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Gli eventi del momento sono phygital. Ecco come è andata al White Milano per la Fashion Week

Gli eventi del momento sono phygital. Ecco come è andata al White Milano per la Fashion Week

Andare oltre gli spazi fisici. Laddove, però, gli spazi fisici non solo ci sono, ma fanno anche la differenza. Il White Milano 2020, che si è appena concluso all’interno della Fashion Week Milano (24-27 settembre) negli spazi di via Tortona, voleva dimostrare qualcosa, e cioè che eventi digitali e fisici non sono per forza in contrapposizione. Anzi, il segreto sta proprio nella loro complementarietà. Ė nata così l’edizione “phygital” di uno dei saloni più importanti della moda milanese, storicamente dedicato ai brand emergenti e all’avanguardia.

Come tanti settori, anche quello della moda ha subito un pesante colpo dal lockdown e dall’emergenza Covid, e l’edizione 2020 del salone non era per nulla scontata. Da qui la scelta di trasformare una fiera che si era sempre svolta nella maniera che fino al pre-Covid sembrava quella più ovvia, e cioè in presenza, in un’edizione dalla forte connotazione digitale che accompagnasse l'evento in presenza. 5.000 presenze, 40 brand internazionali a confronto nella virtual room, oltre 12 ore di presentazioni e interviste online in diretta programmati nei quattro giorni di fiera e 9 talk con oltre 20 speaker illustri sono alcuni dei numeri del White Milano 2020. 

Ne abbiamo parlato con Alessio Badia (nella foto) tra i maggiori esperti di moda in Italia,  direttore di Velvet Fashion, divisione di Velvet Media che si occupa di moda, che ha seguito il progetto di White Milano. 

White Milano 2020 è stata definita phygital, un termine che ha già il sapore di un nuovo trend negli eventi, e non solo di moda. Ci spieghi di cosa si tratta?

Si tratta di un termine che abbiamo pensato di utilizzare anche per gli eventi (di solito usato per il marketing e il customer care, ndr) insieme all’associazione Niam (Nazionale Italiana Agenti Moda, ndr), cercavamo una parole che potesse descrivere questa edizione di White Milano. Le edizioni passate sono sempre state fisiche, e volevamo far comprendere il cambiamento di quest’anno, dove invece tutti i brand avevano la possibilità di presentare le loro collezioni in streaming a clienti e a buyer, sono stati trasmessi talk sui temi più attuali della moda, ed era a disposizione una piattaforma digitale b2b creata per fare incontrare i diversi attori del mercato, con la possibilità di fare direttamente anche ordini. 

Come è andata?

Sinceramente non ci aspettavamo un tale successo. Il risultato più importante è stato l’amplificazione dell’audience che è avvenuta grazie al digitale. Tramite la piattaforma, ma anche sui diversi canali social, abbiamo ottenuto qualcosa come 60mila visualizzazioni e 100mila interazioni.

Sentiremo parlare ancora di phygital nelle prossime edizioni?  

Sicuramente questo sarà il format che avrà più peso anche nel futuro, anzi credo che siamo solo agli inizi. Il Covid ha sicuramente agevolato l’accelerazione verso il digitale, un cambiamento che però sarebbe comunque arrivato, perché le tecnologie esistono e ci permettono di fare anche di più. Per questo credo che per le prossime edizioni ci possiamo aspettare qualcosa di ancora più avanzato, come per esempio virtual room più tecniche per la presentazione di ogni prodotto, a cui potranno accedere in tempo reale i buyer di tutto il mondo. 

Il digitale cambia anche il modo di approcciare il prima e il dopo di una manifestazione, oltre che il durante?

Sicuramente i contenuti digitali amplificano non solo l’audience, ma anche la durata dell’evento in un certo senso. La forza dell’evento non è più solo nell’evento stesso, ma in tutti quei contenuti digitali che si sono prodotti e che possono essere replicati in diversi modi tutto l’anno, come cut di interviste, approfondimenti, presentazioni dei brand e così via, permettendo di realizzare piano editoriali di un certo livello.

Dovremo dunque dire addio, prima o poi, agli eventi in presenza?

Questo non accadrà mai. La manifestazione fisica è imprescindibile. Questa edizione ha provato come anche a livello digitale sia possibile fare networking, creare connessioni tra persone che dietro a un dispositivo sono comunque reali, ottenere una vera interazione. Ma il digitale senza il fisico non esiste e viceversa. Soprattutto se parliamo di moda, ci sarà sempre bisogno di creare momenti in cui si può toccare con mano, si fa accadere qualcosa. Tutto quello che succede poi deve essere supportato dal digitale.