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Per essere bravo non devi essere perfetto: ecco perché se fai il meeting planner

Per essere bravo non devi essere perfetto: ecco perché se fai il meeting planner

Tutti sentiamo il desiderio di fare le cose al meglio. Vorremmo non sbagliare mai, piacere a tutti, dire e fare sempre la cosa giusta. Ma imporci standard troppo elevati nei diversi ambiti della nostra vita, per esempio al lavoro, può dire molto di noi e del nostro modo di porci nei confronti degli altri.

L’ambizione alla perfezione può diventare un problema, perché denuncia in realtà qualche difficoltà nel nostro modo di essere, un bisogno emotivo non soddisfatto o impossibile da soddisfare perché non regolato dalla razionalità.

E voi come meeting planner, sentite il desiderio che il vostro evento sia perfetto, letteralmente perfetto? O che il vostro team non trovi in voi nemmeno un difetto? Sapete che è umanamente impossibile, ma l’aspetto più divertente è che è molto meglio così. Perché i meeting planner imperfetti sono anche quelli più bravi e qui vi spieghiamo il perché.

6 motivi per cui volere essere perfetti è un problema

  • Meglio essere se stessi che perfetti. Questa è più che altro la premessa a tutti gli altri punti. Essere se stessi per voi meeting planner è fondamentale per più di un motivo. Intanto perché questo vi permette di creare empatia con le persone, e nel vostro ruolo è fondamentale. E poi perché essere voi stessi vi aiuterà a esprimervi al meglio e a liberare la vostra creatività. Quindi niente sovrastrutture o costrizioni per fare al meglio il vostro lavoro. E c’è anche un altro aspetto, e cioè quello che riguarda il vostro personal branding. Come vi abbiamo spiegato in questo articolo è molto importante curarlo al meglio per voi, e più sarete voi stessi e quindi unici, più riuscirete a lasciare il segno.
  • Rischiate di essere meno produttivi. Secondo gli esperti chi ambisce alla perfezione finisce per essere meno produttivo. Questo perché chi vuole essere perfetto si blocca all’idea di non raggiungere la perfezione, e di fatto non agisce e preferisce rimandare. Un evento non ha ottenuto il successo che vi immaginavate? Meglio se questo pensiero non vi impedisce di rimettervi subito all’opera su un nuovo progetto.
  • Convivete con ansie e paure. Alla base del perfezionismo ci sono sentimenti negativi come l’ansia, l’insicurezza, la paura del fallimento. Ebbene sì, il perfezionismo potrebbe addirittura rovinarvi la vita. Uno studio riportato dal World Economic Forum sostiene che a soffrire di manie di perfezionismo sono soprattutto i millienials, e in questo c’entrano anche, ma non solo, i social che ci abituano a dare un’immagine perfetta di noi stessi e delle nostre vite.
  • Non sapete delegare. Se siete convinti che solo voi siete in grado di organizzare l’evento perfetto, vi ritroverete a occuparvi di tutto da soli e a sbagliare, inevitabilmente. Nel libro “The Anxiety Toolkit: Strategies for Fine-Tuning Your Mind e Moving Past Your Stuck Points” l’esperta neozelandese Alice Boyes spiega come i perfezionisti patologici evitano di delegare perché non si fidano degli altri. E sapete bene come nel tuo lavoro di organizzatore di eventi è un lusso che non puoi permetterti.
  • Vi preoccupate che possa accadere il peggio. Questo, cari meeting planner, è il punto che più fa per voi, anzi, che non fa per voi. Vi immaginate a soffrire manie di perfezionismo la notte prima di un evento? Rischiereste di impazzire! Quindi, non trovate sia molto meglio una bella dormita?
  • Non amate sperimentare. Anche questo è qualcosa che qualcosa che non va assolutamente bene per chi come voi lavora in un mondo in continua evoluzione come quello degli eventi. Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, uscire dalla comfort zone vi aiuterà a diventare più bravi, più felici e soddisfatti. Vale la pena rinunciarci per essere perfetti?