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Astoi: subito un fondo nazionale per le emergenze

Astoi: subito un fondo nazionale per le emergenze

Secondo Astoi Confindustra Viaggi che rappresenta i tour operator, la parte del decreto Cura Italia dedicata al turismo “è un timidissimo e del tutto insufficiente palliativo, mentre il rischio che il comparto del turismo organizzato collassi è altissimo”.

Astoi lamenta come il turismo sia una galassia molto articolata e come il comparto del turismo organizzato, quindi Tour Operator e Agenzie di Viaggi, rappresenti 12.000 aziende e oltre 50.000 addetti. 

“Il blocco delle attività per queste imprese – ricorda Astroi - è arrivato da più fronti: dalle moltissime destinazioni estere che inizialmente hanno chiuso l’ingresso agli italiani e dall’impossibilità assoluta e totale di vendere viaggi in considerazione dell’emergenza da Covid19. Dalla fine di gennaio i Tour Operator stanno registrando solo uscite: costi extra per i rimpatri, rimborsi per le cancellazioni, stipendi dei dipendenti, affitti degli immobili, anticipi dati ai fornitori e penali applicate da questi ultimi (soprattutto fornitori esteri)”

Cosa chiede Astoi

  • Istituzione di un fondo nazionale emergenze per assicurare la continuità aziendale del comparto, indennizzando così le cancellazioni registrate e l’impossibilità di vendere e produrre fatturato.
  • Misure fiscali: si chiede uno stralcio dei contributi di marzo e aprile e, la sospensione per maggio e giugno 2020 e la creazione di specifici crediti d’imposta per le spese sostenute in Italia e/o all’estero per il mantenimento di villaggi turistici/alberghi ovvero di impegni con strutture ricettive, con riferimento ad un arco temporale che non copra solo il mese di marzo.
  • Ammortizzatori sociali: molti Tour Operator potrebbero accedere alla CIGS in quanto occupano più di 50 dipendenti, ma il decreto non prevede alcuna facilitazione per tali soggetti in materia di ammortizzatori sociali, innescando dubbi e disparità di trattamento. In particolare, non è chiaro se ai predetti datori di lavoro possa applicarsi il trattamento di integrazione salariale ordinario con causale "Covid-19" di cui all'art. 19 del Decreto, e non è altrettanto chiaro se i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della CIGS possano accedere alla Cassa in deroga per Covid-19, di cui all'art. 22 del Decreto.