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Come promuovere l’evento con l’inbound marketing

Come promuovere l’evento con l’inbound marketing

Non solo DEM, messaggi broadcasting su WhatsApp, pop-up e pubblicità push su siti e giornali online, se state puntando ad attrarre più persone possibili verso il vostro evento dovreste anche puntare sull’inbound marketing. Un “nuovo” – ma neanche tanto – modo di fare marketing che, come dice la parola stessa, anziché andare verso il cliente (outbound) fa sì che questo venga attratto, principalmente grazie ai contenuti online, e che di conseguenza manifesti un interesse tale da chiedere ulteriori informazioni e iscriversi.

L’inbound marketing, infatti, altro non è che, come detto da Jacopo Matteuzzi nel libro “Inbound marketing - Le nuove regole dell’era digitale” (Flaccovio editore) “un insieme di strategie digitali focalizzate sul farsi trovare da persone interessate al nostro prodotto/servizio, attirarle verso il nostro marchio e farle diventare contatti, poi clienti, infine promotori”.

Fin qui, tutto chiaro, ma come fare in concreto?

Cerca di capire chi è il tuo pubblico con le buyer personas

Intanto bisogna sapere quali sono gli strumenti attraverso cui fare inbound marketing: il sito dell’evento, i social media e il blog. Non per forza tutti e 3 insieme ma sappiate che ognuno di essi concorre nella prima fase – e anche nelle successive - dell’inbound marketing: quella dell’attrazione. E come si fa ad attrarre? Bisogna in primis capire a chi vi state rivolgendo con il vostro evento o meglio che tipo di pubblico vorremmo intercettare.

Avere le idee chiare è il primo passo fondamentale per fare inbound marketing. Perché? Perché se crediamo che il nostro evento in fin dei conti interessi tutti, specie se è un evento B2C, è come se stessimo dicendo che non interessa nessuno.


Pertanto, carta alla mano o anche PC, dobbiamo delineare chi sono le nostre buyer personas. Un tempo chiamate target, adesso è uno degli strumenti più utilizzati nel marketing per cercare di “vestire i panni del proprio pubblico”, capire a cosa può essere interessato, che tipo di bisogni ha, come soddisfarli ecc..

Le personas infatti non sono altre che delle carte d’identità fittizie che permettono di costruire i cosiddetti “clienti immaginari” che però allo stesso tempo hanno delle caratteristiche fortemente realistiche. Il consiglio è di individuare 5-6 tipologie di personas per evento e intuire come possa essere una loro giornata tipo, che dimestichezza abbiano con mobile e PC, quali sono i loro obiettivi, i loro timori, come li possiamo aiutare, come possono arrivare a noi ecc…

Facciamo un esempio: se il nostro è un evento rivolto agli HR di un’azienda che magari hanno come obiettivo quello di fare employer branding, dovremo capire che l’obiettivo dell’HR potrebbe essere quello di scegliere il miglior evento cui partecipare durante l’anno o quello attraverso cui avere maggiore ritorno (quindi punteremo sulla partecipazione di pubblico o sui numeri degli anni precedenti), il timore, di contro, potrebbe essere quello di far compiere all’azienda un investimento sbagliato. L’HR come potrebbe arrivare a noi? Magari tramite un articolo sul nostro blog indicizzato su Google (digitando per esempio “Migliori eventi employer branding”) oppure leggendo un post su LinkedIn scritto dalla nostra azienda o dalla nostra agenzia.

Si tratta solo di esempi, eppure solo dopo che sarà chiaro a chi ci stiamo rivolgendo si potrà pensare al tipo di contenuti.

Fondamentale creare contenuti rilevanti e mirati e in ottica SEO

Già i contenuti. Affinché possiate sviluppare la vostra strategia di inbound marketing, dovrete appunto produrre contenuti rilevanti e mirati. Volete puntare sui numeri dello scorso anno o su quello che il vostro evento dà come “snack formativi”? Raccontatelo tramite il sito, ma anche tramite il blog e i social network.

Ma fatelo in ottica SEO. Cosa vuole dire? Che prima di fare qualsiasi tipo di contenuto cercate di capire cosa la gente cerca quando è orientata ad eventi simili al vostro.

Dovrete pertanto prevedere una fase di analisi – o affidarvi ad agenzie o copywriter che la facciano per voi  – in modo da sapere scegliere le parole chiave che il pubblico solitamente usa quando su Google (o altro motore di ricerca) sta cercando eventi con caratteristiche come il vostro.

State organizzando un evento sulla medicina alternativa a Milano? Una delle parole chiave potrebbe essere “convention medicina alternativa Milano”, ma potreste anche lavorare su “congressi medici Milano 2019” o ancora puntare sul nome illustre di chi partecipa al vostro evento come relatore. O produrre tutta una serie di contenuti – articoli, video, interviste ecc… - che parlano di alcuni ritrovamenti della medicina alternativa. Sono solo degli esempi, ma è per far capire che parlare solo dell’evento in corso, del programma ecc.. attrae molto meno persone di quanto potreste attrarne con tutta una serie di contenuti prima e dopo l’evento che riguardano tematiche non strettamente legate alla data e a programma, ma anche con contenuti sempre validi, anche una volta che l’evento sarà finito.

La fase della conversione

Una volta attratto l’utente, bisogna “convertirlo”, ossia far sì che questa persona arrivata tramite Google (per esempio) compia un’azione. Eco perché bisogna puntare a raccogliere informazioni, a farlo diventare un contatto. Come? Con una call to action come “iscriviti alla newsletter per avere lo sconto XX”, “metti mi piace alla nostra pagina Facebook, commenta l’articolo ecc…

Una volta preso il contatto, si potrà pensare a monetizzare la conversone. Ossia mandando prima e-mail con contenuti interessanti e creando così sempre più fiducia fino ad attivare all’acquisto vero e proprio magari con offerte ad hoc.

L’inbound marketing per l’evento pertanto serve a produrre tutta una serie di contenuti – lavora infatti insieme al content marketing – per attrarre e coinvolgere i potenziali interessati e non dire subito loro “compra compra”.

In un mondo in cui la concorrenza è tanta, dare all’utente qualcosa di valore, che lo informa e magari lo forma, può fare la differenza.