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Soft skill ed event planning: gli effetti della pandemia

Soft skill ed event planning: gli effetti della pandemia

La pandemia causata dal Covid-19 ha trasformato profondamente il mondo degli eventi. I meeting planner sono chiamati a fare fronte a questo cambiamento con nuove competenze professionali, ma anche con le proprie soft skill, le cosiddette competenze trasversali.

Accanto alle nuove professionalità che integrano la trasformazione digitale in maniera consistente nella pianificazione degli eventi dei prossimi anni, saranno infatti anche le caratteristiche individuali degli organizzatori a fare la differenza per affrontare e soprattutto controllare un nuovo scenario. 

Lo sviluppo strategico delle competenze 

Lo sviluppo di nuove professioni e di nuove competenze riguarda tutto il mondo del lavoro. Secondo il Cegos Observatory Barometer 2020, il 90% degli HR (addetti alle risorse umane) e l’80% dei dipendenti italiani crede che lo sviluppo delle competenze sia diventato ancora più strategico per affrontare la trasformazione digitale. 

Inoltre, il 43% degli HR italiani considera urgente rafforzare le soft skill a seguito dei mutamenti imposti nel mondo del lavoro dal Covid-19, contro una media del 34% in Europa.

Tra le principali conseguenze della pandemia e della trasformazione digitale, ne vengono in particolare indicate tre, ossia l’emergere di nuove professioni (54%) e la creazione di nuovi impieghi (43%), seguiti dal ridimensionamento (28%). 

Competenze del futuro

Restiamo ancora per un attimo sui dati di Cegos. Secondo quanto emerso, gli adetti alle risorse umane indicano come area più critica proprio le soft skill (43%). Tra le competenze più importanti che dovranno essere allenate da qui in avanti  vengono indicate la capacità di adattamento (52%), la comunicazione digitale (46%) e il remote management (45%).

Secondo un’altra ricerca, quella effettuata per Almed da 2B Research & Analysis sulla generazione Z e il mondo del lavoro, già nel pre-lockdown tra le skill maggiormente richieste ai manager c'erano competenza e attenzione all’aspetto umano. 

Le soft skill del meeting planner post-pandemia

Se la pandemia ha cambiato non solo la vita professionale e personale di oggi, ma influenzerà anche quelle nel futuro, possiamo affermare che non tutto quello appreso nel passato sarà per forza da rottamare. 

E questo, sembra ancora più vero per quelle che erano già le soft skill richieste agli event planner. Competenze trasversali come la capacità di lavorare in gruppo, la flessibilità e l’attitudine al problem solving, per citarne solo alcune, continueranno a costituire skill per diventare event manager necessarie.

A queste, se ne aggiungono però delle altre. Chi organizza eventi nel post-pandemia dovrà senz'altro mostrare un alto livello di :

  • capacità di adattamento
  • resistenza allo stress 
  • problem solving
  • intelligenza emotiva
  • creatività
  • capacità comunicative

Ma come i meeting planner hanno affrontato la pandemia e come si sono organizzate le strutture per rispondere alle nuove regole di un mercato sempre più fluido? Per approfondire leggi il dossier Resilienza: soluzioni tattiche e vision strategica sul nuovo numero di Meeting e Congressi.