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Trend hospitality: più investimenti nell'upscale, interesse per l'Italia

Trend hospitality: più investimenti nell'upscale, interesse per l'Italia

Si è parlato dei trend degli investimenti nel settore hospitality durante la tavola rotonda tenuta a porte chiuse e organizzata a Milano da PKF hotelexperts, società di consulenza nel settore real estate.

“L’attrazione del Sud Europa e in particolare dell’Italia per gli investimenti immobiliari-alberghieri è confermata, sia per quest’anno che per un arco temporale triennale, e accanto alle classiche città d’arte si stanno valutando opportunità in destinazioni alternative come Trieste, Bergamo, Lecce, Napoli e Torino” ha commentato Giorgio Bianchi, Managing Partner - Head of Italy di PKF hotelexperts.

Un altro aspetto emerso riguarda la provenienza degli investitori: “Ci saranno meno investitori mediorientali, attualmente impegnati in progetti di sviluppo nella loro regione, e più europei, in particolare family offices”, ha sottolineato il manager.

PKF ha censito 1.119 hotel per circa 200mila camere, in buona parte collegate con brand e catene. Da questa valutazione di massima si evidenzia un centinaio di strutture in pipeline per quasi 18mila camere che verranno ultimate nei prossimi mesi. A Milano ci sono almeno 13 strutture in via di realizzazione. Sull’aspetto contrattuale, un fattore emerso è la progressione delle forme di lease, che sta riprendendo quota in un contesto di maggiore flessibilità rispetto al passato.

L’aumento del Revenue per Available Room

Un’analisi elaborata dalla società Str – ed illustrata nel corso della tavola rotonda - ha fatto emergere che nel 2019 le città italiane che hanno visto aumentare di più il Revenue per Available Room sono state Udine (+9%), Milano (+8%), Lecce (+7%), Napoli (+6%), Venezia, Bologna e Firenze con un +5% ciascuno e Torino con un +4%.

Milano ha incrementato di quasi 3 punti percentuali il tasso di occupazione, attestatosi al 73,4%, con un Adr (avarage daily room) di 148,75 euro (+5,3%) e un Revpar a quota 109,17 (+8,4%). Il capoluogo lombardo, grazie all’evento olimpico invernale in programma nel 2026, ma anche Roma ed alcune città secondarie, assisteranno ad un rinnovamento del portafoglio alberghiero, in particolare con azioni di riconversione.

Più strutture upscale, gli economy più innovativi

Altri aspetti chiave emersi riguardano il tema della concorrenza, che sarà più aggressiva sui segmenti upscale e upper upscale, mentre i concept più innovativi saranno legati alla categoria economy.

“Il sentiment generale degli stakeholder – dichiara Bianchi – è che i segmenti dove si assisterà alla crescita maggiore riguardano gli aparthotel, i serviced apartment, gli studentati e il ramo del senior & assisted living”. Se i partecipanti alla tavola rotonda confidano nel buon andamento dei rendimenti, mostrano invece segni di apprensione per quanto riguarda la progressione dei costi.

Fattori critici

Gli investitori hanno messo in evidenza alcuni fattori critici: per quanto riguarda i costi operativi, per il prossimo biennio sono attesi incrementi  nel costo del lavoro, nella tassazione e nelle forniture. Sul fronte dello sviluppo, invece, i timori per i prossimi 12-24 mesi sono legati ai possibili rincari dei costi dei terreni e delle costruzioni, ai maggiori oneri per permessi o tasse e all’aumento delle spese per la voce architettura e design.