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Cosa sono le Google web stories e come usarle per gli eventi

Cosa sono le Google web stories e come usarle per gli eventi

Sono nate su Snapchat, ma è con Instagram che hanno conosciuto il vero successo per poi approdare anche su Facebook, Twitter e da ultimo LinkedIn. Parliamo delle stories, il formato digitale più amato sui social network perché garantisce all’utente un’esperienza più immersiva e ai cosiddetti creator (chi crea cioè le stories) di avere un rapporto più diretto con il proprio pubblico

Stories che da qualche mese a questa parte ha introdotto anche Google. Sono infatti nate le Google web stories, con uno stesso formato che può essere utilizzato su siti, blog e magazine online, quindi fuori dal contesto dei social network, ovviamente con delle differenze.

Ma cosa sono queste web stories e soprattutto come possono essere di aiuto nel content marketing degli eventi? 

Lo scopriamo in questo articolo in cui partiamo da come funzionano le web stories per poi capire come possono migliorare il racconto di un evento.

Cosa sono le Google web stories

Si tratta di un nuovo formato pensato da Google all’interno della tecnologia AMP, sigla con cui si indicano le Accelerated Mobile Pages, ossia quelle pagine che si caricano più facilmente, come per esempio le Google News e che ormai sono visibili non solo da mobile ma anche da desktop. 

Sostanzialmente, per quanto riguarda la fruizione, nulla cambia rispetto alle stories: sono suddivise in pagine che possono essere “skippate” (ossia saltate) con il dito, se le si guarda da mobile, o con il mouse, se le si guarda da computer. Sono dunque dei modi per raccontare qualcosa a puntate. 

Sono in formato verticale e pensate per gli utenti che vogliono fruire di contenuti senza particolari approfondimenti, ma ugualmente essere colpiti da belle immagini e con brevi testi. in merito Google dà dei suggerimenti: il testo deve essere minimo 24 battute, spazi inclusi, massimo 200 e ogni web story dovrebbe avere tra le 4 e le 30 pagine.

Le Google web stories sono dunque un contenuto, suddiviso a puntate, con testo, immagini, ma anche video e suoni. Al pari delle stories di Instagram. 

I vantaggi delle Google web stories per chi organizza eventi

Rispetto alle stories sui social, le Google web stories hanno diversi vantaggiper chi organizza eventi: in primo luogo hanno un URL, un indirizzo Internet, e pertanto sono facilmente rintracciabili su Google se si lavora bene in ottica SEO (search engine optimization). Se cioè vi affidate a un professionista che sa scrivere tenendo a mente come si comporta il motore di ricerca per selezionare i contenuti in risposta alle ricerche degli utenti. 

Una persona dunque potrebbe trovare il vostro evento sia tramite una web story che tramite un articolo sul blog o il sito stesso. 

Ecco perché questo formato interessa i meeting planner: è un’ulteriore punto d’accesso per chi cerca eventi di un certo tipo e la sua ricerca su Google non è tanto tramite il nome dell’evento, quanto sull’argomento, sul luogo, o sulle professionalità interessate.

Questo vale nel pre-evento perché potreste fare delle web stories che parlino dei contenuti principali che saranno trattati e così sfruttare il formato immersivo per attrarre gli utenti, inserendo una call to action che rimandi alla pagina di iscrizione all’evento per esempio. 

Vale anche per il durante l’evento se magari vogliamo raccontare un momento saliente facendo una breve web story con i contenuti principali di un discorso che è stato affrontato o delle novità per esempio in campo medico e che servono come aggiornamento (anche perché potrebbero essere cercate successivamente). 

E vale anche per il dopo: si possono creare web stories con i contenuti più caratteristici dell’evento come per esempio i 10 take away (ossia i contenuti da “portare via”) che potrebbero essere 10 puntate di una web stories. Si può ancora pubblicare un’intervista sotto forma di web story e tanto altro ancora. Quel che conta è saper organizzare bene il flusso del racconto in modo che ogni puntata porti l’utente a guardare quella successiva senza saltare troppo da una all’altra o ad andarsene. E senza dimenticare l’invito all’azione.

Se le Google web stories vengono utilizzate bene, aumentano il traffico verso il sito o verso alcune pagine del sito (dipende dalla call to action) e aumentano anche la permanenza all’interno di esso.

Tra le aziende che in Italia hanno già iniziato a usare le web stories vi segnaliamo le stories di Eni. Sulla pagina Stories.Google che il motore di ricerca ha dedicato alle web stories potete invece trovare altri esempi, per lo più fuori dai confini italiani.