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Riconoscimento facciale per gli eventi: cosa è, a cosa serve e qualche case study curioso

Riconoscimento facciale per gli eventi: cosa è, a cosa serve e qualche case study curioso

Tra quello che l’intelligenza artificiale ci permette di fare c’è anche riconoscere le persone per i tratti del loro viso. Il riconoscimento facciale applica i principi della biometria per verificare l’identità di una persona attraverso tramite immagini del suo volto. Questa tecnica interessa anche il mondo degli eventi, che la possono utilizzare per esempio per la registrazione dei partecipanti, ma anche per aumentare il livello di sicurezza.

Vediamo meglio come.

Cosa è il riconoscimento facciale

Esistono dei software creati appositamente per il riconoscimento facciale che funzionano con tecnologie in grado di utilizzare dati biometrici e di memorizzarli per identificare una persona attraverso le caratteristiche del suo volto.

Avete presente quando taggate qualcuno su Facebook? Il social media di Zuckerberg utilizza un software di riconoscimento facciale per memorizzare la mappa delle caratteristiche faccialei della persona taggata e “impara” a riconoscerla quando apparare in una nuova fotografia, tanto da essere in grado di suggerirvi il tag.

Ma anche dispositivi mobili di ultima generazione come l’iPhone X, ma anche Samsung Galaxy S10 o Huwei Mate 20 Pro, solo per fare esempi, possono essere sbloccati attraverso la facial recognition grazie a un faceprint mappato dalla fotocamera o per autenticare acquisti con lo smartphone.

Per esempio Mastercard e Amazon stanno implementando metodi di pagamento che utilizzano il riconoscimento facciale, e anche in alcuni aeroporti questa tecnica viene già utilizzata per snellire le operazioni di check-in.

Riconoscimento facciale ed eventi

È chiaro come questa tecnologia possa essere applicata anche per gli eventi. Per esempio per le fasi di registrazione esistono progetti pilota da questo punto di vista che utilizzano software in grado di riconoscere i partecipanti. A loro viene chiesto di inviare una foto prima dell’evento, così che avvicinandosi al chiosco delle registrazioni possono essere riconosciuti in pochi secondi grazie a un sistema di telecamere e possono ritirare senza alcuna attesa il loro badge.

Ovviamente perché questo possa essere possibile, i partecipanti devono avere dato il loro permesso a essere fotografati o all’invio della loro immagine, perché l’applicazione di questa tecnologia richiede molta attenzione dal punto di vista del rispetto alla privacy.

Facial recongnition e GDPR

Una notizia di questi giorni segnala come una scuola svedese sia stata multata per 20mila euro per avere violato le regole della privacy proprio utilizzando un sistema di riconoscimento facciale per registrare la presenza degli studenti a scuola.

Come si legge in un articolo di privacyitalia.eu, il garante della privacy avrebbe multato la scuola perché non avrebbe avvisato gli studenti di questa procedura, mentre i dati biometrici vanno trattati nel rispetto della GDPR che in estrema sintesi richiede un consenso esplicito e la specifica dichiarazione di utilizzo dei dati biometrici utilizzati per il riconoscimento facciale.

Pensate che durante un suo concerto negli Stati Uniti, la nota cantante Taylor Swift ha utilizzato il riconoscimento facciale per tenere alla larga i suoi stalker. Attraverso uno stratagemma, infatti, tutti i fan giunti per applaudirla sono stati “schedati”. All’ingresso del concerto è stato allestito uno spazio dove venivano proiettati i dietro alle quinte del concerto, qualcosa che ha attirato praticamente tutti, e tutti sono così stati fotografati con una fotocamera dotata di sistema di riconoscimento facciale (probabilmente senza permesso), che ha inviato a un centro di elaborazione dati le immagini dei fan per confrontarle con quelle degli stalker già noti alle autorità.

Un aneddoto se volete "divertente", ma che pone una questione importante e cioè fino a che punto saremo disposti a rinunciare alla privacy per la nostra sicurezza, anche quando partecipiamo a un evento.

Dalla sicurezza al marketing

Sistemi di riconoscimento facciale utilizzati durante un evento potrebbero portare numerosi vantaggi anche dal punto di vista della sicurezza dunque, grazie a controlli più semplici dell’accesso alla location e alle singole sale.

Questo vale anche per i mega eventi e infatti i giochi Olimpici e Paraolimpici che si terranno a Tokyo nel 2020 saranno i primi che utilizzeranno un sistema di sicurezza basato sul riconoscimento facciale di tutti i partecipanti - atleti, media e staff, per un totale di almeno 300mila persone.  

Interessante per gli organizzatori di eventi, infine, è anche il riconoscimento facciale per come lo utilizza il marketing, che lo sfrutta per “catalogare” i consumatori in base alle loro abitudini e alle loro preferenze per profilare proposte sempre più mirate.

Nel mondo retail un case study piuttosto interessante è quello del gruppo VéGé, cooperativa italiana della grande distribuzione, presentato durante l’ultima edizione di Mashable, a Milano, in evento dedicato all’innovazione digitale.

In alcuni punti vendita sono state applicate delle telecamere all’ingresso collegate con una app di riconoscimento facciale che consentiva di segmentare i clienti per frequenza, ora e giorni delle visite per potere offrire loro, tra l’altro, una scontistica personalizzata in base a questi dati, ma anche per personalizzare servizi in base alla durata della visita, metodo di pagamento, ecc. A monte di queste operazioni c’era il permesso concesso dai consumatori alla localizzazione in maniera proattiva, così da non violare nessun principio di privacy.

Preferenze e comportamenti dei partecipanti potrebbero per esempio essere utilizzati attraverso i dati biometrici per offrire esperienze più mirate durante l'evento.