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Ripartenza per i congressi: al via in molte regioni italiane

Ripartenza per i congressi: al via in molte regioni italiane

La maggior parte delle regioni italiane riapre ai congressi. Questo grazie alle rispettive ordinanze, emesse nei giorni precedenti e in seguito al dpcm dell'11 giugno che, al contrario, ha bloccato le attività congressuali e le fiere almeno fino al 14 luglio.

Lo stesso dpcm infatti, pur sospendendo le attività congressuali sino a metà del prossimo mese, contiene nel testo la possibilità da parte delle Regioni di anticipare la data della ripresa di congressi e fiere: “Le regioni e le province autonome, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi” viene infatti riportato dal dpcm.

Anche l’aggiornamento delle Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive approvate dalla Conferenza delle Regioni del 9 giugno era andato nella direzione delle riaperture, inserendo anche le linee guida per la riapertura di congressi e grandi eventi fieristici, recependo i protocolli elaborati da Federcongressi&eventi già a fine aprile e inviati al Governo e ai rappresentanti regionali delle istituzioni grazie a una massiccia azione di pushing compiuta dai delegati regionali dell’associazione nazionale delle imprese dei congressi e degli eventi.

Federcongressi&eventi: delusi del Governo, il merito è del nostro impegno

“Il Governo”, si legge nella nota di Federcongressi&eventi "continua a ignorare un comparto che produce 65, 5 miliardi di fatturato, incide per 36,2 miliardi sul Pil nazionale e dà lavoro a circa 570mila persone. Le regioni, invece, si dimostrano più lungimiranti e danno il via libera a eventi e congressi. A sorpresa il Decreto del Presidente del Consiglio dell’11 giugno ha di fatto escluso il settore dei congressi e degli eventi dalla Fase 3, bloccandolo sino al 14 luglio. Una vera doccia fredda per tutta la filiera che era ottimista sul 15 giugno come data di ripartenza"..

“Delusa dal Governo ma orgogliosa dell’associazione”, è la sintesi di Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi”. “Il Governo ha di fatto perso un’altra occasione per dimostrare di aver compreso quanto il nostro settore sia indispensabile per la crescita economica, sociale, cultura e professionale del Paese. Ne prendiamo atto e continuiamo a impegnarci sempre più per far valere le nostre istanze e per avere strumenti di ristoro per le nostre imprese che, ferme da febbraio, sono ormai al collasso. Detto questo sono fiera del lavoro svolto dai nostri soci: se più della metà delle regioni ha deciso di sbloccare eventi e congressi il merito va sicuramente all’impegno dei delegati regionali di Federcongressi&eventi che si sono spesi per far sentire la voce di un intero settore”.

Le regioni che riaprono ai congressi

15 regioni, per ora, hanno indicato nelle loro ordinanze e nelle linee guida allegate (che potete consultare cliccando sulle voci dell'elenco di seguito) la riapertura ai congressi. Nei prossimi giorni potrebbero aggiungersene delle altre, di cui vi daremo aggiornamento.

Le linee guida delle Regioni per la riapertura dei congressi

Come detto sopra, le linee guida indicate dalle Regioni si rifanno ai protocolli indicati da Federcongressi&eventi. 

Le misure anti-contagio da adottare per l’organizzazione di congressi e meeting sono essenzialmente fondate sul distanziamento sociale con l'indicazione che il numero massimo dei partecipanti all’evento dovrà essere valutato dagli organizzatori in base alla capienza degli spazi individuati, per poter ridurre l’affollamento e assicurare il distanziamento interpersonale.

Un dato non secondario, che non limita dunque la dimensione degli eventi, ma lo regola in base ai parametri del distanziamento, individuato in più passaggi riferiti ai diversi momenti dell’evento (dall’area poster al palco, dall’accredito ai posti a sedere) in almeno 1 metro di separazione tra gli utenti.

Tra le altre indicazioni riportate, anche l’obbligo di indossare la mascherina, la disponibilità di prodotti per l'igiene delle mani, indicazioni per il catering e per “l’utilizzo di tecnologie digitali al fine di automatizzare i processi organizzativi e partecipativi”.