3066

Location
per eventi

13993

Sale
meeting

333

Agenzie
e servizi

10960

Articoli
e recensioni

Uscire dalla zona di comfort, cosa significa se organizzi eventi

Uscire dalla zona di comfort, cosa significa se organizzi eventi

Avete sicuramente già sentito l’espressione “uscire dalla propria zona di comfort”. Dal punto di vista professionale, significa mettersi in gioco in qualcosa che non si è mai fatto prima, con l’obiettivo finale di migliorarsi, in poche parole superare i propri limiti.

L’espressione è attribuita allo statunitense Neale Donald Walsch, celebre per essere l’autore della serie di libri “Conversazione con Dio” (Conversation with God), ma oggi è decisamente di uso comune.

Se siete organizzatori di eventi siete abituati a cogliere sempre nuove sfide nel vostro lavoro: ogni nuovo evento probabilmente lo è per voi, ma potrebbe anche non essere così.

La tentazione per tutti, compresi gli event planner, è quello di affidarsi a quello che sappiamo fare meglio: creatività, organizzazione e persino gli strumenti che utilizzate per i vostri eventi potrebbero tendere a essere sempre gli stessi, ma anche i clienti, le situazioni, le location e le destinazioni.

Perché uscire dalla zona di comfort

Uscire dalla comfort zone potrebbe non essere la cosa più facile, ma sicuramente è qualcosa che vi darà soddisfazione nel vostro lavoro di organizzatori di eventi per più di un motivo.

  • Per essere più soddisfatti: quando facciamo qualcosa che supera i nostri limiti professionali ci sentiamo meglio e più consapevoli delle nostre capacità.
  • Per essere più felici: l’argomento è davvero complesso, ma in poche parole possiamo chiederci se il nostro lavoro ci rende davvero felici oppure se stiamo attuando certi automatismi che ci fanno semplicemente andare avanti.
  • Per ottenere più successo: questo è probabilmente l’aspetto più interessante. Gli event planner di successo sono infatti quelli che amano le sfide ed escono dalla comfort zone alla ricerca di nuove esperienze, trovare nuovi clienti, potenziare il proprio network.

Come uscire dalla comfort zone

Per affrontare nuove sfide professionali non si può improvvisare. Se un lavoro “su sé stessi” è il primo passo, quando si tratta di miglioravi come organizzatori di eventi meglio puntare su qualcosa di concreto.

  • Formazione: l’esperienza conta molto, ma non è tutto. Soprattutto nella realtà di oggi in cui la parola d’ordine è “cambiamento” la formazione è fondamentale per restare aggiornati, al passo coi tempi, e migliorare la propria professionalità magari in quegli ambiti in cui sapete di avere margini di miglioramento.
  • Imparare dagli errori: il vostro evento ha raccolto meno successo di quello che vi aspettavate e siete tentati di non fare più nulla in più di ciò che è strettamente necessario? Così però sarete per sempre ingabbiati nella vostra zona di comfort.
  • Essere positivi: avere un atteggiamento positivo aiuta ad avere più fiducia in se stessi e quindi a essere più pronti ad esplorare il nuovo. Questo vi porterà non solo verso nuove ispirazioni ma vi darà la forza necessaria a seguirle e a trasformarle in qualcosa di concreto per la vostra attività.

Zona di comfort o supereroi?

Organizzare eventi, non essere supereroi: per questo punto mi voglio ispirare al nuovo libro della scrittrice sarda “Noi siamo tempesta”, un libro che racconta alcune imprese significative – da Wikipedia alla caduta del muro di Berlino – compiute dalla collettività.  La Murgia sostiene che i risultati più importanti non sono raggiunti da uno ma da tanti e questo, volendo fare un salto nel mondo dell’organizzazione di eventi, è importante anche quando parliamo come in questo caso di superare la nostra zona di confort. Non si tratta infatti di un gesto estremo, almeno secondo noi, ma di qualcosa che l’organizzatore di eventi può raggiungere soprattutto lavorando con la propria squadra per una crescita professionale che abbia una reale direzione e punti soprattutto a offrire servizi sempre più soddisfacenti.