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Effetto Covid-19 sulla domanda alberghiera in Italia: le previsioni di THRends

Effetto Covid-19 sulla domanda alberghiera in Italia: le previsioni di THRends

Meno 126 milioni: questo è il numero che viene previsto in termini di mancate prenotazioni per quanto riguarda gli alberghi in Italia con lockdown al 15 aprile. È quanto stima THRends, società di consulenza specializzata in analisi e strategie nel settore Tourism & Hospitality, che ci aiuta a prevedere quale sarà l’impatto della crisi COVID-19 sulla domanda alberghiera per il nostro Paese, utilizzando dati Istat. Si tratta sì di previsioni, è vero, ma sono pur sempre numeri importanti che fanno capire quale direzione potrà prendere il settore alberghiero. 

L'ammontare delle perdite di prenotazioni

Anzi, andando ancora più nel dettaglio, le percentuali sono destinate a variare e non in meglio: si presuppone un - 45% al 15 aprile che diventerà - 49% al 30 aprile per poi prevedere un - 55% al 15 maggio. Date non casuali: infatti sono i 3 scenari previsti del termine del cosiddetto lockdown del nostro Paese. 

La perdita complessiva dunque si collocherà tra i 126 milioni e i 156 milioni rispetto ai volumi alberghieri medi, attesi per il 2020 su base 2018 -2019. Va da sé, dunque, che quelli che stiamo vivendo e i prossimi, saranno dei mesi molto duri per il settore alberghiero. Ecco perché dati simili - che, lo ricordiamo, sono frutto di proiezioni ragionate, basate su ipotesi e valutazioni soggettive - possono aiutare l’esercizio di pianificazione, tenendo comunque presente margini di errori. In bene o in male.  

Oltre il Coronavirus: cosa influirà dopo sulla ripresa della domanda

Al di là di una crisi di domanda innescata al momento dalla volontà di contrastare la diffusione del Coronavirus in tutti i modi possibili, sulla ripresa della domanda influiranno  successivamente delle cause che porteranno una riduzione dei volumi. Tra questi per esempio la riduzione del monte ferie, la riduzione della capacità di spesa, il rischio long-haul travel: per i mercati internazionali di lunga percorrenza sarà percepito come più rischioso, per un certo periodo, viaggiare verso paesi lontani, per i quali può configurarsi una difficoltà di rientro in caso di nuove urgenze. Ovviamente questo non aiuta in ottica di business travel e neanche per il MICE.

Cosa potrebbe succedere al 15 aprile, al 30 aprile e al 15 maggio

Andando ancora più nel dettaglio dei 3 scenari di riferimento per il comparto alberghiero riguardo al termine del lock-down per l’Italia, THRends al 15 aprile prevede che la domanda MICE si riaffacci con decisione solo a settembre. E questo a causa dell’evidente impossibilità di programmare eventi e congressi nel periodo pre-estivo.

Nel secondo scenario, che ha come termine del lock-down il 30 aprile, ossia 2 settimane dopo, a causa di un’economia italiana significativamente indebolita, si impoverisce anche il mercato business che subisce per l’appunto la crisi finanziaria diffusa causata dal protrarsi dell’emergenza. 

Inoltre, il mercato MICE è in sofferenza perché molti eventi sono cancellati e non posticipati a settembre-ottobre per l’esaurirsi delle finestre di programmazione.

Con un lock-down ipotizzato al 15 maggio, ultimo scenario che THRends analizza e sempre con un’economia notevolmente fragile, anche il business travel soffre, così come previsto con lock-down intorno al 30 aprile. Inoltre, il mercato MICE del 2020, quasi del tutto azzerato per il 1° semestre, è definitivamente compromesso per gran parte del 2° trimestre

Nell’analisi di THRends, inoltre, rientrano anche i capoluoghi non classificati come città d’arte e destinazioni business che potrebbero vedere un calo delle presenze del 39% nello scenario del 15 aprile fino a circa il 50% in quello del 15 maggio. In particolare il mercato italiano può essere il principale attore di questa riduzione essendo il primo mercato con circa il 65% delle presenze annue. Nello scenario del 15 aprile, infatti, il solo mercato italiano potrebbe perdere quasi tre milioni di presenze riuscendo a rialzarsi verso l’autunno.

Staremo a vedere quanto queste previsioni si avvicineranno al vero, ma per com’è la situazione adesso, sono delle ipotesi molto probabili e di cui tenere conto.