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Il decreto-legge del 30 luglio rinvia la ripresa degli eventi medico-scientifici

Il decreto-legge del 30 luglio rinvia la ripresa degli eventi medico-scientifici

Il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 luglio ha confermato le misure contenute nel Dpcm del 14 luglio, in scadenza il 31 luglio e prorogate di altri 10 giorni, insieme ai dl approvati nei mesi scorsi in piena emergenza, come quello sulla Sanità.

Il decreto, che in primis ha prorogato lo stato di emergenza in Italia fino al 15 ottobre, conferma dunque tra le misure il rinvio di congressi e fiere almeno per i primi di agosto, fatto salva, come per lo scorso decreto, la possibilità da parte delle regioni di regolarne l’apertura in base alla situazione epidemiologica.

Tra gli effetti del decreto-legge del 30 luglio anche il rinvio degli eventi di formazione rivolti al personale sanitario.

Eventi medico-scientifici in presenza ancora fermi. Appello di Federcongressi&eventi e della Comunità scientifica al governo 

Con il decreto del 30 luglio la formazione in presenza del personale sanitario non può ancora ripartire. La decisione del governo purtroppo non risponde all’appello che numerose società scientifiche favorevoli alla riapertura immediata degli eventi medico-scientifici hanno portato avanti con il supporto di Federcongressi&eventi e prolunga di fatto lo stop alla formazione.

“Prendiamo atto con rammarico della decisione del governo che mantiene di fatto attivo l'impedimento per il personale sanitario all'aggiornamento in presenza, modalità essenziale per acquisire competenze dall’indiscutibile valore aggiunto”, commenta Alberto Iotti (nella foto), Responsabile Provider ECM-Educazione Continua in Medicina Federcongressi&eventi.

“Le forme di aggiornamento a distanza che hanno contraddistinto questa fase rappresentano per tutti il compimento di un passo avanti, anche culturale, importante. Tuttavia non possono essere in assoluto sostitutive ma prevalentemente integrative della formazione in presenza. Questa decisione impedirà inoltre a un’intera filiera di imprese di rialzare la testa con il rischio di vedere andare in fumo anni di impegno e dedizione. Il pensiero va non solo ai Provider ECM (oltre 1.100 imprese) ma anche a organizzatori, sedi congressuali e fornitori di servizi che, nonostante l’immediata disponibilità ad adeguarsi in toto ai protocolli di sicurezza, vedono davanti a sé ancora un lungo periodo di incertezza. Intendiamo comunque ringraziare le società scientifiche, gli enti e tutti coloro che hanno condiviso la nostra iniziativa” ha concluso.