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Come stimolare l’incoming dei viaggi incentive

Come stimolare l’incoming dei viaggi incentive

UN ESEMPIO VIENE DA STATI UNITI E NUOVA ZELANDA

Aprire gli orizzonti a nuovi mercati può essere un sicuro stimolo alla meeting industry nazionale di ogni Paese. In questo senso possono essere di grande aiuto le partnership strategiche.

Questo l’insegnamento che viene dalla Nuova Zelanda, e più precisamente da Tourism New Zealand, l’ente del turismo neozelandese che ha formato un accordo di marketing con Maritz Travel, una delle più importanti di realtà di travel management company a livello internazionale. La partnership si occuperà in particolare di accrescere l’incoming incentive e corporate dagli Stati Uniti.

Oltre al valore commerciale, la partnership si propone come strategica da un punto di vista di reputation. Il general manager Western Long Haul Markets di Tourism New Zealand Gregg Anderson spiega: «Questa partership è per noi una fantastica opportunità per far crescere la reputazione della Nuova Zelanda come mercato incentive, in particolare sul mercato statunitense».

Dal canto suo Maritz Travel ha condotto un'indagine, la International Destination Index for Incentive Travel 2012, che ha evidenziato come la Nuova Zelanda fosse una delle destinazioni più ambite dai partecipanti a viaggi incentive.

Di particolare interesse sono le iniziative di promozione legate alla partnership, in cui il virtuale ha una parte fondamentale, come il lancio del  “Destination Day” per gli operatori del Maritz Travel: una sala conferenze allestita come un 747 dell’Air Zealand, mentre via Skype è organizzato un tour enologico alla scoperta della pregiata produzione vinicola neozelandese.

Uno stimolo ai viaggi incentive, che può servire da esempio anche all’offerta Mice italiana?