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Ecco quali sono i nuovi trend degli eventi

Ecco quali sono i nuovi trend degli eventi

Nel mondo degli eventi è in corso una vera e propria rivoluzione di format e contenuti. Questo grazie alla 'contaminazione' con quello che di nuovo c'è anche nella vita di tutti i giorni e alle nuove esigenze di fruitori sempre più esigenti. 
 
Ma quali sono i nuovi trend più richiesti negli eventi? Intanto sono quelli resi possibili dal veloce sviluppo della tecnologia digitale, che permette alle persone di essere sempre più veloci nella comunicazione e sempre più connesse, ma non solo. 

Interattività, ibridazione centralità dello spettatore: ecco i nuovi must per i meeting planner.

Con una popolazione di oltre sessanta milioni di abitanti, l’Italia ha 35,5 milioni di utenti internet, 26 milioni di iscritti a Facebook e oltre dieci milioni di account Twitter. Secondo il recente report Digital & Mobile in Europa 2014 dell’agenzia We Are Social ogni giorno gli italiani stanno quasi cinque ore connessi alla rete, soprattutto dal telefono. Non a caso entro il 2016 la metà del Paese userà uno smartphone con il 3G, mentre al momento la penetrazione dei telefoni intelligenti è del 41 per cento sul totale della popolazione. Il 92 per cento di chi li possiede li utilizza per cercare informazioni su internet e il 32 per cento per accedere ai social network.   Tutto questo ha conseguenze ben evidenti nella vita di tutti i giorni.

Addirittura il rapporto con il mezzo di comunicazione più ‘popolare’, la televisione, non è più determinato da una fruizione passiva: ora gli spettatori possono interagire in tempo reale da casa tramite i social durante i programmi, generando una nuova forma di interazione e di contenuto.

La stessa ‘rivoluzione’ è in corso nel mondo degli eventi, dove le regole del gioco sono cambiate ed è ormai necessario attrezzarsi per poter rispondere al meglio alle trasformazioni del mondo esterno.     Una delle più grandi trasformazioni a cui si sta assistendo è proprio quella del ruolo dello spettatore. Se, prima, conferenze e meeting erano esperienze di consumo ‘passivo’ infatti (un po’ come la televisione), ora c’è sempre di più la possibilità di intervenire in prima persona in un processo che da ‘monologo’ si sta trasformando in un vero e proprio ‘dialogo, e cioè un evento partecipato e partecipativo tra persone, facilitato dalla connessione tramite device.

Con l’obiettivo di aumentare l’interazione con gli spettatori e con il pubblico, andando oltre gli incontri face-to-face, si collocano anche i cosiddetti eventi “ibridi”, e cioè quelli che integrano diversi metodi di incontro oltre a quello frontale. Un modello che in questi ultimi tempi sta vivendo una fase di grande successo.

Gli approcci sono diversi: c’è chi propone fasi di incontro diverse, come l’unione di una conferenza e poi workshop in piccoli gruppi, oppure chi si affida alla tecnologia.

C’è poi il vantaggio di poter ‘customizzare’ il messaggio facilmente con applicazioni mobile, schermi led, proiezioni 3D, ologrammi. La fusione tra eventi e tecnologia sta infatti portando anche a una progressiva spettacolarizzazione degli eventi.

Il tutto causato da una maggiore velocità di fruizione, un miglioramento della logistica e una riduzione dei costi, con una fruibilità semplificata e immediata, per esempio nell’uso delle “app” del cellulare.

L’ultima frontiera sono le proiezioni oleografiche negli eventi, in grado di dare tridimensionalità a un messaggio aziendale e allo stesso tempo di catturare l'attenzione dello spettatore grazie a un grado di spettacolarizzazione spesso messa a disposizione degli obiettivi comunicativi e non fine a se stessa. 

Ma non ci sono solo aspetti positivi. Se, da una parte, la tecnologia avvicina e velocizza la comunicazione, dall’altra è possibile che la spersonalizzi e che, mediandola, la renda più fredda e meno impattante. La presenza reale permette infatti un coinvolgimento emozionale maggiore, non ripetibile attraverso gli strumenti virtuali. Il cambiamento, considerando che il 90 per cento della comunicazione tra due persone non è verbale, è forse troppo radicale e non si siamo ancora davvero abituati a fare a meno di espressioni, gestualità e prossemica: tutti elementi che in una conversazione digitale vengono inevitabilmente a mancare.

Per affrontare il cambiamento è necessario prepararsi. Per questo nelle agenzie stanno entrando nuove figure professionali che si stanno occupando dell’integrazione dei nuovi strumenti tecnologici, per sfruttarli al meglio all’interno degli eventi.