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Il nuovo Dpcm rinvia al 15 luglio la riapertura dei congressi

Il nuovo Dpcm rinvia al 15 luglio la riapertura dei congressi

*Aggiornamento 11/06/2020 ore 23 -> Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato in serata di avere firmato il Dpcm, che conferma il testo della bozza che ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tra le conferme, anche il rinvio della ripresa dei congressi e delle fiere come spieghiamo nella news. 

Rinvio per l'apertura dei congressi e delle fiere: è quello che si conosceva nell'anticipo della bozza e che è stato confermato nella versione ufficiale del nuovo Dpcm - che rinvia di un mese la ripartenza, che sembrava invece poter avvenire già lunedì prossimo.

Nella decreto che sarà valido a partire dal 15 giugno si legge infatti che "restano sospese sino al 14 luglio 2020 le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimiliati, all'aperto e al chiuso, le fiere e i congressi". 

Sarebbe dunque plausibile pensare che si possano considerare confermati gli eventi almeno nella seconda metà dell'anno.

Il Dpcm non conferma quella che era stata la notizia diffusa dopo l'approvazione delle linee guida per le riaperture della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che era arrivata martedì 9 giugno, anche se nel Dpcm viene affermato che "Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi", dopo la specifica che "Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera. Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, e, sino al 14 luglio 2020, le fiere e i congressi".

Tra gli stop anche quello per i viaggi all'estero che restano vietati fino al 30 giugno "da e per Stato e territori diversi da Unione Europea e Gran Bretagna, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute".

Infine, anche per le attività consentite dal 15 giugno, come cinema e teatri, "svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro sia per il personale, sia per gli spettarori che non siano abtualmente conviventi con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala" vale la regola che ripartano "a condizione che le Regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle attività con l'andamento della situazione epidiemologica".