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Dpcm 17 maggio: ancora fermi i congressi. Dal 15 giugno riprendono gli spettacoli

Dpcm 17 maggio: ancora fermi i congressi. Dal 15 giugno riprendono gli spettacoli

Dopo una lunga ed estenuante trattativa tra Governo e Regioni, il nuovo decreto legge ha visto la luce, giusto in tempo per le riaperture previste da lunedì 18 maggio 2020. Il nuovo Dpcm, firmato da Conte insieme al ministro della Salute, Roberto Speranza, pur mantenendo saldi i principi del distanziamento sociale e dell’utilizzo costante della mascherina, consente finalmente la riapertura della quasi totalità delle attività commerciali. Purtroppo però permane il semaforo rosso per i congressi, le riunioni, i meeting. Parziale la ripresa invece, per gli spettacoli.

I congressi devono aspettare

All’articolo 1 comma v del nuovo Dpcm, si legge testualmente: "Sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale".

Inoltre, "sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali".

Al momento per le attività congressuali, fiere e team building non è stata fissata nemmeno una data futura di ripresa.

Parziale ripresa per l'entertainment dal 15 giugno

Differente la situazione per i concerti, che tornano a vivere, se pur con pesanti limitazioni che potrebbero in qualche modo anticipare quella delle attività convegnistiche ancora sospese.

All’art 1, comma m il nuovo Dpcm stabilisce: “Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.

Ulteriori indicazioni sono chiarite in un allegato del decreto: mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti; misurazione della temperatura corporea a tutti, spettatori, artisti e lavoratori, con divieto di accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C; utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori; utilizzo di DPI da parte dei lavoratori; pulizia e igienizzazione degli ambienti, nonché adeguata areazione; disponibilità di sistemi per la disinfezione delle mani; divieto di consumo di cibo e bevande, nonché di vendita di bevande e generi alimentari durante lo svolgimento degli spettacoli.

Infine, sono richieste: segnalazioni visibili per il rispetto della distanza interpersonale, utilizzo regolamentato dei servizi igienici, limitazione dei pagamenti in contanti, vendita dei biglietti e controllo dell’accesso con modalità telematiche.

Era quindi inevitabile, che nonostante qualche spiraglio di luce, la maggior parte dei concerti e dei Festival più attesi della stagione estiva, nel nostro Paese, venisse rinviata al prossimo anno. A comunicarlo è Assomusica con un comunicato stampa: “I grandi eventi live si fermano, alla luce delle disposizioni governative in tema di salute pubblica che vietano assembramenti di persone. Una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce. Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà”.

Alle Regioni e alle Province autonome resta infine la possibilità di “stabilire una diversa data di ripartenza, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”.