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L’incentive travel tra nuove sfide e aspettative: cosa preoccupa e cosa migliora

L’incentive travel tra nuove sfide e aspettative: cosa preoccupa e cosa migliora

L’incentive come strategia sempre più cruciale per aiutare le organizzazioni ad attrarre, trattenere e costruire una cultura tra le persone. Sono queste le aspettative, in particolare delle aziende, secondo il 2023 Trends Report dell’Incentive Research Foundation (IRF) che fa il punto sul mondo dell’incentivazione nel 2023. 

Lo scenario non manca di sfide importanti - si ricorda nel report - come l’inflazione, i timori di recessione, le difficoltà legate alle forniture, e non solo. La maggiore preoccupazione è su come l'aumento del costo “di tutto” sia in contrasto con la capacità di fornire esperienze significative e raggiungere i risultati desiderati rispettando al contempo i budget. Le prospettive, comunque, almeno per quanto riguarda l’incentive travel, non impediscono agli addetti ai lavori di essere ottimisti. 

Aumentano spese e aspettative dei viaggi incentive

Uno studio che IRF ha svolto con SITE Foundation, FICP in associazione con la Oxford Economics è l’Incentive Travel Index, che riporta come il 56% dei buyer di viaggi incentive rileva un aumento della spesa per persona rispetto ai livelli del 2019. Con la ripresa dei programmi incentive, le aspettative sono infatti più alte che mai, anche come effetto della rincorsa intrapresa per soddisfare una domanda rimasta inespressa durante il periodo del Covid. 

Questo implica, allo stesso tempo, un innalzamento della qualità dei programmi, a cui si chiede di essere più emozionanti, esclusivi, esperienziali, autentici e memorabili che mai. 

L'esperienza è infatti considerata "il nuovo lusso" e, oggi, uno dei principali fattori di scelta delle destinazioni. L'accesso privato a luoghi normalmente affollati, le guide esclusive, le cene in luoghi inaspettati sono solo alcuni dei “plus” richiesti dai partecipanti a un viaggio incentive di valore.

I viaggi sono sempre più last minute

Lo scenario tracciato si completa con uno sguardo alla programmazione dei viaggi incentive. Il loro ritorno “massivo” porta infatti anche a una riduzione drastica dei tempi di realizzazione dei programmi, spesso organizzati last minute. 

La sfida dei tempi rapidi è aggravata anche dal fatto che hotel e DMC si trovano a gestire un elevato volume di richieste. Il motto sembra essere “subito”: sempre secondo l’Incentive Travel Index, condotto tra aprile e settembre 2022, gli organizzatori si aspettano che i fornitori rispondano alle RFP con una certa rapidità, con il 50% degli hotel che ha dichiarato da parte di loro di fornire risposte alle richieste in media entro un giorno o due. La risposta delle DMC alle RFP è un po' più lenta, con il 47% delle DMC che dichiara di essere in grado di rispondere entro pochi giorni. 

L’Europa è la destinazione più richiesta

Per quanto riguarda le destinazioni, gli incentive stanno tornando in Europa occidentale a un ritmo sempre più sostenuto. I sondaggi condotti nei mesi di marzo e aprile 2022 per l’Incentive Travel Destination Preferences & Their Impact on Motivation di IRF hanno collocato l'Europa occidentale al primo posto nella classifica delle 10 destinazioni preferite dai partecipanti.

Anche i dati raccolti tra maggio e luglio 2022 per l'Incentive Travel Index mostrano che l'Europa occidentale ha esercitato un fascino crescente, posizionandosi al quinto posto tra le destinazioni più richieste dagli organizzatori nordamericani. E l'Europa occidentale è stata la prima scelta per i planner del resto del mondo. 

MICE e sostenibilità

Quasi l'80% di coloro che hanno risposto a un sondaggio dell'IRF riferiscono di aver ricevuto una certa pressione da parte dei clienti per offrire opzioni più sostenibili per riunioni, eventi, sedi di viaggi incentive e trasporti. Spesso ci si aspetta che gli hotel e le DMC siano all'avanguardia nell'implementazione di pratiche di sostenibilità.  

Secondo l'Incentive Travel Index, il Nord America si preoccupa meno della sostenibilità rispetto al resto del mondo. La riduzione della C02 è sempre più importante per il 48% degli intervistati del resto del mondo, rispetto al 34% dei nordamericani. La sostenibilità ambientale del viaggio verso la destinazione è stata presa in considerazione dal 32% degli intervistati nordamericani, rispetto al 40% del resto del mondo.