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Catering e banqueting nel post Covid: “Ripartire si può, nel rispetto dei protocolli”

Catering e banqueting nel post Covid: “Ripartire si può, nel rispetto dei protocolli”

L’emergenza sanitaria, generata dalla pandemia di Coronavirus, ha completamente paralizzato la Meeting Industry per 6 lunghi mesi, a decretare la ripresa di eventi, congressi, catering e banqueting, dal primo di settembre, è stato il Dpcm del 7 agosto scorso e le ordinanze regionali nei mesi precedenti. Allo stato attuale, è realmente possibile una ripartenza? Secondo il Dott. Paolo Capurro, Presidente di ANBC - Associazione Nazionale Banqueting e Catering, nata nel 2018 per rappresentare e tutelare a livello nazionale gli interessi sociali, morali ed economici dei titolari di imprese del settore, la risposta è un sì netto, “purché si rispettino rigorosamente i protocolli di sicurezza sanitaria”.

Una ripresa complessa, che dovrebbe essere anche l’occasione giusta per rimettere in sesto la propria realtà e renderla più solida per il “nuovo domani”. Quali sono le regole da osservare, dunque? Quali i vincoli per poter tornare a lavorare, senza il rischio di nuovi lockdown? Meeting & Congressi ne ha parlato con il presidente Capurro.

Nel post emergenza Coronavirus, uno dei settori più colpiti è stato quello degli eventi. Qual è la situazione attuale nello specifico per banqueting e catering?

“Il vero aspetto che è cambiato profondamente è l'assenza di domanda. Per questo l'associazione ha rivolto alcune richieste fondamentali al Governo, al fine di preservare le nostre aziende e i collaboratori. La prima riguarda una decontribuzione degli oneri sociali per il 2021 in modo che le società possano ricominciare a lavorare senza lo spettro del rischio di una forte riduzione dell'organico e siano anzi incoraggiate a mantenere in forza tutti i propri collaboratori e se necessario ad assumerne di nuovi.

La seconda, è relativa alla necessità di proseguire con una cassa integrazione, che però sia maggiormente selettiva, ovvero rivolta a quei settori che sono stati più colpiti dall’emergenza sanitaria. Non dovrebbe essere un’impresa impossibile, considerato che basta fare riferimento alla fatturazione elettronica. Dando ad esempio uno sguardo al nostro fatturato 2020, in confronto a quello del 2019, si evince chiaramente nel solo mese di giugno una riduzione del 97,5%. Dinanzi a tali numeri è impensabile non avere diritto a un aiuto da parte delle istituzioni. Il terzo punto riguarda un fondo perduto indispensabile per il settore, dinanzi a una catastrofe come quella che stiamo affrontando”.

Le aziende che sono ripartite entro quali termini e restrizioni devono muoversi? Qual è il nuovo volto del settore?

“Nonostante le enormi difficoltà esistenti, c’è una parte del mondo degli eventi che sta provando ad andare avanti, adottando un nuovo modo di lavorare che risponde rigorosamente ai protocolli della ristorazione, degli eventi e in parte anche a quello del ballo. Le regole sono piuttosto semplici e ormai note: si tratta di sanificare gli ambienti in cui vengono allestiti i catering e i banqueting, controllare la temperatura dei dipendenti, nonché dei partecipanti all’evento, e fornire loro mascherine e gel per la disinfezione delle mani. A ciò si aggiunge la necessità di tracciare gli ospiti, mantenendo i contatti per 14 giorni.

Tuttavia, la regola cardine di questi protocolli è quella del distanziamento sociale, che deve essere di almeno un metro. Pertanto attualmente non esiste un numero massimo di partecipanti a un evento, purché possa essere garantita tale distanza. Ripeto, si tratta di protocolli semplici da adottare, tuttavia non si può negare che l’implementazione di tali misure comporti una maggior attenzione, nonché un impegno economico superiore. Noi personalmente abbiamo scelto di impiegare anche degli steward per la gestione degli ospiti, nel rispetto delle nuove regole. Un plus, rispetto alla semplice cartellonistica. Maggiori costi, dicevamo, che accettiamo di buon grado, pur di non doverci ritrovare paralizzati in un nuovo lockdown selettivo come quello che è stato da poco applicato al mondo delle discoteche.

A tal proposito, come associazione, ci facciamo promotori di una continua e incessante campagna rivolta ai soci, ma anche ai non associati, affinché tutti indistintamente osservino scrupolosamente i protocolli anti Covid-19. Non serve soffermarsi a disquisire su quale sia il settore o l’ambiente più pericoloso di altri, è invece importante partire dal presupposto che nessuna attività è pericolosa se vengono rispettate le norme”.

Un aspetto piuttosto dibattuto nel mondo del catering, che tocca anche quello degli alberghi, è il buffet. Come può essere gestito in sicurezza? Quali le opzioni possibili?

“Esistono diverse soluzioni applicabili. Nel nostro protocollo abbiamo previsto due modalità: il servizio singolo effettuato dal cameriere, che personalmente porta gli alimenti desiderati dal cliente al suo tavolo, su un piatto singolo; il buffet assistito con un cameriere che dietro al banco delle pietanze, protette da barriere in plexiglass, prepara il piatto secondo le richieste dell’ospite, che resta a debita distanza. Per questa seconda soluzione rientra in gioco la figura dello steward che concorre a mantenere l’ordine, gestendo l’afflusso delle persone nel rispetto del distanziamento sociale”.

Lei ha affermato che il mondo del catering può assolutamente ripartire in totale sicurezza, purché vengano rispettati i protocolli. Ma qual è la sua visione del settore nell’immediato futuro, parlo del 2021, considerato che sarebbe arduo guardare oltre.

“Ribadisco che il mondo dei congressi e degli eventi in generale è stato particolarmente demonizzato, nonostante ciò, penso che un futuro prossimo sia assolutamente auspicabile. Certo, bisogna tener presente che la convivialità, così come l'abbiamo conosciuta sino all’epoca pre Covid-19, per il momento non potrà tornare, tuttavia non deve essere completamente abolita, bensì regolamentata secondo le nuove necessità di sicurezza sanitaria. E’ importante che in questo processo di adeguamento vengano responsabilizzati non soltanto gli operatori del settore, ma anche tutti i partecipanti agli eventi. Non possiamo negare che il 2021 sarà un anno estremamente complesso, allo stesso tempo però le imprese dovrebbero cogliere l’occasione per innovarsi e rinforzarsi in quei punti rimasti deboli, perché trascurati a causa dell’impellenza del lavoro. Un anno difficile dunque, ma che bisogna saper sfruttare per ripartire fortificati”.

In conclusione, qual è il messaggio che si sente di rivolgere agli operatori del settore?

“Ritengo che sia doveroso essere ottimisti, non deve essere un ottimismo cieco ed è necessario che sia supportato dalle istituzioni. Dal canto loro, le aziende devono trovare la forza per superare un momento che è sicuramente tra i più difficili che si siano visti negli ultimi decenni”.