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Meeting planner, ti stai autosabotando?

Meeting planner, ti stai autosabotando?

Non avete mai la sensazione, al lavoro, di essere i vostri peggiori nemici? Magari quando vorreste osare un po’ di più nell’organizzazione del vostro evento, ma non lo fate, oppure quando va tutto bene ma le vostre manie di perfezionismo vi fanno vedere soltanto cose che non funzionano e anche un dettaglio fuori posto vi mette ansia.

Tra stress, obiettivi da raggiungere, lunghe ore di lavoro e mille cose a cui pensare, anche a voi event planner potrebbe venire voglia di autosabotarvi, ovvero di mettervi i famosi bastoni tra le ruote quando state organizzando un evento. E non perché non siate bravi professionisti o perché impazzite tutto di un colpo, ma a causa di quella voglia di controllare tutto che voi conoscete bene e che spesso vi mette insicurezza e vi impedisce di raggiungere con serenità il vostro obiettivo, ovvero il successo del vostro prossimo evento. 

Perché non c'è nulla da fare, un certo grado di imprevedibilità esiste in ogni evento - il meteo, un fornitore che molla al'ultimo istante, un guasto tecnico - e questo destabilizzerrebbe chiunque. Ma che succede quando per voi diventa inaccettabile fino a paralizzarvi?

L’autosabotaggio professionale può capitare a chiunque, e ci sono diversi modi per accorgersene.

Intanto, provate anche voi a rispondere a queste domande:

  • Quanto pesa il pensiero del fallimento del tuo prossimo evento?
  • Quanto spesso procrastini un’attività di cui non ti vuoi occupare nel tuo lavoro?
  • Quante volte ti senti frustrato perché le cose non sono assolutamente perfette?
  • Mettersi in gioco fa paura o è stimolante?

Fare errori significa imparare: un consiglio pratico

Il fallimento è una paura molto comune, soprattutto quando la vostra professione vi pone sotto pressione e il vostro operato viene giudicato dagli altri. Questo è decisamente il caso di chi organizza eventi e si sente, magari inutilmente, criticare da partecipanti pedanti e noiosi, oppure da clienti che in realtà non sanno quello che vogliono. E poi capita anche che chi vi critica abbia ragione, perché sì, anche i meeting planner sbagliano!

Quello che conta però non è non sbagliare, ma imparare da vostri errori per migliorarsi. Ovviamente è più semplice da dirsi che da farsi, ma un consiglio pratico potrebbe essere quello di darvi il tempo, a fine evento, di fare il punto della situazione. Sì certo, un debriefing, ma con voi stessi! Tenete una specie di diario sul quale annotare quali sono state le vostre difficoltà personali, con quale atteggiamento le avete affrontate, se e come avete tentato di risolvere o le avete subite.

Il cambiamento: iniziate dalle piccole cose

Abbiamo già scritto di come uscire dalla zona di comfort per un organizzatore di eventi non sia sempre facile: lasciare le proprie abitudini professionali per imbacarsi in qualcosa di nuovo può portare con sé tanti timori.

Per abituarvi al cambiamento come nota positiva, potete iniziare dalle piccole cose: utilizzare un tool digitale per organizzarvi check list e agende quando pensate di non potere abbondare carta e penna oppure fare un corso di formazione su un aspetto del vostro lavoro che vorreste migliorare.

 

Conoscete la legge di Parkinson?

Abbiamo detto che tra i segnali che vi state autosabotando come organizzatori di eventi c’è quello di procrastinare qualche lavoro che proprio non vi fa di fare. Secondo la legge di Parkinson “il lavoro si espande in modo di riempire il tempo a disposizione per il suo completamento”.

Questo significa che se avere tre mesi per organizzare un evento, ma non avete il pieno controllo di voi, potreste buttare via tempo prezioso, oppure rimandare alcuni aspetti che non vi va di affrontare.

Ma qual è il vero rischio per un meeting planner? Secondo questo principio più tempo si ha per finire un lavoro – ovvero per organizzare un evento – e più questo lavoro appare importante e quindi ‘spaventoso’.

Quando gestite un task che vi richiede poche ore, non vi sentite allo stesso modo, proprio perché maggiore è il tempo che vi è dato per portare a termine un compito più sentirete di averne necessità rendendo il lavoro difficile.

Insomma, anche se un evento è un compito difficile da portare a termine con successo e anche se richiede necessariamente una lavorazione lunga, sapete come potreste ovviare? Suddividendo il lavoro per step e controllando di portare a termine l’agenda day by day. E forse finirete di autosabotarvi.