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Do you love Street Art?, graffiti e street art all'NH Collection Milano President

Do you love Street Art?, graffiti e street art all'NH Collection Milano President

NH Collection Milano President incontra la street art con l’iniziativa Do you love Street Art?, un calendario di mostre monografiche e collettive in collaborazione con Street Art In Store, la prima Galleria d'Arte italiana dedicata esclusivamente a graffiti e street art.

Dall’8 marzo e per tutto il 2019, artisti nazionali e internazionali si alterneranno portando le loro opere all'interno degli spazi dell’NH Collection Milano President, che ha di recente ricevuto la quinta stella.

Do you love Street Art? – il cui logo è stato creato ad hoc dai Bonora Brothers  – sarà sempre aperta al pubblico.

Il calendario delle mostre

Il calendario di questa collaborazione inizia l’8 marzo con la monografica in 3D True & False del wildstyler Pongo. Proseguirà poi con la mostra Anatomic Style di Tawa e la collettiva Superheroes firmata da alcuni famosi artisti come Omer, Gattonero, Sker, Jin, Fosk, Ratzo, Nickjoker, Poms, Prosa, Viperhaze, Neil. Questa sarà una mostra dal forte impatto emotivo anche per il risvolto umano: tra le altre opere, si esporranno infatti anche 3 maschere dedicate ai supereroi e frutto di un progetto nato da Vooz e Dhes di Level Art Lab.

La penultima mostra sarà poi la collettiva dal nome Icons che vede mettere in scena l’arte di  Kim Erremme, Cama, Crea, Erics, Dada, Teokaykay e molti altri artisti ancora. Do you Love Street Art? terminerà infine con la monografica Tribute di El Crespo aka Esa.

Pongo descrive così il senso della sua arte e della sua tecnica: “Dipingo in 3D per mettere sotto gli occhi di chi guarda l’inganno. Il senso del mio lavoro è rendere più reale possibile la falsità della pittura. La tecnica è un artificio, ogni quadro è una bugia alla quale per secoli abbiamo creduto. La sincerità dei grandi artisti è essere consapevoli di giocare a scacchi con entrambi gli emisferi cerebrali. Con le mie opere ho operato una riflessione ed ho voluto fare il viaggio inverso a quello degli artisti storici che hanno lavorato sul tempo e sullo spazio, sulla falsità di ciò che crediamo di vedere. Ho voluto sfidare la tecnologia senza computer ma con il pennello e ricreare con la pittura la consapevolezza della falsità, perché basta togliere gli occhiali blu e rossi del 3D per scoprire l'inganno. Io dipingo l'inganno per rivelarlo".