. Per questo, in ottica di employer branding è indispensabile organizzare gli eventi giusti nella maniera più efficace con lo scopo di comunicare al meglio coi talenti che si vuole attrarre.

Da questo punto di vista, anche gli event planner a cui viene chiesto di organizzare un evento di questo tipo devono essere informati per tempo sull'approccio e sulle diverse azioni di employer branding dell'azienda per cui lavorano o delle aziende clienti. 

Cosa è l’employer branding

Se vogliamo partire dalle definizioni, l’employer branding è la reputazione che un’azienda si costruisce come luogo di lavoro. In altre parole, è il modo in cui si propone per attrarre nuovi clienti, ovvero la value proposition che presenta ai suoi dipendenti o potenziali tali.

Che i talenti valutano le aziende per cui potrebbero potenzialmente lavorare da diversi punti di vista, anche quelli meno scontati, ce lo dice tra l’altro la ricerca Randstad Employer Brand. Risulta, infatti, che quello di favorire l’equilibrio tra la vita professionale e la vita privata è uno dei requisiti più ricercati da chi sceglie un’azienda come futuro luogo di lavoro. La cosiddetta work-life balance (53%) è in cima ai desiderata dei talenti in cerca di lavoro, seguita dall'atmosfera piacevole (52%), mentre retribuzione & benefit arrivano solo per terzi.

Le azioni di employer branding su cui un’azienda sceglie di investire tempo e denaro possono essere differenti, ma senz’altro gli eventi sono uno dei touchpoint più importanti. 

Leggi anche Come trasformare i dipendenti in brand ambassador con gli eventi

Employer branding strategy: chi è coinvolto

La presentazione dei valori dell'azienda, al fine di proporla come un ambiente di lavoro di qualità alle nuove e future assunzioni, implica un piano d’azione che non ha come obiettivo quello di posizionare il brand unicamente dal punto di vista dell’occupazione.

L’employer branding completa la comunicazione aziendale, che coinvolge:

  • I dipendenti come brand ambassador: i dipendenti sono i migliori influencer per un’azienda. Chi lavora per un brand e ne parla bene è un testimonial di cui i consumatori si fidano
  • Divisioni di marketing e comunicazione: come detto, un’unica brand identity
  • Divisione risorse umane: di volta in volta si scelgono i target di riferimento, come i dipendenti (retention), gli aspiranti tali o i nuovi talenti che si affacciano al mondo del lavoro

E i meeting planner?

Cosa devi sapere se sei un meeting planner

Se consideriamo l’employer branding come uno dei mezzi per trasmettere il valore di una marca, allora è indubbio che anche coloro i quali, all’interno dell’azienda ma non solo, si occupano dell’organizzazione di eventi dovrebbero essere coinvolti in questo tipo di comunicazione.

Questo da due punti di vista:

  • Comunicazione univoca: come detto, gli eventi aziendali fanno parte della strategia di comunicazione e marketing di un brand e non possono dunque discostarsi dal messaggio univoco e coerente che la marca comunica 
  • Eventi di employer branding: il recruting marketing trova tra le sue leve più efficaci l’organizzazione di eventi ad hoc.

Uno dei modi migliori per promuovere la propria reputazione di luogo di lavoro di qualità è offline: sono gli eventi. L’azienda può decidere di partecipare alle fiere specializzate, le cosiddette job fair, oppure organizzare eventi ad hoc dove i recruiter avranno il compito di incontrare e raccogliere i profili più interessanti. Ma quello che interessa maggiormente gli organizzatori è che anche questo tipo di eventi – al pari delle convention e degli altri meeting dedicati a chi è già dipendente – rappresentino in maniera efficace l’azienda, la sappiano raccontare come datore di lavoro, trasmettano quei valori che i ‘nuovi talenti’ riconoscono come associati al brand per cui stanno pensando di lavorare.

Ma anche attorno a un evento di recruiting il contributo di un professionista potrà fare la differenza per: 

  • Raccontare l’azienda: i candidati dovrebbero arrivare all’evento con una conoscenza di base dell’azienda. Per questo, raccontare i suoi valori e il suo quotidiano nella maniera giusta può fare la differenza. Per farlo, potete per esempio prendere in considerazione i social e coinvolgere i dipendenti
  • Fare vivere un’esperienza. Far vivere un'esperienza è sempre più cruciale per attrarre e coinvolgere le perone. Perché non applicare lo stesso concetto a un evento di recruting e renderlo unico con l’obiettivo di alzare la memorabilità del brand anche per i talenti più validi?

Quali tipologie di eventi di recruiting organizzare?

Gli eventi di recruiting possono essere di diverse tipologie:

  • Career day: durante i quali le aziende si presentano ai nuovi talenti. All’interno possono essere organizzati workshop formativi o speech in cui l’azienda viene presentata dai dipendenti stessi a studenti in cerca di lavoro e a giovani professionisti che vogliono cambiare lavoro o trovare la "loro occasione".
  • Eventi di networking e meet-up: si possono organizzare negli spazi aziendali oppure in una location diversa, soprattutto se l’evento comprende più aziende.
  • Di formazione: un’azienda che vuole attrarre talenti potrebbe prevedere eventi di formazione rivolti per esempio a neo-laureati, ma non solo.
  • Sponsorship a eventi: anche la scelta di essere sponsor di un evento rientra nelle azioni di recruting marketing volte ad associare il proprio brand a determinati valori e mondi.
  • Sessioni parallele: prima o dopo una convention aziendale o un business meeting potrebbe essere previsto un cocktail o un coffee break per un evento di networking e recruiting
  • Webinar: scegliere di parlare di un tema legato all'azienda sia dal punto di vista dei valori che porta avanti che di come ha innovato un prodotto e ha affrontato delle sfide, può essere un'ulteriore occasione per fare branding. Chi si collega a un webinar avrà sì un contenuto di valore, ma comincerà probabilmente a interessarsi anche a cosa fa l'azienda, a "seguirla" e perché no a candidarsi per future job position.