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Business travel, il 44% delle aziende utilizza le carte di credito virtuali

Business travel, il 44% delle aziende utilizza le carte di credito virtuali

In Italia il 44% delle aziende ricorre alle carte di credito virtuali per il pagamento dei viaggi d’affari. Lo dice l’International Travel Managment Study 2019, ricerca condotta annualmente da AirPlus che ha coinvolto un totale di 1.285 viaggiatori d’affari in 18 Paesi e 676 travel manager aziendali in 13 paesi.

Secondo i dati della ricerca in quattro anni il numero globale delle aziende che fa affidamento alle carte virtuali per saldare i costi dei soggiorni in hotel dei propri dipendenti è quadruplicato, passando dall’8% del 2015 al 31% (quasi un’azienda su tre) del 2019. In testa alla classifica c’è l’Australia, dove il 46% delle aziende fa uso di questo tipo di pagamento, seguita però a poca distanza dall’Italia, che registra un 44%, mentre sono gli svizzeri a ricorrere, per ora, al minor uso delle carte virtuali (una azienda su dieci).

L’incremento nell’uso delle carte virtuali è da attribuirsi tra l’altro alla congenialità di questo strumento per i dipendenti aziendali che viaggiano più sporadicamente. La ricerca AirPlus ha evidenziato che solamente un intervistato su dieci, infatti, effettua più di dieci viaggi all’anno, mentre il 25% fa da quattro a sei viaggi nei dodici mesi e oltre la metà (il 51%) viaggia da una a tre volte all’anno. Per quest’ultima tipoligia di viaggiatori d’affari le aziende raramente sono propense a destinare una corporate card, ma trovano nella carta virtuale uno strumento ideale – monouso, facile da usare e controllare, flessibile, trasparente e sicuro.

Altre procedure di pagamento

In generale le carte virtuali insieme alle corporate card per i viaggiatori sono considerate una modalità vincente per i viaggi d’affari dall’83% dei travel manager intervistati. Per quanto riguarda l’utilizzo delle carte aziendali per i viaggiatori, si rileva come esse siano una soluzione generalmente apprezzata dal 74% dei travel manager intervistati. La Scandinavia registra qui la percentuale più alta, con l’88% di preferenze (gli intervistati potevano scegliere più di un’opzione), mentre l’Italia, con il 79% delle preferenze, si attesta comunque sopra la media globale.

Se si guarda alle modalità generali di pagamento dei viaggi d’affari si evince tuttavia come, accanto alle carte di credito, continuino ad essere largamente utilizzate anche altre procedure: il 72% delle aziende chiede a chi viaggia per loro conto di coprire personalmente e anticipare i costi di viaggio, per poi saldare la somma a fronte di una nota spese. Questa modalità è differente a seconda degli stati, ma è comunque utilizzata dalla maggior parte di tutti gli intervistati in tutti i mercati presi in considerazione: gli Stati Uniti sono il Paese che, con il 50%, ricorre di meno a questo sistema, mentre la Svizzera, con l’88%, registra la preferenza più alta per questa scelta, e l’Italia si attesta al 63%. Anche gli anticipi di contante da parte dell’azienda sono ancora un’opzione per quasi la metà (49%,) delle aziende che hanno risposto alla ricerca (in Italia è il 52%).

Prenotazioni degli hotel

Gli alberghi vengono prenotati per il 52% degli intervistati direttamente dall’azienda, e per il 7% via canali di prenotazione quali i self booking tool – per l’Italia questi dati sono rispettivamente del 49% e del 3%.

Il restante 41% dei soggiorni hotel, invece, viene prenotato dal viaggiatore attraverso OTA (online travel agencies) o direttamente presso l’hotel (in Italia è il 48%). Questa modalità di prenotazione è, tuttavia, “invisibile” per l’azienda, ossi sfugge al suo controllo e unita alla mancanza di un sistema di pagamento corporate rende ancora più difficile il rispetto della travel policy e la riconciliazione delle spese.