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Tre libri utili al meeting planner da leggere in estate

Tre libri utili al meeting planner da leggere in estate

Succede ogni anno in estate: si ha più tempo per leggere (o almeno così si crede) e oltre a focalizzarsi su racconti e romanzi, viene voglia di dedicarsi anche a libri più “costruttivi”, che possano, cioè, dare qualche spunto professionale, permettere di approfondire tematiche lasciate da parte, possano in 2 parole: fare formazione.

E cosa un meeting planner può leggere durante le ferie? Abbiamo fatto una selezione di 3 libri - 2 usciti nel 2019, uno nel 2017 - che hanno a che fare con il mondo digitale ma non solo. Perché ormai lo sappiamo: parlare di online e offline come 2 mondi a sé stanti, è una dicotomia che non regge più.
La nostra scelta riguarda quindi diverse tematiche che a nostro avviso anche i meeting planner dovrebbero tenere sott’occhio o magari approfondire meglio: influencer marketing, Internet of Things (conosciuto con l’acronimo IOT) e storytelling (ancora? Sì, ancora, ma da un punto di vista diverso).

Iniziamo con la nostra carrellata proprio dall’influencer marketing.

Influencer marketing spiegato semplice di Raffaella Amoroso e Arianna Chieli

Intanto una doverosa premessa: non si tratta di un libro cartaceo, ma di un e-book, a pubblicarlo è infatti Zandegù, casa editrice di Torino specializzata in prodotti digitali. Vi toccherà dunque leggerle “Influencer marketing spiegato semplice” su Kindle, tablet o dal pc o al limite stamparvelo da voi.

Ma questo non sminuisce il valore del testo scritto da Raffaella Amoroso e Arianna Chieli che si sono inserite in questa tematica affrontata da tantissima altra gente in un modo originale e personale. Sono loro stesse  influencer e allo stesso tempo anche coloro che con gli influencer hanno a che fare: da qualche anno hanno aperto  I Live You, una digital unit che si occupa principalmente di influencer marketing. Come scrivono nel libro  il loro lavoro “consiste nel mettere in comunicazione le aziende con gli influencer, ideando e concretizzando dei progetti creativi”.

Chi sono gli influencer? Gli influser? E sapete che esistono anche i “professionisti” e chi è out of the box? La divisione tra chi produce contenuti di valore generando relazioni che si trova all’inizio del libro chiarisce molto bene le idee tra le diverse tipologie di influencer, ma nelle 97 pagine del libro si spazia dal come trovare gli influencer al fatto che media differenti vogliono influencer differenti (fondamentale!) passando per i vari canali fino ad arrivare a una chicca: “Quando non fare progetti di influencer marketing”.

Sicuramente un tema importante per chi organizza eventi e sa quanto i content creator possono essere cruciali per la buona riuscita dell’evento stesso.

Da leggere perché: per capire finalmente cosa è e cosa non è l’influencer marketing

IoT e nuovo marketing di Claudio Gagliardini e Franz Russo

Probabilmente gli autori li conoscete già, visto che per motivi diversi sono molto noti sul web e non solo. Claudio Gagliardini, oltre a essere esperto di web marketing, ha già all’attivo diversi libri, Franz Russo cui si deve il blog InTime, punto di riferimento per quanto riguarda innovazione tecnologica, social media e web marketing, è alla sua prima esperienza come autore.

Il titolo, “IoT e nuovo marketing” (editore Flaccovio) è evocativo e allo stesso tempo sintomatico di un mondo che sta cambiando grazie all’Internet delle cose - o è forse già cambiato?  - ossia quello del marketing. Gli autori l’hanno scritto pensando al pubblico in generale, ma soprattutto anche e soprattutto per chi lavora in azienda.

“Internet of Things è qualcosa che sta già cambiando le nostre vite, si tratta un processo nella fase iniziale che, al fuori del mondo dei tecnici, non ha ancora sviluppato un sentire comune. Abbiamo voluto scrivere questo testo”, dicono, “per fare in modo che tutti potessero comprendere il significato dell’IoT oggi, senza scendere troppo in concetti tecnici, vogliamo dare uno scenario divulgativo, partendo da esperienze di aziende e di settore”.

E come le aziende si stanno avvicinando a questo mondo? Quale consapevolezza hanno e come l’Internet delle cose sta cambiando il modo di fare marketing? In questo “primo tentativo in lingua italiana di parlare di questo tema”, ci dice Franz Russo, “si va (finalmente, ndr) oltre la connessione tra le persone, cosa che è esplosa grazie all’avvento di Internet e ampliata dai social media e si passa a una fase ulteriore: la connessione tra persone e oggetti che raccolgono dati. Questo permetterà (e permette già a chi lo usa) alle aziende un nuovo modo di fare marketing. Ecco perché le imprese, attraverso tutta una serie di strumenti, devono essere in grado di cogliere questi dati, di usarli e capire che gli utenti cercano qualcosa in tempo reale e bisogna saperle soddisfare in momento reale. Il prodotto è visto non solo come soddisfazione dell’esigenza in sé ma legato all’esperienza che l’utente ne trae”.

Da leggere perché: per avere una panoramica ampia e ragionata di un fenomeno, l’IoT, applicato al mondo del marketing e cominciare a muoversi in tal senso.

Raccontare le imprese di Fulvio Julita

Di storytelling, ammettiamolo, non ne possiamo più. Ogni cosa sembra sia storytelling, ogni azienda sembra che lo debba fare perché sennò è come se non esistesse sul mercato. Per non parlare degli eventi, vuoi non raccontarli prima, durante e dopo? Certamente, ma se qualche volta avessimo un punto di vista diverso e se, soprattutto, una volta tanto fossero le storie direttamente a parlare e non quello che c’è dietro?

A queste domande cerca di rispondere il libro che si intitola per l’appunto “Raccontare le imprese” di Fulvio Julita che si occupa per l’appunto di narrazione d’impresa applicata a strategie di marketing digitale. Un testo molto interessante perché si parte dalle storie “di buona comunicazione” che l’autore ha vissuto e che vuole raccontarci. Storie in particolare di piccole imprese, che permettono di puntare l’attenzione su quali informazioni catturano gli utenti online e anche su un altro aspetto spesso trascurato o meglio tralasciato. Spesso quando si parla di storytelling si tende a cercare chissà cosa altrove e invece nella vita d’impresa, come dice Julita, “c’è un patrimonio di storie da raccontare” che servono per essere visibili, trovare nuovi contatti e soprattutto costruire relazioni.

Da leggere perché: tanti dei consigli utili che vengono fuori dalle storie possono servire anche al mondo degli eventi. Costruire relazioni, ma farlo davvero, è ormai un must.