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A Baveno il mondiale di motonautica. I protagonisti Zacchera e Ovest Destination: "Ecco come siamo ripartiti"

A Baveno il mondiale di motonautica. I protagonisti Zacchera e Ovest Destination: "Ecco come siamo ripartiti"

Un evento che ha coinvolto un intero territorio, sul quale c’è voluto il coraggio di scommettere, con un obiettivo principale: quello di dimostrare che gli eventi si possono fare anche con le misure anti-Covid, anche in questo momento fragile.

Dal 30 settembre al 4 ottobre Baveno, sul Lago Maggiore, ha accolto il Campionato del Mondo UIM Classe 3D di motonautica, assegnato ed organizzato dalla Federazione Italiana Motonautica (FIM). A organizzarlo è stata l’agenzia Ovest Destination con il supporto, in qualità di main sponsor, di Zacchera Hotels, che per l’occasione ha riaperto il suo Hotel Dino. Due realtà territoriali, un solo modo di vedere le cose, è con Andrea Zacchera, Congress Manager di Zacchera Hotels e Gianfranco Ercolano, G.M. di Ovest Destination che ne abbiamo parlato.

350 persone su invito: con il Covid si rivedono i format ma senza fermarsi

“Per noi è stato un evento molto importante” ci ha spiegato Ercolano “perché siamo organizzatori di eventi e il nostro desiderio più grande è quello di tornare a lavorare sapendo  di essere in grado di farlo nel rispetto di tutte le misure di sicurezza. Abbiamo avuto un calo del fatturato di oltre il 90% rispetto al 2019, ma ci sono pianificazioni per il 2021 e vogliamo guardare avanti. Nel caso del mondiale di motonautica qualcuno ci dava per folli, ma noi siamo andati avanti”.

L’evento si è svolto seguendo rigorosamente i protocolli anti-contagio imposti dall'emergenza Covid, che indubbiamente hanno influito in maniera importante sul format stesso. “Un evento del genere nel pre-Covid avrebbe portato fino a 10mila persone sul nostro lago. Abbiamo dovuto trasformarlo da pubblico a privato, limitandolo dal punto di vista logistico al solo fronte lago dell’Hotel Dino e ospitando persone soltanto su invito. I partecipanti sono stati circa 350, ma per noi resta un ottimo risultato, anche perché gli inviti sono stati accettati con entusiasmo”. 

Tutti gli invitati all’evento hanno soggiornato all’Hotel Dino. “Abbiamo spinto per fare questo evento, con il quale volevamo dare un messaggio a tutto il mondo MICE. E credo che ci siamo riusciti. Si tratta di una scelta importante che richiede molti sforzi e investimenti, prima di tutto per adeguare le strutture alle misure di sicurezza: dal plexiglass nelle diverse postazioni alla sanificazione, per cui noi abbiamo fatto la scelta di utilizzare per la sanificazione un robot a raggi ultravioletti ad alta intensità. Anche ai partecipanti è richiesta la massima adesione ai protocolli, dalla mascherina all’autocertifcazione, pur garantendo un alto senso di ospitalità. Ma ne vale la pena” spiega Andrea Zacchera. 

Gli eventi, il territorio e le persone

Il Campionato del Mondo UIM Classe 3D come occasione di ripartenza anche per la territorialità ha dimostrato ancora una volta come gli eventi abbiano una ricaduta importante sulle realtà che le ospitano, “Che organizzare un evento sia come avviare una macchina nel post-lockdown è ancora più evidente. Dalle compagnie aeree a tutti i servizi di logistica, ma anche i service tecnici, le piccole attività del territorio hanno bisogno di ripartire e lo possono fare solo se si crede in questo tipo di iniziative” ammette Ercolano.

Tra i messaggi c’è anche quello della necessità di determinazione, perché le difficoltà, lo abbiamo visto, esistono. “Siamo consapevoli del momento di precarietà in cui viviamo” spiega Andrea Zacchera “Per l’hotel Dino abbiamo già in calendario diversi eventi, certamente più ridotti rispetto a un tempo, ma ci sono. Purtroppo sappiamo anche che potrebbero essere cancellati o posticipati, alcuni a un mese dell’evento ci chiedono di convertirlo in ibrido, le aziende sono prudenti almeno per il primo semestre del 2021 e alcuni nostri clienti stanno già guardando al 2022. Inoltre, alcune case farmaceutiche stanno aspettando di potere organizzare congressi in presenza perché non vogliono rinunciare a tutto quello che un evento dal vivo significa in termini di networking. Ma si può guardare avanti e andare incontro ai clienti. Anche un evento da 50 persone è di questi tempi un successo, persino un’emozione vederle tutte insieme. Noi per esempio abbiamo scelto di rinnovare, durante la chiusura, tutto il centro congressi. E abbiamo avuto tutto l’appoggio del nostro personale, che ha accettato di aiutarci in mansioni che non erano le loro, credendo nel nostro progetto”.

La dimensione umana degli eventi, che durante il campionato di motonautica di Baveno si è concretizzato anche tramite la donazione del ricavato della cena di gala per la ricerca sul neuroblastoma infantile grazie alla onlus La Chiave della Vita, un’associazione che coinvolge piccole e  grandi realtà del Lago Maggiore.