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Decreto Rilancio: stop IMU, fondi e crediti d’imposta per hotel e strutture ricettive

Decreto Rilancio: stop IMU, fondi e crediti d’imposta per hotel e strutture ricettive

Il Decreto Rilancio è stato approvato, dopo giorni di tensioni, revisioni e tagli dell’ultima ora. A presentarlo, con una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il Premier Conte alla presenza dei Ministri Roberto Gualtieri (Economia e Finanze), Roberto Speranza (Salute), Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Teresa Bellanova (Politiche Agricole Alimentari e Forestali).

Negli oltre 250 articoli della maxi manovra, sono previsti anche alcuni provvedimenti a supporto delle imprese del comparto turistico, degli alberghi e delle strutture ricettive.

Si parla di esenzione dalla prima rata dell’Imu in scadenza il 16 giugno (valore oltre 200 milioni di euro) per alberghi, agriturismi, campeggi, stabilimenti balneari, di un fondo di 150 milioni di euro per interventi di riqualificazione, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive, nonché di un fondo di 20 milioni di euro per la promozione del turismo italiano. Infine sono previsti contributi per l’adeguamento degli ambienti alle prescrizioni sanitarie.

Complessivamente, sottolinea il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, viene destinata alle imprese dei settori ricettivi “per affrontare le spese necessarie per adeguarsi ai nuovi requisiti, una somma pari a 2 miliardi”.

Stop all’IMU

L’art. 184 prevede l’esenzione dall’imposta municipale propria-IMU per tutto il settore turistico. Nel dettaglio si legge nel decreto: “In considerazione degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da COVID 2019, sono esentati dalla prima rata relativa all’anno 2020, dell’IMU i possessori di immobili classificati nella categoria catastale D/2, vale a dire alberghi e pensioni, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate. La norma prevede altresì la stessa agevolazione per gli stabilimenti balneari vale a dire quelli marittimi, lacuali e fluviali, nonché per gli stabilimenti termali”.

Fondo di 150 milioni per ristrutturazioni

Nell’ottica di consentire il rilancio di tutte le strutture ricettive, post emergenza Covid-19, è stato istituito per il 2020 un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro. “Il fondo è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Il fondo può essere incrementato, nella misura di 100 milioni di euro per l’anno 2021 con riduzione delle risorse dell’Fsc, stabilite nell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n°147”.

Crediti d’imposta per adeguamenti alle normative di sanificazione

Considerate le nuove linee guida dettate dall’Inail, saranno molti i lavori di adeguamento degli ambienti di lavoro da effettuare. A sostegno di tali spese è previsto, nell’art.128-bis, un credito d'imposta. “Al fine di sostenere ed incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Tale credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti, è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito”.

Per quanto concerne le operazioni di sanificazione, è previsto, con l’art.130-quater, un altro credito d'imposta: “Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Promozione turismo italiano

Infine il Decreto Rilancio ha confezionato un fondo di 20 milioni di euro, per l’anno 2020, riservato alla “salvaguardia” e alla promozione del turismo italiano. In altre parole, l’obiettivo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è quello di “favorire la ripresa dei flussi turistici in ambito nazionale”.