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Gli eventi di lusso non conoscono crisi: ecco perché

Gli eventi di lusso non conoscono crisi: ecco perché

Non tramonta mai il sole sul segmento degli eventi di lusso. Il Luxury piace e tanto, visto che continua a crescere anno dopo anno e anche in questi anni di crisi economica.

Se ne è avuto la riconferma dalle stime annuali del monitor realizzato da Bain&Co. e da Fondazione Altagamma – uno dei più attendibili e autorevoli studi su questo segmento – secondo il quale il 2014 si è chiu­so con un +5 per cento a livello globale rispetto all’anno precedente, e le pre­visioni per il 2015 appena iniziato sono altrettanto buone.

In generale, l’Italia si conferma terzo mercato mondiale per il segmento luxury (anche se con una frenata del – 1% rispetto al 2013) dietro Stati Uniti (leader incontrastati) e Giappone e davanti alla Francia. I cinesi nel 2014 hanno fatto il 29 per cento degli acquisti complessivi nel settore del lusso, staccando nettamente americani (22 per cento) ed europei (21 per cento). I cittadini più facoltosi della Repubblica Popolare viaggiano sempre di più, per diletto e per affari, e sono propensi a fare shopping nei paesi oc­cidentali, acquistando sia beni di consu­mo personali (abbigliamento, accessori, gioielli, orologi) sia prodotti di carattere più “esperienziale”, ovvero cibo, vini di qualità, viaggi e soggiorni in hotel di fascia alta. L’hotellerie in particolare ha registrato una crescita del 9 per cento a livello globale.

Secondo la Banca d’Italia, che monitora costantemente l’andamento economico del turismo internazionale, i viaggiato­ri stranieri nel 2013 si sono attestati intorno ai 48 milioni, concentrati principalmen­te nelle città di interesse storico e arti­stico.

Per la Banca d’Italia, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia nel 2013 prosegue il trend positivo registrato nell’anno precedente: l’incoming ha ap­portato complessivamente 33.064 mi­lioni di euro, con un incremento del 3,1 per cento rispetto al 2012 (pari a 1.008 milioni di euro in più). L’aumento per­centuale è superiore (+6,9 per cento) se si rileva la spesa dei viaggiatori stranieri solo per motivi di vacanza. Nei primi 9 mesi del 2014 appena concluso, la spesa è cresciuta del 3,1 per cento (+4,6 per cento se si considera quella per motivi di vacanza).

Tra i motivi della tenuta dell’Italia sul fronte del luxury c’è senza dubbio il fatto che moltissimi prodotti e beni di consumo pregiati, dall’abbi­gliamento all’eyewear, dagli accessori al food&beverage, sono marchi italiani, e che il nostro Paese continua a benefi­ciare di un posizionamento forte e tutto sommato consolidato come destinazione di alta qualità.

Il lusso made in Italy è un asset prezioso per il turismo congressuale, perché consente di conferire unicità e prestigio a un evento o a un’esperienza di soggiorno. Il rapporto di Altagamma parla di 5,1 miliardi di acquisti di lusso fatti a Mila­no, ottava città al mondo per lo shop­ping che non bada a spese. La concor­renza però è agguerrita, soprattutto quella che proviene dall’Oriente.

Sarà interessante fare il punto della situazione tra un anno, quando saranno trascorsi i sei mesi di Expo, e potremo fare un primo consun­tivo dei risultati ottenuti in termini di visitatori, eventi e ricadute sull’imma­gine complessiva della destinazione- Italia. Sebbene i temi trattati da Expo siano di natura differente rispetto al luxury (alimentazione, sostenibilità, qualità delle filiere produttive...) non dobbiamo dimenticare che il food & beverage d’eccellenza è uno dei settori chiave per il Mice. Il report di Altagamma evidenzia per il 2014 una crescita globale del settore “food & hospitality” del 9,8 per cento, segno che c’è una domanda in netto aumento a livello mondiale, e che i top spender sono alla ricerca della massi­ma qualità possibile anche a tavola, nei menu dei ristoranti come nei catering dei grandi eventi.

Expo 2015 potrebbe quindi rilanciare il congressuale italiano anche nella sua fascia più alta, mettendo in vetrina le best practice alimentari: al di là dei tanti stereotipi sull’Italia patria della migliore cucina al mondo.