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Green pass: come funziona all’estero per gli eventi

Green pass: come funziona all’estero per gli eventi

Mentre a partire dal 15 ottobre 2021 in Italia non si potrà accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati senza certificazione verde, il green pass era già obbligatorio per partecipare a eventi, business meeting e fiere dal 6 agosto. Ma cosa accade negli altri Paesi? Il green pass è obbligatorio per partecipare agli eventi anche all'estero? 

Ottenere una panoramica completa non è cosa semplicissima, perché come abbiamo già sperimentato in Italia, la definizione "evento" è piuttosto generale e spesso servono approndimenti successivi per delineare esattamente a quali tipologie di evento ci si rifersice nei vari testi di legge. In più, con l'avvicinarsi dell'autunno sono diversi i Paesi in procinto di modificare, almeno in parte, le norme anti-Covid di riferimento. 

Intanto, quello che possiamo certamente dire è che l’Unione europea non ha una linea comune sul green pass per quanto riguarda l'utilizzo interno e quindi anche sulle regole per gli eventi, i congressi e così via. Anche perché, ogni Paese può emettere una diversa certificazione, che, sempre per uso interno, può discostarsi per modalità dall'EU Digital Covid Pass, il passaporto vaccinale europeo entrato in vigore il primo luglio. Vediamo prima di tutto quali sono le differenze e quali certificazioni servono per gli eventi. 

Eu Digital Covid Pass e green pass: cosa serve per gli eventi

L'EU Digital Covid Pass viene rilasciato ai cittadini europei che hanno completato il ciclo di due dosi vaccinali (o una in caso di vaccino monodose) con un siero riconosciuto dall'Ema (Agenzia europea per i medicinali) ossia Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson, oppure che sono guariti dal Covid o che sono in possesso di un tampone negativo effettuato entro le 48 ore. Con l'EU Digital Covid Pass si può viaggiare nei Paesi europei e nell'area Schengen, Stati Uniti, Giappone, Israele, Canada, Irlanda del Nord e Gran Bretagna. 

La certificazione verde viene rilasciata ai cittadini italiani dal Ministero della Salute ed è obbligatoria per accedere alle attività al chiuso, bar, cinema, ristoranti e tra poco anche nei luoghi di lavoro. Anche per partecipare a un evento serve il green pass,  che in Italia si può ottenere a questo fine già dopo 15 giorni dalla prima dose di vaccino, oltre che se si è guariti dal Covid o in possesso di un tampone valido. I tamponi validi per ottenere il green pass in Italia sono sia quelli molecolari che quelli antigienici rapidi e salivari e il Governo ha appena esteso la validità dei test molecolari, attualmente considerati i più attedendibili, da 48 a 72 ore. 

Riassumendo, ogni Paese può decidere in autonomia se rendere il green pass obbligatorio o meno per partecipare a congressi, eventi, business meeting e come abbiamo visto nel caso dell'Italia può essere rilasciato anche dopo la prima dose. Invece, per viaggiare tra Paesi si deve essere in possesso di almeno uno dei 3 requisiti previsti per dall'EU Digital Covid Pass. Per entrare in Italia, sono valide anche le certificazioni emesse da Israele, Stati Uniti, Giappone e Canada. 

UK ed Europa: dove serve il passaporto vaccinale e dove no

In UK per ora l’NHS Covid, il green pass inglese, è escluso per qualsiasi attività interna e serve solo per viaggiare fuori dai confini nazionali. Lo ha confermato il premier britannico Boris Johnson proprio in questi giorni, dopo che era stata valutata l’introduzione della certificazione per l’accesso a locali, discoteche, manifestazioni, concerti e così via. Il passaporto vaccinale potrebbe però essere introdotto più avanti. Non va così invece in Irlanda, dove il green pass serve per accedere a diverse attività al chiuso, come per esempio negli alberghi.

Non ha avuto invece nessun ripensamento, almeno per ora, la Spagna, dove l’obbligo del green pass non esiste e quindi non viene richiesto ai partecipanti di eventi e congressi. In Danimarca, le regole ferree adottate nei mesi scorsi sono state allentate e a partire dal primo ottobre 2021 la carta verde non verrà più richiesta così come verranno sospese tutte le misure anti-contagio in vigore. 

In Francia l’uso del green pass è esteso alla maggior parte delle attività: eventi sportivi, spettacoli, festival e manifestazioni fieristiche, oltre a bar, ristoranti, ospedali, treni e aerei. La mascherina, tranne che sui mezzi pubblici, non è però più obbligatoria. Le passe sanitaire, ossia il green pass, si ottiene con la vaccinazione (doppia dose), se si è guariti dal Covid meno di 6 mesi prima o con un tampone negativo valido per 48 ore e non è obbligatorio nelle riunioni aziendali. 

In Germania vige la cosiddetta “regola delle 3G”. In pratica si tratta dell’estensione del green pass per “spingere” alla vaccinazione. Le 3 G (geimpft, genesen, getestet ossia vaccinati, guariti o con test negativo) saranno imposte per partecipare alle attività al chiuso e necessarie anche per partecipare a eventi all’aperto con più di 5mila persone. 

In Belgio non serve green pass per accedere alle attività quotidiane, inclusi i mezzi pubblici, mentre è obbligatorio l’uso della mascherina. L’unica eccezione è fatta per i grandi eventi con oltre 1.500 persone, per cui se si vuole partecipare serve esibire il Covid safe ticket, che appunto si ottiene con la vaccinazione, la guarigione o con un test molecolare negativo valido per 48 ore.