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L'incoming di Abu Dhabi parla italiano

L'incoming di Abu Dhabi parla italiano

Abu Dhabi parla italiano, anche negli eventi. Gli arrivi dal Belpaese, sia business che leisure, hanno registrato un balzo del 39% a giugno, rispetto allo stesso mese del 2014. Nel complesso, il primo semestre di quest’anno ha segnato un incremento del 28% per l’incoming dall’Italia e nei sei mesi la durata media del soggiorno degli ospiti italiani è stata di quattro notti, per un totale di quasi 139mila pernottamenti (+16%).

“Dalle cinque persone al grande evento per 10mila delegati, ogni gruppo in arrivo vive un’esperienza completa, che inizia dal viaggio in aereo, lavorando a stretto contatto con Etihad, che porta qui in cinque ore e mezzo da Roma e sei da Milano. Combiniamo tutto questo con le opportunità di business, creando un’offerta unica” sottolinea Mubarak Al Shamsi - direttore convention bureau della Abu Dhabi Tourism and Culture Authority - incontrando Meeting&Congressi a Expo Milano 2015. La vision per il Mice (fino al 2030) è nel piano strategico Advantage Abu Dhabi, che individua 12 settori chiave. Tra i maggiori business events ospitati figura il World Future Energy Summit da oltre 26mila delegati.

Partendo dalla request for proposal di un evento, contattiamo le autorità locali competenti per ogni settore: “Dall’Italia riscontriamo l’interesse soprattutto del settore farmaceutico. In media un gruppo è di circa 300 delegati” aggiunge il direttore del bureau emiratino.  Molti tra i principali alberghi in città (Hyatt, Aloft, Centro, Premier Inn) sono raggiungibili a piedi dal centro. “Ogni mese incontriamo i gestori per ridefinire azioni e strategie” spiega Al Shamsi, che racconta: “La Grande Moschea e il Suk sono tra i luoghi più frequentati dagli italiani, per i quali sono spesso importanti gli aspetti culturali”.

La destinazione comprende numerose location e opportunità per organizzare attività post congressuali: ad esempio le isole Saadiyat e Yas, con il Ferrari World (primo parco tematico indoor al mondo), i safari nel deserto o le Camel Race. I dati diffusi dalla TCA relativi all’intero 2014 indicavano già risultati superiori alle attese in termini di arrivi (quasi 3,5 milioni a fronte dei 3,1 previsti), numero di pernottamenti (10,4 milioni ovvero +19% rispetto all’anno precedente) e profitti alberghieri (+14% sul 2013 con oltre 1,5 miliardi di euro).

Sul fronte ricettivo, il numero di hotel di Abu Dhabi è aumentato lo scorso anno di quasi il 7%: le 160 strutture ricettive offrono nel complesso oltre 28mila camere, con un tasso di riempimento medio del 75% (+6% in un anno). La lunghezza media dei soggiorni nell’Emirato è di tre notti e la tariffa media per camera di 105 euro. L’India rimane il primo mercato internazionale, con una crescita del +32%, seguita dal Regno Unito dal +25% e dalla Germania a +16%. L’Italia aveva chiuso il 2014 con un incremento del 19%: oltre 55mila ospiti, quasi 240mila pernottamenti (+3%) e soggiorni mediamente più lunghi (4,35 notti).

Tra i principali eventi di interesse per i gruppi incentive e le attività collaterali a meeting e congressi, nel 2015 la città emiratina ha ospitato World Championship di golf e tennis e il Food Festival (gennaio), la Book Fair e un’importante stagione concertistica (fino a maggio), il palinsesto Abu Dhabi Summer Season (giugno-settembre), mentre sono in arrivo il Gran Premio di F1 Etihad Airways (novembre) e tra gli altri il festival dell’artigianato, il tradizionale Sheikh Zayed Heritage, il Camel Festival e una rassegna di arte contemporanea.

Andrea Paternostro