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Incertezza per gli eventi, ma anche nuovi spunti per il futuro: la ricerca dell'International Association of Event Hosts

Incertezza per gli eventi, ma anche nuovi spunti per il futuro: la ricerca dell'International Association of Event Hosts

L’International Association of Event Hosts ha pubblicato i risultati di un sondaggio che indaga l'impatto della pandemia di Covid-19 sui suoi membri.

La ricerca dell’associazione, che rappresenta le destinazioni internazionali di grandi eventi, ha messo in evidenza alcuni dati di interesse per tutta la meeting industry. Vediamo gli aspetti salienti.

Quali eventi ripartono per primi

La ricerca dell'International Association of Event Hosts ha messo in evidenza le tipologia degli eventi che, secondo gli intervistati, ripartiranno per primi. Alla domanda “quando ripartono gli eventi” infatti, i risultati riflettono l’incertezza del periodo, individuano in eventi di ridotte dimensioni e in quelli che possono comprendere un'audience anche digitale i più facili da organizzare in questi mesi. Come abbiamo visto nella nostra panoramica sulla riapertura degli eventi nel mondo in effetti, la situazione è disomogenea così come gli input da parte dei governi non sono sempre chiari.

Tornando alla survey, l’80% ha dichiarato di non avere programmato nuove date per i grandi eventi posticipati a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia, sono stati indicati come prossimi alla ripartenza altri tipi di eventi:

  • piccoli eventi outdoor che rispettano le misure di distanziamento interpersonale
  • eventi culturali e sportivi che si svolgono senza pubblico
  • eventi business che possono essere seguiti anche in modalità virtuale

Cosa le destinazioni hanno imparato dalla pandemia

Le sfide più importanti imposte dalla pandemia causata dal coronavirus ed emerse dalla ricerca sono:

  • l’impatto economico negativo della posticipazione e cancellazione degli eventi, con la conseguente messa a rischio dei posti di lavoro e l’aumento dei costi da sostenere in seguito al distanziamento sociale
  • l’incertezza sul breve e lungo termine che rende difficile la pianificazione
  • lo spostamento delle priorità sia degli individui che delle organizzazioni durante l'attuale crisi e nel mondo post-pandemia.

Date queste sfide, alla domanda se ci fosse qualcosa di positivo che hanno imparato da questo periodo di crisi i rispondenti hanno individuato un nuovo modo di lavorare e comunicare che porti alla riduzione delle spese ma anche a un maggior rispetto ambientale, l'individuazione di soluzioni innovative adottate per far fronte all'emergenza ma che sperano di portare avanti anche nel futuro, una su tutte la digitalizzazione, e infine nuove collaborazioni tra gli stakeholder nazionali e locali che hanno portato in primis alla revisione dei contratti, con particolare attenzione alle clausole di 'forza maggiore' e per quanto riguarda l'aspetto assicurativo.