3213

Location
per eventi

14494

Sale
meeting

340

Agenzie
e servizi

11112

Articoli
e recensioni

Viaggi di lavoro: i sei luoghi dove la privacy è in pericolo

Viaggi di lavoro: i sei luoghi dove la privacy è in pericolo

Si chiama ‘smart working’ la possibilità di svolgere il proprio lavoro lontano dalla scrivania. Grazie alla tecnologia infatti a essere sempre connessi sono anche i manager e i professionisti che si spostano per lavoro, magari per raggiungere un meeting dall’altra parte del mondo.

Ma trascorrere molto tempo in viaggio impegnati in conversazioni telefoniche e nella gestione delle e-mail potrebbe risultare ‘pericoloso’ per la diffusione involontaria di dati aziendali sensibili.

Secondo quanto rilevato da un sondaggio globale di Regus, i manager in viaggio impiegano prevalentemente il tempo proprio in conversazioni telefoniche (57% a livello mondiale, ben il 71% in Italia) oppure nella gestione delle e-mail (45%). Anche la lettura di documenti aziendali occupa buona parte del tempo (37%).

La ricerca Regus evidenzia i luoghi dove sono maggiori le probabilità che informazioni riservate dell'azienda possano essere diffuse involontariamente.

I cinque luoghi a rischio

Il 59% dei manager partecipanti al sondaggio indica i bar e i caffè come i posti meno sicuri per lavorare proprio perché mentre si è al telefono oppure connessi con notebook, tablet o smartphone vi sono elevate possibilità che persone in qualche modo interessate ascoltino le conversazioni o leggano gli schermi dei dispositivi o i documenti stampati.

Seguono i bar e le hall degli hotel (50%), gli aerei (46%), le sale d'attesa e le business lounge degli aeroporti (44%), i treni (42%), i ristoranti aziendali (29%).

Ma come fare per difendere la propria privacy? Secondo la ricerca ‘guardandosi alle spalle’ e parlando a bassa voce.

Secondo gli intervistati le attività più pericolose sono: per l'80,6% dei rispondenti le conversazioni al telefono mobile, seguite dalla possibilità che i vicini possano vedere i documenti aziendali (55,7%) o lo schermo aperto del notebook o del tablet (47,3%), mentre con gli schermi ridotti degli smartphone questa possibilità scende al 14,8%.

Tra le attività lavorative svolte durante una trasferta anche l'utilizzo dei social media professionali e la lettura di documenti importanti, mentre tra le attività generiche le conversazioni con la famiglia o gli amici e l'ascolto di musica.