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Fotografare gli eventi nel post-Covid: ecco come cambiano (tutte) le regole

Fotografare gli eventi nel post-Covid: ecco come cambiano (tutte) le regole

Come fotografa di eventi ho avuto la fortuna di vedere tanti tipi di situazioni, dal congresso aziendale allo street-art tour in giro per la città. Ma, di sicuro, non mi era mai capitato di dover fotografare persone con la mascherina, che stanno distanti e che si guardano “male” se uno starnutisce o dà un colpetto di tosse. Quindi, come avviene per tutti i cambiamenti, ho dovuto adattarmi alle nuove regole imposte da questo periodo storico.

Ne ho avuto la dimostrazione pratica all’ultimo evento che ho fotografato a inizio settembre, il mio primo “ufficiale” da quando sono ricominciati gli eventi fisici: il Freelancecamp di Marina Romea (RA). Arrivato ormai all’ottava edizione, il Freelancecamp è un appuntamento fisso per tutti i liberi professionisti che vogliono aggiornarsi, conoscere, studiare, incontrarsi, confrontarsi e fare networking in un’atmosfera molto informale.

Espressioni da mascherina, come fare?

Già, e allora come fare? Da subito ho visto la differenza rispetto all’edizione già fotografata nel 2017 a Roma: niente sedie vicine, pochi baci e abbracci, niente scambi di biglietti da visita o strette di mano. Tutti momenti che un fotografo di eventi cerca con il mirino perché sono importantissimi per far capire l’atmosfera e soprattutto la relazione umana, al di là dei talk e dei workshop “ufficiali”. Al contrario, il pubblico indossava la mascherina e quindi le espressioni del volto erano quasi completamente nascoste. È vero che molti ridono anche con gli occhi ma non capita a tutti. Quindi che gli ascoltatori stessero ridendo, ascoltando concentrati qualcuno che parlava oppure avessero appena finito di sbadigliare, il rischio di vedere sempre la stessa espressione era alto.

Raccontare la sicurezza per immagini

E se, all’improvviso, qualcuno avesse tolto la mascherina per sistemarla o per respirare meglio e lo avessi immortalato? Certo, da fotografa sarei stata felice perché avrei colto un’espressione. Ma se questo qualcuno non fosse stato a distanza di sicurezza dagli altri partecipanti? Ecco, quella foto non avrei potuto consegnarla al cliente che aveva preso tutte le misure del caso, lavorando il doppio per mettere tutto secondo “le regole”. Nella migliore delle ipotesi, avrei potuto “tagliare” la persona che non indossava la mascherina ma, nel peggiore dei casi, non potendo escluderla, sarei stata costretta a non diffondere la foto e, di conseguenza, il prodotto finale da consegnare al cliente ne avrebbe risentito.

Fortunatamente il Freelancecamp si è svolto all’aperto e, per questo, le misure di sicurezza sono state leggermente meno stringenti. Ho avuto quindi più “spazio di manovra”, anche se il rischio di far risultare “pericoloso” uno scatto è stato alto. Pensiamo ad esempio alla prospettiva: il taglio della foto potrebbe far sembrare due persone più vicine di quello che in realtà sono. E allora come fare?  A livello di composizione, ho sfruttato le prospettive frontali e fatto più ritratti a persone singole. 

A livello di preparazione allo scatto, ho imparato ancora di più a “cogliere l’attimo”, elemento fondamentale per chi fotografa un evento. Ho imparato quindi a capire per tempo chi potesse darmi “più soddisfazioni” nelle espressioni anche indossando una mascherina oppure a scrutare alcuni dettagli che magari in altri "tempi" non mi sarebbero saltati all’occhio.  L’aspetto positivo in tutto ciò è che ho potuto studiare qualche nuovo escamotage per far vedere quanto tutto fosse stato messo in sicurezza, altro elemento che mi ha consentito di consegnare un servizio fotografico al pari del periodo pre-Covid.

E i relatori? Questa è stata ancora più complessa! La mascherina sul palco del Freelancecamp era obbligatoria perché, in quel contesto, l'organizzazione non poteva garantire la distanza di sicurezza dal pubblico.  E quindi via con gli speaker con evidenti difficoltà respiratorie, appannamenti di occhiali e conseguente incremento di agitazione e disagio: è stata una grande sfida non far percepire tutto ciò in foto!

Una cosa non cambia: il brief è importante

Cosa possiamo fare, quindi, per prepararci al meglio? Sicuramente aggiungere qualche domanda al cliente in fase di brief, ad esempio: il pubblico sarà distanziato per permettere di togliere la mascherina mentre si ascolta? Come sarà organizzato il palco? I relatori avranno la mascherina? Distribuirete mascherine trasparenti ai partecipanti? Dalle risposte, potremo capire come organizzarci per essere pronti al meglio (o al peggio!) quando dovremo scattare il giorno dell’evento.

Un ultimo consiglio per i fotografi

Ultimo insight che mi sono portata a casa? Colleghi e colleghe fotografi... procuratevi sempre una mascherina trasparente! Perché, credetemi, correre di qua e di là con la macchina fotografica vicino al volto mentre si indossa una mascherina non aiuta di certo la nostra respirazione!

foto di Sara Soldano