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Fare ripartire gli eventi: trial, linee-guida e riaperture nel mondo

Fare ripartire gli eventi: trial, linee-guida e riaperture nel mondo

In Italia la riapertura degli eventi in presenza è ancora bloccata dal Dpcm che scade dopo Pasqua, il 6 aprile. Ma quale è la situazione fuori dal nostro Paese? Cosa si sta facendo per pianificare la riapertura degli eventi nel mondo? Quali le iniziative, i programmi governativi e le misure allo studio per riaprire gli eventi in sicurezza?

Mentre in Italia le associazioni di settore, anche dopo l'ultimo Dcmp, cercano un dialogo con il governo italiano, anche in altri Paesi iniziative di vario genere puntano alla riapertura degli eventi in presenza, che tengano conto prima tra tutto delle misure di sicurezza e del progedire della diffusione dei vaccini, ma non solo. Ne abbiamo raccolto alcuni esempi. 

Usa a diverse velocità

La situazione negli Stati Uniti è tutt’altro che rosea. Tuttavia, vi sono Stati come il Texas e il Missouri che hanno iniziato a eliminare le restrizioni anti-Covid, comprese quelle che limitano gli eventi, a partire dal 10 marzo. Eventi, concerti e meeting di ogni tipo dovrebbero essero compresi. Dall’altro canto invece, in California, i meeting planner, ancora fermi, hanno di recente denunciato in una lettera aperta come le perdite nel loro business porteranno gravissime conseguenza almeno per tutto il 2022 e chiedono linee-guida per la riapertura. E poi ci sono stati come il Nevada che hanno annunciato di riaprire gli eventi fino a 250 persone o a metà della capienza a partire dal 15 marzo 2021.

I Cdc (Center of Disease Control and Prevention), hanno divulgato linee guida per i grandi eventi, sconsigliandone al momento l'organizzazione in qualsiasi Stato e fornendo comunque indicazioni su calcolo del rischio, misure di sicurezza e igienico-santarie da considerare.

Novità pubblicata di recente, lo scorso 8 marzo, sul sito dei Cds sono anche le linee guida per chi ha completato la vaccinazione da almeno due settimane. Il piano vaccinale ha infatti subito un'importante accelerazione nelle ultime settimane e a oggi un quarto degli americani ha ricevuto almeno la prima somministrazione. Chi ha completato il piano vaccinale potrà, si legge sul sito dei Cdc, incontrare altre persone vaccinate al chiuso senza mascherina, mentre si raccomanda di continuare a utilizzarla e di osservare il distanziamento interpersonale in situazioni non ancora controllate. Un cambio di passo che, anche se non riguarda ancora il mondo degli eventi, sottolinea l'impatto fondamentale che i vaccini potranno avere sulla ripresa. 

Il piano di riaperture dell’Inghilterra

Dopo lunghi mesi di lockdown,  in questi giorni l’Inghilterra registra minimi di contagio da mesi.  Il premier Boris Johnson aveva già annunciato del resto qualche giorno fa il piano per allentare le restrizioni, sulla base del progedire, anche in questo caso, del piano vaccinale e del miglioramento dei dati relativi ai contagi da Covid 19.

Nel Regno Unito, secondo quanto annunciato, la riapertura degli eventi è contemplata nella terza fase, ossia a partire da fine maggio, per alcune tipologie, mentre il via libera dovrebbe arrivare a metà giugno.

Studi clinici per riaprire i live

In Francia e a Barcellona la strada per riaprire agli eventi passa da trial clinici che mettono alla prova l’efficacia delle misure anti-contagio e dei protocolli di sicurezza. A Marsiglia sono previsti in aprile, presso il Dôme de Marseille, che di solito ha una capienza di 8.500 persone. Le porte per i due trial si apriranno però solo per mille partecipanti volontari, che prima di potere accedere alla struttura dovranno sottoporsi a tampone molecolare, così come all’uscita.

Anche a Barcellona si è provata la strada del trial clinico per fare ripartire eventi, concerti e spettacoli. Il 12 dicembre circa 500 persone hanno partecipato a un dj-set senza distanziamento interpersonale ma indossando obbligatoriamente mascherine ffp2 nella storica sala concerti Apollo. Nessuno aveva malattie croniche e tutti erano in possesso di un risultato negativo al test molecolare effettuato con tampone nei precedenti 14 giorni. Tutti i partecipanti sono stati inoltre sottoposti a un test antigenico rapido.

Boris Revollo, il virologo che si è occupato di questo trial clinico, ha dichiarato alla stampa che proprio i test antigenici potrebbero essere una soluzione valida come misura di sicurezza anti-contagio negli eventi, dai concerti ai congressi. In ogni caso, i 500 partecipanti al trial clinico si sono sottoposti a due tamponi molecolari post evento e i risultati non è stato registrato nessun contagio.

Le linee-guida delle assocazioni internazionali

Aipc (International Association of Convention Centres), Icca (International Convention and Congress Association) e UFI (Global Association of the Exhibition Industry) hanno pubblicato una versione aggiornata a settembre 2020 del documento “Requirements for re-opening business events” (requisiti per riaprire gli eventi business).

“La collaborazione e la condivisione della conoscenza sono driver fondamentali per avere successo durante i momenti difficili. Tutta la meeting industry è consapevole del fatto che contenuti e formazione fanno crescere le organizzazioni, è quindi fondamentale dimostrare come minimizzare gli effetti del Covid 19 nel nostro settore” ha dichiarato il presidente di Icca James Rees. Nel documento sono contenute case history e indicazioni su misure anti-contagio, sul risk management degli eventi, gestione dei team e così via.

Green Pass, capacità al 50% e numero di partecipanti: come riaprono gli eventi in Israele

Il consiglio dei Ministri di Israele ha approvato il 6 marzo 2021 il regolamento del Ministero della Salute per la terza fase del piano di uscita dalla pandemia, reso effettivo dal 7 marzo. Tra le indicazioni, anche quelle per la riapertura degli eventi.

In generale, vengono ammessi raduni di 20 persone al chiuso e 50 all'aperto. Le misure per riunioni ed eventi includono la possibilità di occupazione delle sale fino al 50% e con non più di 300 persone. L’ingresso, tuttavia, è consentito solo a coloro che sono in possesso del Green Pass, ovvero del documento che attesta che una persona ha completato il percorso vaccinale o è guarito dal Covid 19. Unica deroga al Green Pass è quella che prevede l’ammissione fino al 5% dei partecipanti previa presentazione dei risultati negativi al test Covid. I gestori delle location sono obbligati alla verifica del limite indicato.

Negli hotel, le sale da pranzo possono essere utilizzate fino al 50% di occupazione e con non più di 300 persone. Gli eventi culturali, sportivi e i convegni sono possibili per un massino di 500 persone in uno spazio chiuso e 750 in aree aperte. In arene o stadi con oltre 10 mila posti a sedere, fino a 1.000 persone in spazi chiusi e 1.500 in spazi aperti, con biglietti venduti obbligatoriamente in anticipo e con posti pre-assegnati. Nessun evento che non preveda posti pre-assegnati può essere organizzato. Le persone devono restare al posto e non è consentita la vendita di cibo e bevande, così come non si può mangiare in loco.