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Social media nel 2022: 6 trend per gli eventi

Social media nel 2022: 6 trend per gli eventi

Come si comunicheranno gli eventi sui social media nel 2022? Per rispondere a questa domanda e individuare i trend che guideranno i prossimi 12 mesi, possiamo guardare al recente report realizzato da TalkWalker ed HubspotLa piattaforma di social & analytics listening e il software di inbound marketing & sales marketing hanno infatti collaborato anche per quest'anno per identificare le tendenze social. 

Come dovranno comportarsi i brand? Ecco cosa ha delineato il report e in particolare 6 trend interessanti anche per gli eventi. 

1 - Il 2022 potrebbe essere l’anno di TikTok

Se c’è una tendenza che è più certa di altre, secondo TalkWalker ed Hubspot, è quella che vede l’ascesa di TikTok che, lo ricordiamo, è tutt’altro che un social solo per ragazzini/e. A utilizzarlo infatti sono diverse aziende come Fendi e Vodafone, solo per dirne alcune, ma anche musei come gli Uffizi che condividono non solo le loro opere, ma anche gli eventi che organizzano. 

E per quel che riguarda il 2022, la piattaforma di brevi video si confermerà ancora di più come ideale per connettersi ai partecipanti, ottenere visibilità e coinvolgere un pubblico sempre più qualificato. Anche perché, come dice Shant Oknayan, general manager, Business Solutions, Middle East Africa, Turchia e Pakistan di TikTok, le persone “sono anche alla ricerca di contenuti brevi, divertenti e rapidamente fruibili”. Inoltre, trascorrono più tempo sui social, ma tendono sempre meno a interagire: ecco perché variare la propria presenza puntando anche sui video brevi può essere un buon modo per comunicare gli eventi, ancor di più se ci si rivolge agli under 30.

2 - Sempre più annunci sui social

I cookie, ossia i frammenti di dati di utenti che vengono memorizzati mentre questi navigano e che servono a capirne gli interessi, stanno pian piano morendo (Google li eliminerà nel 2023). Ecco perché, per avere visibilità, bisognerà puntare sempre più sugli annunci a pagamento, specie se un evento è alla sua prima edizione.

Se tutto questo è un trend, non dovete però dimenticare le “regole” basilari. Per una pubblicità che funzioni, bisogna conoscere bene il proprio pubblico, i suoi bisogni e i suoi desideri e arrivare in modo personalizzato e mirato. Da non dimenticare, poi, quanto conta in tutto questo la brand reputation che va “alimentata” con i contenuti generati dagli utenti (user generated content) ma anche, in ottica di brand advocacy, da chi fa parte dell’agenzia ed è coinvolto nell’organizzazione di un evento. 

3 - La vendita tramite i social semplificherà il customer journey

I meeting planner dovrebbero fare molta attenzione a questa tendenza che è ovviamente figlia dell’impulso crescente ad acquistare online per via della pandemia e del distanziamento. Le piattaforme social, proprio per venire incontro a queste esigenze, hanno iniziato a fornire sempre più soluzioni di vendita, come per esempio Instagram che fa effettuare acquisti ormai senza uscire dall’app.

Per chi vende biglietti per eventi a pagamento, ma anche per chi usa i social per far registrare più persone a un evento gratuito, è una tendenza tutt’altro che trascurabile. E dovrebbe essere accompagnata da una strategia di influencer marketing. Puntare su un influencer e il suo canale per far vendere dei biglietti è infatti sempre più necessario.

4 - I contenuti post-pandemia si adatteranno alle esigenze dei consumatori 

Il contenuto? Continua a essere “the king”, ma i gusti e le esigenze delle persone, che ne fruiscono sempre più, sono molto cambiati. Per restare visibili, aziende e meeting planner devono considerare la possibilità di comunicare “localmente” andando a intercettare un pubblico sempre più specifico e condividendo con esso ciò che può essere più rilevante in quel momento. Ciò potrebbe significare, si legge sul report, creare contenuti specifici per una generazione, un luogo, un genere o un hobby. 

Anche perché, ora che le aziende hanno sempre più dati personali, non sono solo nelle condizioni di farlo, ma gli stessi utenti se li aspettano.

5 - Il coinvolgimento omnicanale cambierà il modo di interagire sui social

Omnicanalità sarà una parola chiave per il 2022 perché i consumatori, così come i partecipanti a un evento, non usano più un solo canale, il che porta a una diffusione multipiattaforma dei contenuti più veloce che mai. In cosa si traduce tutto ciò? Nella necessità di condividere sempre informazioni che siano verificate e che siano quelle che l’utente sta cercando. 

Questo vale anche per chi organizza eventi, che non si dovrebbe “solo” limitare all’evento tout court, ma puntare anche su tutto ciò che ruota attorno all’argomento principale. Per esempio nel post evento cercate di “governare” i contenuti che sono venuti fuori. Come? Trasformateli in interviste scritte o video, in slide, in brevi video montati ad hoc, articoli, approfondimenti, e-book ecc… E soprattutto non scegliete di condividerli solo su un canale ma su tutti quelli che il vostro pubblico “frequenta”. 

6 - L’influencer marketing continua a crescere

Crescono gli influencer e cresce l’influencer marketing che, grazie all’aumento della regolamentazione e della responsabilità, viene preso in considerazione da un numero maggiore di brand. Gli influencer sono in grado di raggiungere i partecipanti a un livello che molte aziende non riescono a ottenere. D’altronde, si sa, le persone credono più ai propri simili che alle aziende. 

Quel che conta è evitare di lavorare solo con influencer dai grandi numeri - solo pochi possono farlo - ma considerare anche i micro-influencer che vi possono aiutare a raggiungere obiettivi diversi e ad avvicinare un pubblico più mirato. Il tutto per portarvi così a un tasso di conversione più elevato: staccare più biglietti, avere più registrazioni, iscrizioni alla newsletter e così via.  

Queste sono alcuni dei social media trend per un 2022 che si prospetta, almeno dal punto di vista della comunicazione online, animato e ricco di novità.