3277

Location
per eventi

14377

Sale
meeting

361

Agenzie
e servizi

11904

Articoli
e recensioni

Come cambiano le Digital PR negli eventi: puntare su contenuti, pubblico e relazioni

Come cambiano le Digital PR negli eventi: puntare su contenuti, pubblico e relazioni

Come si crea un notizia attorno a un evento? Come si attira l’attenzione di giornalisti, blogger e influencer in un mondo, quello del web, così sovraccarico di informazioni? Far sì che giornali e blog si accorgano del vostro evento, che un influencer importante del vostro settore pubblichi un post non è cosa facile. A questo servono le Digital PR per gli eventi.

Sì, perché anche il mondo delle pubbliche relazioni è cambiato, e questa volta non c’entra tanto la pandemia, ma la disintermediazione dell’informazione. Da tempo, come sappiamo, come “diffusori di notizie” a quelle dei giornalisti, si sono aggiunte altre figure professionali come blogger, influencer e più in generale le persone che sul web possono scrivere, commentare, postare e condividere notizie. 

Compito, non unico, delle Digital PR è intercettarli e fare il modo che parlino dei vostri eventi, nella maniera più giusta. 

Come si gestiscono dunque le Digital PR? E sono davvero utili negli eventi? Abbiamo chiesto questo e altro a Barbara Reverberi, giornalista freelance, digital PR e podcaster. 

Digital Pr negli eventi: a cosa servono

“Le Digital PR rappresentano la coda lunga delle pubbliche relazioni. Al centro ci sono le persone e i contenuti. Tutto intorno c’è il pubblico, fatto sempre di persone, ma ancora indistinte” ci ha spiegato Barbara. 

Persone, contenuti e pubblico sono i tre elementi che le Digital PR mettono in relazione, ma per farlo, servono azioni mirate. “Il digitale ha reso il pubblico potenzialmente vastissimo, un oceano nel quale le informazioni tendono a disperdersi e a diluirsi. È per questo che il primo passaggio per essere efficaci è restringere il campo: fissando un obiettivo preciso destinato all'audience che avremo messo a fuoco” continua Barbara.

Individuare il pubblico, ovvero le persone che possono essere interessate al nostro evento e fornire loro contenuti interessanti è il primo obiettivo anche nelle pubbliche relazioni digitali. 

Affinché un evento possa riuscire al meglio e contribuire alla trasformazione di chi partecipa dovrà nutrire quel pubblico fin dall’inizio. 

Ecco a cosa servono le Digital PR, a coltivare l’interesse del pubblico, distribuendo pillole di contenuto che possano dare ragione della partecipazione finale. Si tratterà di instaurare una conversazione con quel pubblico per conoscerlo. Di individuare i canali adatti. Di trovare i messaggi più efficaci.  

Come cambiano interlocutori, pubblico e contenuti

In un mondo della comunicazione sempre più digitalizzato, è anche il modo di operare dei Digital PR. “È un modo più complesso di prima,con le redazioni sempre più svuotate e i giornalisti che operano da remoto. Contano le relazioni e conta la conoscenza del mezzo: i tempi, il sentiment, il contatto giusto al momento giusto. I fruitori di informazioni sono, per necessità, sempre più selettivi. Hanno meno tempo o lo vogliono utilizzare in modo differente” prosegue Barbara.

Anche i contenuti devono rispondere a questa esigenza. I lettori sono distratti, devono essere catturati da notizie coinvolgenti e chiare. E si devono fornire tutti quegli elementi che giornalisti e blogger possono utilizzare per rendere i loro articoli sul nostro evento più accattivante.

“Importanti sono oggi anche le grafiche. Un’immagine che a colpo d’occhio riesce a restituire in modo efficace e illuminante il contenuto vince su un muro di parole e cattura l’attenzione. Se poi il contenuto risponde realmente a un’esigenza del pubblico che abbiamo ben targettizzato, avremo ottenuto l’effetto desiderato: la lettura del nostro contenuto e, se saremo stati efficaci, anche la partecipazione all’evento” precisa Barbara

Da dove partire

Anche per le Digital PR si parte dalla strategia. “Occorre conoscere bene il contenuto e i bisogni del nostro pubblico. All’inizio, di solito, disponiamo solo degli elementi che costituiranno la base dell’evento: relatori, temi, dati” sostiene Barbara.

“Sta al Digital PR, prima di cominciare qualunque comunicazione, andare in profondità e cogliere la notizia, ciò che può incuriosire e attirare l’attenzione dei media e poi del pubblico di riferimento. Anche per questo il professionista delle Digital PR ha competenze tecniche, comunicative, relazionali e di marketing”. 

Definire l’obiettivo e studiare l’audience, dopodiché “non resta che darsi un tempo. Utile è partire dalla data fissata per l’evento e a ritroso fissare le date per ciascuna punto che dovrà diventare azione: contenuto, obiettivo, audience, messaggio, canali, strumenti, distribuzione, raccolta, misurazione”.

Obiettivi e risultati delle Digital PR negli eventi

Secondo Barbara Reverberi, oggi serve rivedere i risultati attesi e i parametri di valutazione

Se da un lato conta la diffusione del contenuto attraverso il comunicato stampa, la sua ripresa su testate on line e cartacee, e una strategia sui social network più adeguati al tema trattato nell’evento, “nel monitoraggio andrebbe inclusa anche la propria influenza come media company. Ogni professionista, Digital Pr soprattutto, dovrebbe metterla in campo sui propri profili e pagine, oltre a una strategia che contempli il sito e la pagina aziendale”. 

E come per ogni strategia di comunicazione, gli obiettivi andrebbero fissati a breve, medio, lungo termine

Obiettivi a breve termine

Obiettivi di breve termine possono essere il “lancio del comunicato stampa con una ripresa frammentata, a pillole, sui diversi social, LinkedIn in testa. In questo caso il risultato può essere misurato nelle interazioni che riesce a performare. Non tanto vanity metrics come i like, ma commenti. Questi si generano con una call to action mirata alla fine di ogni post”.

Obiettivi a medio termine

Interviste ai relatori, riprese del comunicato su testate in linea con gli obiettivi e il pubblico interessato e interessante per gli organizzatori sono obiettivi di medio termine. “Qui la valutazione può comprendere i contatti che si generano grazie agli articoli pubblicati online e offline. Il lavoro del Digital PR consiste in questa fase nel riprendere le stesse uscite, alternate a commenti e copy mirati a far fare delle specifiche azioni al pubblico di riferimento, sui proprio profili e su quelli aziendali” spiega Barbara.

Obiettivi a lungo termine

Si tratta della valutazione complessiva della strategia e della partecipazione, mirata e attiva, e può comprendere il rilascio di un comunicato post evento a consuntivo con dichiarazioni dei relatori ed eventuali sviluppi emersi dal confronto. “Le Digital PR sono oggi in ultima analisi un’attività professionale tanto richiesta quanto, spesso, sottovalutata. Richiede competenze estese e trasversali e molto più impegno e dedizione di un tempo” conclude Barbara.