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Il mondo degli eventi ai tempi di Covid-19: le voci della rete

Il mondo degli eventi ai tempi di Covid-19: le voci della rete

L’emergenza Coronavirus ha mosso la discussione tra i professionisti degli eventi anche in rete. L’attenzione su quello che sta accadendo è un nuovo motivo di confronto per la meeting industry a livello internazionale, che si interroga sull’oggi e sul domani del settore, cercando soprattutto concretezza e soluzioni.

Le community online del mondo degli eventi si mobilita dunque e per seguire la discussione, ma soprattutto parteciparvi, si possono seguire alcuni hashtag come quello lanciato da Federcongressi&eventi #eventsmustgoon e tra gli altri #postoponenotcancel, #showgoeson e i più generici #eventprofs e #meeting industry.

Ma su cosa sta dibbatendo la community internazionale in questo momento? Come i professionisti degli eventi si stanno confrontando e su quali temi?

Nella preparazione del nostro articolo Come tenere alto l'engagement degli eventi posticipati  e con l’aiuto di Maarten Vanneste, senior consultant del Meeting Design Institute e autore del libro Multi-hub Meetings, abbiamo interrogato la rete dei meeting professional  su quello che sta accadendo, e la discussione si è aperta sull’opportunità di attuare misure utili a non fermare l’industria degli eventi. Ecco una selezione dei commenti.

I commenti degli eventprofs da Linkedin e Facebook

“Invito gli organizzatori di eventi e le location a concentrarsi, laddove possibile, sull’allestimento di spazi ridotti, investendo sulla tecnologia, per  creare degli hub in cui piccoli gruppi si possono connettere con altri altrove” è il commento di Bev Hancock, Johannesburg, South Africa da Linkedin.

“Organizzare pre-eventi online per tenere alto l’engagement dell’audience e permettergli di guardare avanti” è il suggerimento di Dominic De Gruyter dal Belgio.

“L’alternativa non dovrebbe essere quella tra un evento reale e un evento virtuale, ma provare a mixare esperienza e digitale in un ecosistema ibrido” è la soluzione offerta da Timo Kiuru di Helsinki.

“Nel caso di un evento posticipato” suggerisce  Cyril Racchetta da Basilea “va considerato che non si potrà trattare di un ‘copia-incolla’ del programma già creato. Dobbiamo tornare alla progettazione dell’evento come se si trattasse di uno nuovo”.

Adam Fillary, dal Regno Unito suggerisce che “assistere le community degli eventi sui loro obiettivi per farle crescere è un buon investimento per ottenere più partecipanti agli eventi che sono stati posticipati”.

“Coinvolgere i partecipanti nel processo di preparazione cogliendo l’occasione di fare formazione attraverso l’anticipazione dei contenuti degli speech, in modo da avviare una discussione, inviare loro questionari” sono alcuni dei suggerimenti di Jan Jaap Id Maur, dai Paesi Bassi, oltre secondo il quale una buona idea è anche quella di “invitarli a raccontare le loro storie personali inerenti ai temi dell’evento, da utilizzare durante l’evento stesso quando si terrà”.

Qui di seguito la word cloud, la nuvola di etichette, con le parole più utilizzati nelle opionioni espresse in rete sulla situazione legata agli eventi. 

 

Le iniziative in rete

Tra le diverse iniziative in rete, l'associazione della meeting industry italiana ha pubblicato sul suo canale Youtube  un video nella versione italiana e inglese di sensibilizzazione sul mondo degli eventi. 

 

 

Nel video vengono forniti alcuni dati sul valore dell'event industry, un settore - ricorda il video - che genera 1,5 trillioni di impatto sul Pil globale e conta 26milioni di lavoratori diretti e indiretti, contando in Italia più 400mila eventi all'anno per 28 milioni di partecipanti.

Sul suo profilo Twitter, MPI (Meeting professional international) ha chiesto agli organizzatori internazionali di segnalare gli eventi non cancellati né posticipati per includerli nel proprio blog e nella propria newsletter. 

Con l'hashtag #chooseitaly i capitoli italiani di MPI (Meeting Professionals International) e SITE (Society for Incentive Travel Excellence) con ADMEI (Association of Destination Management Executives International) hanno lanciato a tutte le associazioni internazionali raccolte nell’Events Industry Council un appello di sensibilizzazione attraverso una comunicazione da diramare ai meeting & incentive professional perché si attivi un flusso di messaggi veritieri, autentici, e positivi che restituiscano all’Italia la sua reale identità di Paese sicuro e accogliente per i planner stranieri.

Leggi anche: Covid-19: gli aggiornamenti dalle associazioni MICE internazionali